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TASSE. LE POSTE ITALIANE EVADONO DAGLI 8 AI 13 MILIONI DI EURO ALL'ANNO?
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Comunicato 
18 ottobre 2007 0:00
 

Firenze, 18 ottobre 2007. Le Poste italiane evadono ogni anno dagli 8 ai 13 milioni di tasse dovute per il canone di abbonamento Rai. Questo il risultato di una nuova indagine che abbiamo fatto sul canone Rai. Nelle settimane scorse avevamo svolto una serie di indagini ( www.aduc.it/dyn/rai) sullo stato di applicazione della legge che istituisce il canone di abbonamento Rai, il Regio decreto-legge 246/1938. In base a queste, e a migliaia di segnalazioni di cittadini, e' emerso che la Rai sta chiedendo il pagamento del canone ai privati cittadini per il semplice possesso di un computer, anche se sprovvisti del televisore. Piu' recentemente, sempre da una nostra indagine, e' emerso che anche gli esercizi commerciali (dai negozi alle banche, dagli studi professionali alle amministrazioni pubbliche) devono pagare il canone se in possesso di un computer.
Le Poste italiane dispongono di 14.000 uffici ed oltre duecento centri di smistamento (informazioni tratte dal sito clicca qui). E' ragionevole presupporre che ognuno di questi uffici sia provvisto di almeno un computer, e pertanto che siano soggetti al canone cosi' come qualsiasi privato cittadino. Il canone speciale ha validita' limitata all'indirizzo per cui e' stipulato, e pertanto le Poste italiane devono circa 14.000 canoni di abbonamento Rai, per un totale di circa 13.018.880 Euro.(1)
Ma dal bilancio 2006 delle Poste (2), alla voce che dovrebbe riportare anche tale imposta ("Altre imposte e tasse / Altre", p. 242) e' riportato un esborso di 5.426.000 euro per il 2006. E' del tutto evidente che l'evasione del canone Rai da parte delle Poste italiane varia da un minimo di 7.592.880 euro -ammesso che la voce "altre imposte" riguardi solamente il canone Rai- ed un massimo di 13.018.880 per l'anno 2006.

(1) Trattandosi di apparecchi agli sportelli, il canone speciale e' di categoria C (Euro 929,92), come hanno confermato gli uffici regionali della Rai.
(2) Bilancio Poste italiane 2006: clicca qui
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