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Occorre che tutto cambi affinche' tutto resti com'e': la ricetta del governo per risolvere i problemi dell'immigrazione italiana
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Articolo di Emmanuela Bertucci
14 ottobre 2006 0:00
 

Il progetto governativo di riforma della Bossi Fini inizia a delinearsi, con una nota inviata dal ministro dell'Interno alla commissione Affari Costituzionali del Senato che ne specifica le linee guida. Ne affronteremo un unico aspetto, che riteniamo fondamentale.

La nota individua i problemi principali del settore immigrazione nella necessita' di favorire l'incontro di domanda e offerta di lavoro e nella lotta all'immigrazione clandestina. Spiega anche che i due problemi sono in parte connessi, e causati dall'assenza (insufficienza) di sbocchi regolari all'immigrazione.

Finora si e' tentato di risolvere questi problemi con il meccanismo dei flussi, il cui fine sarebbe quello di favorire l'incontro fra domanda e offerta: so di quanti posti di lavoro vacanti dispongo, e dunque quali sono le esigenze dell'imprenditoria italiana, e faccio entrare in Italia un pari numero di stranieri.

A diversi anni di distanza dalla sua introduzione possiamo pero' affermare che il meccanismo dei flussi ha fallito nel suo intento:

- i datori di lavoro si lamentano dei numeri esigui di ingressi programmati nei decreti flussi (e difatti ogni anno ci sono sempre centinaia di migliaia di domande in esubero);

- il fatto che la domanda di lavoratori e' di molto superiore all'offerta lo dimostra anche il numero degli irregolari in Italia che hanno uno "stabile" lavoro al nero;

- di conseguenza, ogni anno le domande che vengono presentate (non tutte ovviamente) riguardano lavoratori gia' presenti sul territorio italiano che, ottenuto il nulla osta, dovranno tornare clandestinamente nel proprio Paese per ritirare il visto di ingresso.

La soluzione proposta dal ministro prevede la pianificazione dei flussi su base triennale anziche' annuale. Per dirla con le parole di Tomasi di Lampedusa "Se vogliamo che tutto rimanga come e', bisogna che tutto cambi": se il problema e' "l'assenza di un canale di sbocco regolare" trasformiamo i flussi da annuali a triennali, con qualche correttivo ogni anno, in difetto o in eccesso. Niente di piu', niente di meno che la legge gia' in vigore. In questo modo, ritiene il ministro, gli stranieri potranno pianificare meglio il loro futuro. Questa semplificazione giovera' inoltre ai datori di lavoro, che potranno programmare oggi di quanti lavoratori avranno bisogno fra tre anni, e alle procedure amministrative.

Se questo e' il progetto di riforma, ne rimaniamo profondamente delusi. Il settore immigrazione ha bisogno di una riforma radicale, l'attuale disciplina si e' rivelata assolutamente insufficiente a gestire i flussi migratori e non e' piu' tempo di rimandare: la nostra proposta, gia' avanzata a tutte le forze politiche prima delle elezioni clicca qui, consiste nella abolizione del meccanismo dei flussi, consentendo l'ingresso in Italia per trovare lavoro, anche tramite lo sponsor purche' non sia ad esclusivo appannaggio delle associazioni di settore, come invece prevede il Ministro, ma sia consentito fare da garante anche ai privati. Vieni in Italia sponsorizzato da un parente, da un amico, o dalle associazioni di settore, cerchi lavoro, se lo trovi ottieni il permesso di soggiorno, altrimenti dovrai lasciare il territorio. Aumentera' l'immigrazione clandestina? Non crediamo che cio' avverra': non e' con i flussi che si contrasta l'immigrazione clandestina, che ad essi si somma.

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