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CLASS ACTION. BERSANI DICE NO AL MODELLO AMERICANO? IL MODELLO "ALL'ITALIANA", COME MOLTE COSE "ALL'ITALIANA", E' L'ENNESIMA FREGATURA PER IL CONSUMATORE
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Comunicato 
20 novembre 2006 0:00
 

Firenze, 20 novembre 2006. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, in dichiarazioni riportate dal quotidiano "la Repubblica", ha detto che il Governo non intende promuovere una legge sull'azione giudiziaria collettiva ("Class action") all'americana. Secondo Bersani, il modello di "Class action" da promuovere non deve mandare "la gente in giro per avvocati", come farebbe invece quello contemplato nella legislazione statunitense. Il modello preferito, sarebbe quello "continentale". A parte questo distinguo dalla Gran Bretagna che, immaginiamo, fra un po' sara' apostrofata come "perfida Albione" di mussoliniana memoria, il riferimento alla presunta superiorita' delle norme continentali e' tutto da dimostrare: noi sappiamo che, per ora, negli Usa e in Gran Bretagna cio' che combina, per esempio, TelecomItalia coi suoi clienti, proprio per l'esistenza di quel modo di "Class Action", non e' neanche concepibile.
Il Governo, quindi, promuove una legge all'italiana, ovvero una "Class action" controllata, filtrata dallo Stato. Non potranno promuovere l'azione collettiva i singoli cittadini o cittadini raggruppati ad hoc, ma solo le associazioni dei consumatori finanziate dallo Stato, gli ordini professionali, le Camere di commercio. Inoltre, anche quando vi fosse il successo dell'azione collettiva, i singoli cittadini dovrebbero poi ricorrere alla giustizia singolarmente per ottenere il risarcimento. Nel modello americano, il risarcimento per gli utenti e consumatori e' invece automatico.
Il ministro Bersani, se i cittadini potessero rivendicare i propri diritti liberamente, e' giustamente preoccupato di cosa accadrebbe a molte aziende, in primis quelle mantenute in vita (con soldi diretti o meno poco importa) dallo Stato come Telecom, Alitalia, Ferrovie, Autostrade, etc.. Probabilmente fallirebbero dopo le prime sentenze, dovendo rimborsare le decine di migliaia di utenti a cui forniscono servizi pessimi, spesso neanche richiesti, e di cui noi possiamo fornire ampia documentazione grazie al servizio di domande e risposte "Cara Aduc" sul nostro portale Internet. Da qui, la concessione alle aziende di una "Class action" all'italiana, ovvero finta e al contagocce. Per conto nostro abbiamo fatto presentare un progetto di legge in materia sul modello americano (clicca qui), sottoscritto dagli on. Donatella Poretti e Daniele Capezzone della Rosa nel Pugno e utilizzato come modello per altre proposte di legge oggi al vaglio della Commissione Giustizia della Camera.
Facciamo notare, infine, che a differenza di come succede abitualmente, lo scontro in Parlamento non sara' tra Governo e opposizione, perche' quest'ultima non ha presentato nessuna proposta, forse imbarazzata perche' la proposta del Governo e' quella che, nella passata legislatura, aveva presentato il Governo Berlusconi e la Camera aveva approvato (poi si era arenata al Senato... per fortuna...). Lo scontro -se ci sara'- sara' tutto all'interno della maggioranza di Governo. Con la proposta di legge Bersani vanno d'accordo i testi Maran-Ds/Ulivo e Buemi-RnP, contrapposte a quelle di Fabris-Udeur, Pedica-IdV e Grillini-Ds/Ulivo che si rifanno al testo preparato da noi per gli on. Poretti/Capezzone. Una anomalia che emerge e' la firma del ministro della Giustizia Mastella, leader dell'Udeur, alla proposta del Governo, mentre la medesima Udeur ha presentato una proposta contrapposta.
Per dare un contributo dall'esterno del Palazzo, per il momento, rinnoviamo l'invito a firmare la petizione a sostegno della nostra proposta, perche' la difesa dei consumatori non sia piu' "all'italiana":
clicca qui

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
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