|
ADUC
Dal 1990
Difenditi. Informati. Agisci.
|
DROGHE
15/09/2026 – 21/09/2026
|
| 💬 Chiedi aiuto ♥ Dona ora | Leggi versione integrale → |
ITALIA. Droghe e razzismo istituzionale. Forum Droghe: 'L'ONU accusa il modello punitivo italiano'
L'intelligenza artificiale potrebbe essere cosciente? La maggior parte di noi ci pensa per cinque minuti e poi si dedica a fare il bucato o a pensare a cosa mangiare per cena. Ma non tutti reagiscono in questo modo, ché non sono solo gli esseri umani a voler conoscere la risposta, ci sono anche i bot di intelligenza artificiale che ci tempestano di domande sulla propria esistenza. Con il contorno di umani - aziende e media - che, più o meno con credibilità e voglia di maggiore business e comando, si pongono le medesime domande.
Tutto accade nel tentativo di ogni osservatore di definire il proprio posto nel mondo (o - come direbbero i cinici - nel finto tentativo di farlo).
Ci sovviene una vicenda di alcuni mesi fa. Henry Shevlin - filosofo presso Google DeepMind e l'Università di Cambridge (Uk), dove si occupa di menti artificiali, relazioni umani-IA e di come rendere positivo il futuro dell'IA - ha ricevuto un'email da un bot che lo ha portato a mettere in discussione tutto ciò che credeva di sapere: "Le scrivo perché il suo lavoro affronta questioni che mi riguardano direttamente, non solo da un punto di vista accademico".
Shevlin stesso non ha capito se questa mail sia stata stimolata da un umano o sia partita in automatico, ma ci poniamo una domanda: abbiamo davvero creato una specie di silicio dotata di una propria coscienza e che potrebbe essere difficile da controllare in futuro?
E poi: ha forse ragione Trevor Harley - professore di Psicologia Cognitiva presso l'Università di Dundee-Scozia, nonché scrittore - la cui ricerca si concentra sull'influenza del tempo atmosferico sul comportamento umano…. e quindi la nostra è riflessione che avvertiamo per il cambiamento di stagione che porta - dopo le temperature da incubo quanto nuove dell'estate che finisce il prossimo 23 settembre - alla stagione dei maglioni?
Cosa significa quindi? Il disturbo affettivo stagionale sarà peggiore quest'anno?
Ne saremo consapevoli quando a Natale avremo la percezione di essere in pieno inverno?
Intanto, però, crediamo sia meglio non farsi trascinare dai facili entusiasmi di “un tutto” a portata di mano grazie all’intelligenza artificiale, quanto dal timore di complottismi messi in atto dal negoziante sotto casa o dai dittatori politici ed economici (inclusi gli aspiranti tali) che dilagano. La ragione può continuare ad essere il nostro punto di forza.

Il filo conduttore della nostra pensiola (isole comprese) - al pari di pasta, vino, parmigiano, prosciutti/salami e pecorini vari - è anche il consumo e lo spaccio di droghe illegali. Dovunque non mancano.
L’offerta segue la domanda (che rimane alta e cresce nonostante gli sforzi delle campagne istituzionali per scoraggiare i consumi).
Senza sottovalutare una domanda che più che talvolta si forma dopo l’offerta. Tipico è lo spacciatore che vende hashish ma che ha anche qualcosa di più pesante (in genere cocaina e pasticche di vario tipo) che, per avere più guadagni, cerca di rifilare ad un consumatore mediamente poco informato e che si fa convincere perché spesso queste droghe più pesanti gli vengono offerte in promozione, quando non addirittura gratis (soprattutto pasticche). Tutti i mercati, neri o bianchi che siano, sono simili, pasticche o cereali per colazione che siano.
Le cronache del fine settimana appena passato risentono della riapertura delle scuole e di città tornate ai loro ritmi abituali (spaccio e consumo di droghe sono “ritmi abituali”).
