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GRAZIE AL GARANTE DELLA PRIVACY IL PARLAMENTO DIVIENE L'UNICO LUOGO IN ITALIA DOVE VIGE LA LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE
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Comunicato 
10 ottobre 2006 0:00
 

Firenze, 10 Ottobre 2006. Il "niet" del garante della Privacy alla trasmissione delle Iene sui parlamentari che fanno uso di stupefacenti, fa un enorme danno alla democrazia. Era stato infatti annunciato dai produttori del programma televisivo che l'identita' dei parlamentari sarebbe stata celata. L'intervento del garante non protegge quindi la privacy dei singoli deputati, ma la privacy del Potere. Ovvero i cittadini non hanno diritto di sapere che molti di coloro che fanno leggi che puniscono severamente il consumo di droghe, a loro volta si drogano. Si potrebbe dire che il Garante protegge il diritto dei parlamentari ad essere ipocriti e a prendere decisioni importanti -magari sotto l'influenza di una sostanza stupefacente- che ricadono sulla vita privata dei cittadini, la cui privacy raramente e' difesa con cotanto zelo dal medesimo Garante.
Noi crediamo che debba essere diritto di ogni parlamentare -come di ogni cittadino- farsi una canna. A differenza del cittadino, pero', il parlamentare e' una figura pubblica, ed in quanto tale chiede il voto di tutti noi per rappresentare la volonta' popolare. Abbiamo o no il diritto di sapere se le piu' alte cariche istituzionali, specialmente se promuovono il proibizionismo ed il carcere per reati di droga, sono loro stessi consumatori delle medesime sostanze? Abbiamo o no il diritto di sapere se chi eleggiamo e' realmente colui che dice di essere? Oppure dobbiamo continuare ad interpretare la politica come un gioco delle parti, un teatro barocco delle maschere, un esercizio di dissimulazione?
Il fatto che molti parlamentari "si fanno" e' saputo e risaputo. Ma mentre in una casa privata di un qualsiasi cittadino o in un centro sociale fanno irruzione poliziotti e cani antidroga, al Parlamento prevale il principio sacro della privacy, anche quando questa non verrebbe violata individualmente.
Dobbiamo quindi desumere che oggi l'unico luogo dove vige la legalizzazione delle droghe e' il Parlamento italiano. Chiediamo pertanto ai privilegiatissimi parlamentari di legalizzare le droghe anche nel resto di quel Paese che cosi' segretamente rappresentano.

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc
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