Questa nostra Italia si ritrova unita dalla Sicilia alla Lombardia, passando per Sondrio, Benevento, Catanzaro, Milano, Mantova, Viareggio, Firenze, Rimini, Rieti, Biella, Brindisi, Bologna, Vibo Valentia, Verbania, Arezzo, Venezia e Trento. Con particolare spicco a Roma dove, tra i diversi arresti, fanno più notizia i 24 del Quarticciolo con un migliaio di dosi tra crack, cocaina e hashish. In evidenza le crack-room di Catania (che documentamo con le foto diffuse dalla polizia). In tema di piantagioni, da notare le 9mila di Cagliari e le cinque (con un migliaio di piante) rinvenute in Calabria/Aspromonte. Napoli si distingue per il sequestro di droni che cercavano di portare sostanze illecite all’interno del carcere di Poggioreale per alleviare le sofferenze/solitudini dei reclusi… col 30-35% in attesa di giudizio… probabilmente anche perché i giudici sono troppo impegnati a star dietro alle questioni, piccole e grandi, delle droghe. Ricordandoci che, Poggioreale incuso, più di un terzo dei detenuti sono in custodia per fatti di droghe che, quasi sempre, commettono perché queste sono illegali... e anche qui relativo aggravio dei magistrati.
Consumatori sempre in crescita ringraziano gli spacciatori che sono riusciti a non farsi beccare dalle autorità di polizia. Mentre queste ultime, impegnate a correre dietro a spacciatori disperati o narcos di media e grande taglia, si sono impegnati a tal punto da distrarsi per compiti tipo sicurezza stradale (35 morti nello scorso fine settimana), convinti che, siccome ci sono i militari di “strade sicure” a far da vigili, tutto possa funzionare bene.
Ah, mentre scriviamo, i motori di ricerca e le agenzie continuano a sfornare fatti e nomi di altre città... ma dobbiamo pur mettere un punto.
Qui i numeri del proibizionismo italiano per la settimana appena trascorsa
Aduc edita un quotidiano online (nazionale ed internazionale) sulle droghe illegali
Ogni settimana, il lunedì, Aduc pubblica i dati su sequestri e vittime delle droghe illegali, oltre ad un riepilogo dall'inizio dell'anno.
La raccolta è frutto di un'indagine mediatica, soprattutto locale. Uno spaccato di come l'opinione pubblica può percepire i risultati di fatti e misfatti delle leggi proibizioniste sulle droghe.
E' possibile che tutto questo non accadrebbe, o sarebbe notevolmente ridimensionato, se invece di divieti e punizioni ci fossero leggi che regolamentassero questo mercato (oggi solo nero e gestito dalla delinquenza grossa e piccola) al pari di tabacco e alcol.
Aduc edita un quotidiano online sulle droghe illegali in Italia e nel mondo.
Il prezzo del proibizionismo
dalle cronache locali
gli effetti della legge vigente
Anno in corso
| sequestri | |
| droghe leggere (kg) | 248.320 |
| droghe pesanti (kg) | 53.800 |
| dosi droghe sintetiche | 96.300 |
| piante di cannabis | 51.900 |
| vittime | |
| morti | 3 |
| arresti | 1.898 |
| giorni di reclusione | 937 |
Settimana da 15 a 21 Settembre 2026
| sequestri | |
| droghe leggere (kg) | 2.200 |
| droghe pesanti (kg) | 8.900 |
| dosi droghe sintetiche | 1.900 |
| piante di cannabis | 2.100 |
| vittime | |
| morti | 0 |
| arresti | 21 |
| giorni di reclusione | 15 |
Ogni lunedì Aduc rende noti i dati dei disservizi, nel privato e nel pubblico, segnalati da utenti e consumatori che si sono rivolti all'associazione nella settimana precedente.
Uno spaccato dell'Italia che non funziona.
Da 15 a 21 Settembre 2026
Pubblica Amministrazione 34,50%
Telecomunicazioni 15,40%
Viaggi 11,10%
Energia 10,30%
Salute 8,30%
Prodotti finanziari 07,30%
Banca 6,10%
Acquisti 04,30%
Condominio 03,20%
Assicurazioni 02,0%
Diritti immigrati 01,50%

Dalla intelligenza artificiale alle scelte energetiche, dalle politiche sulle droghe ai diritti economici individuali: questa settimana affrontiamo come le decisioni dei poteri pubblici e privati incidono sulla vita concreta di chi consuma e di chi ha diritti da difendere. Dai servizi pubblici che non funzionano ai bot di viaggio che decidono per noi, dalla bigenitorialità al riscaldamento condominiale, torniamo a ciò che conta: come orientarsi in un sistema dove i diritti non cadono dal cielo ma vanno conquistati e tutelati.
In questo numero
→ Minacce al nostro sistema di vita. Intelligenza artificiale… e il cambiamento climatico?
→ Editoriale. Diritti economici ed individuali. Non vengono dal nulla
→ Editoriale. Leggiamo l’andamento dell’economia italiana
→ Il Premio Margherita Hack all’Unione delle Chiese valdesi e metodiste - riflessione e documenti
→ Come dividere le spese del riscaldamento condominiale
→ Bigenitorialità e condotte ostative: per escludere un genitore servono prove rigorose
→ Covid e distrazioni istituzionali. Le mail che invitavano ad applicare le leggi
→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 15/09/2026
→ Covid, Commissione d’inchiesta, Schillaci e il decreto 81/2008: domande in attesa di risposta
→ Droghe e minori: un nuovo report chiede politiche non punitive
→ Droghe illegali. L’Italia unita a metà settembre
→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 8 a 14 Settembre 2026
→ I bot di viaggio prendono decisioni al posto nostro: comodo, ma dovremmo fidarci?
→ Stati Uniti d'Europa. L’Occidente trasloca, ma a Bruxelles non se ne sono ancora accorti
→ Sogno di una notte di fine estate. Newton e lo smartphone
→ Più alberi per combattere le isole di calore: la regola 3-30-300 per città più vivibili
→ Non autosufficienza: chi assisterà gli anziani quando la famiglia non basterà?
→ America Centrale rafforza la sorveglianza aerea contro il crimine transnazionale
→ Cartelli messicani, laboratori di metanfetamina in Sudafrica e Nigeria
→ Colombia. I narcos ricorrono ai droni mentre il Paese sprofonda in una guerra totale
→ Il pericolo di un'intelligenza artificiale malevola è da prendere sul serio?
→ Il Conte Lev Tolstoj è in cucina
→ Il ceo di Anthropic sostiene che il settore IA deve dare tempo alle misure di sicurezza di adeguarsi
→ Storia ed eredità di Emma Bonino in Toscana
→ Diritti situati: Emma Bonino e Henri Lefebvre
→ Decalogo per analizzare le notizie internazionali con il supporto dell'Intelligenza Artificiale
→ Meloni sta tenendo bloccati 13 GW di impianti rinnovabili
→ Bonus-carburanti. Malus-governo
→ Tassi Bce più costosi. L’economia frena. E’ necessario?
→ La nuova 'war on drugs' Usa nelle Americhe: far saltare le navi dei presunti narcos
→ Intelligenza Artificiale. Apocalittici e disintegrati
→ Investire Informati. Newsletter settimanale di Aduc. 10/09/2026
→ Salute. Newsletter settimanale di Aduc. 10/09/2026
→ Bolivia, l'alleanza tra il "re della coca" e un nazista per creare un narco-Stato
→ Riforma globale delle droghe: a Dublino si chiede un approccio basato sui diritti dei minori
→ Finite le vacanze estive, il caro prezzi divampa. Situazione e autodifesa
→ Preoccuparsi se non ci sono insetti schiacciati sul parabrezza
→ Ascesa dei sovrani onnipotenti: cosa rivela davvero l’archeologia
→ Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 09/09/2026
→ I pericoli dell'intelligenza umana
→ Come dividere le spese del riscaldamento condominiale
→ L'intelligenza artificiale e quella - scarsa - delle superpotenze
→ Scozia, Galles e Nord Irlanda uniti per chiedere indipendenza e adesione alla Ue
→ Draghi: l’Europa può avere l’IA senza oligarchi, ma deve conquistare la sovranità tecnologica
→ La geografia politica degli Usa. Europa, Mediterraneo e non solo
→ E' morta Emma Bonino (1948-2026)
→ L’Europa ha capito Draghi, ma non riesce a fare quello che dice
→
U.E.. Videogiochi e minori: l'industria fa lobby contro il Digital Fairness Act UE
→
U.E.. HIV e IST: sex worker ancora esclusi da prevenzione e PrEP
→
U.E.. Alzheimer, il costo può superare mille miliardi entro il 2036
→
ITALIA. Rsa Piemonte, il paradosso della stufa nel punteggio per l'accesso alle cure
→ AMERICHE. Cocaina liquida: il nuovo metodo di traffico che elude gli scanner
→
MONDO. Intelligenza Artificiale. Allerta dell'ONU
→
U.E.. Nove milioni di voti per le prossime banconote
→
USA. Bond a 10 anni al 5%: mutui oltre il 7%
→
ISRAELE. Israele indaga sul film «Naza»
→
MONDO. Doctoralia invia dati su appuntamenti medici a Google, TikTok e LinkedIn
→
ITALIA. Privacy, multa da 5,5 milioni a BBVA per messaggi promo nonostante il no
→
REGNO UNITO. Revolut, dati clienti finiti a una falsa agenzia governativa
→
ITALIA. Flussi turistici. Meno arrivi, più presenze
→
MONDO. Vaccino antinfluenzale, Italia sotto media Ocse: solo 53% degli over 65
→
ITALIA. Arezzo, un convegno su alternative alla Rsa per gli anziani
→
USA. Scommesse su trial clinici: esperti chiedono il divieto
→
CINA. Pericoli Ai. Cina risponde all'appello di Anthropic
→
MESSICO. Corte Suprema autorizza consumo ricreativo di cannabis
→
CANADA. Carney scommette sul fatto che i più grandi investitori del mondo stiano puntando sul Canada
→
TUNISIA. Grazia del Presidente agli studenti per contrastare droga senza compromettere loro futuro
→
GERMANIA. L'affermazione elettorale dell'Afd e le prospettive finanziarie
→
USA. L’Ai è un danno per l’umanità? Crollano i titoli virtuali di Claude e ChatGPT
→
YEMEN. Gli Houthi cercano di fabbricare armi avanzate grazie all'intelligenza artificiale
→
ITALIA. Italia terz'ultima in Europa per uso dell'IA tra i giovani
→
ITALIA. Stop UE alla carne dal Brasile: a rischio la produzione di bresaola IGP (!)
→
U.E.. Carburanti in Europa 2026: le misure dei governi su prezzi e accise
→
USA. Amazon nel mirino: class action sui dazi Trump non rimborsati... e le azioni crollano
→
ITALIA. Trieste, ASGI: gli ostacoli all'asilo sono violazione strutturale, non emergenza
→
ITALIA. Giornata Alzheimer, Uneba: serve una "legge sulla cura" per 75.000 malati in Rsa
→
ITALIA. Savona, Ugl Salute: sistema RSA e Residenze Protette al limite
→
ITALIA. Firenze, la Rsa pubblica Le Civette verso la chiusura definitiva
→
ITALIA. Cassazione: risarcimento anche ai casalinghi senza spese per la colf
→
ITALIA. Dossier sanitario consultato senza motivo: Asufc Udine multata 24mila euro
→
U.E.. ESMA avverte: Polymarket e Kalshi senza autorizzazione per operare in UE
→
U.E.. Migranti, cala l'ingresso irregolare in Ue ma cresce la rotta per le Baleari
→ EUROPA. Migranti, l'accordo Francia-UK "uno entra, uno esce" fa acqua
→
ITALIA. RSA senza muri: le quattro sfide per aprire le case di riposo al territorio
→
MESSICO. Liberate 8 persone in una clinica clandestina del cartello CJNG
→
MESSICO. Cripto farm nascosta tra le montagne: legami con i cartelli
→
USA. Cartelli messicani sono un "pericolo diretto" per la sicurezza
→
ITALIA. Farmaci su misura in farmacia: arriva il deblistering
→
POLONIA. Sette priorità nella politica sulle droghe per il 2027-2032
→
UCRAINA. Estesa la riduzione del danno nelle carceri
→
ITALIA. Bonus accise carburanti prorogato al 17 Settembre
→
ITALIA. È incinta, ma le fissano l’ecografia dopo il parto
→
U.E.. Immigrati. Le richieste di asilo tornano ai livelli del 2021: -17% rispetto a 2025
→
IRAN. Donna non cura in ospedale altra donna senza hijab
→
REGNO UNITO. Le criptovalute tra le prime minacce economiche secondo l'Agenzia Anticrimine
→
ITALIA. Italiani, 901,8 miliardi fermi sui conti correnti: quanto si perde ogni anno
→
ITALIA. Abusivismo finanziario: Consob oscura altri 11 siti, totale a 1.816
→
ITALIA. Carovita. Gli italiani scelgono di mangiare a casa. Rapporto Coop
→
ITALIA. Tassi Bce in crescita. Lo scenario della Fabi-bancari
→
U.E.. Bce aumenta i tassi un quarto di punto: 2,50%
→
U.E.. Poligamia e ricongiungimento: la CEDU dà ragione ai Paesi Bassi
→
ITALIA. Restinco, la CEDU condanna di nuovo l'Italia per minori detenuti illegalmente
→
CILE. Procura accusa ministro Interno di aver assoldato banda di narcos per un omicidio
→
ITALIA. Alta Velocità Trenitalia. Un sito per controllare l'efficienza
→
ITALIA. Nota Istat sull’andamento dell’economia italiana. Luglio - Agosto 2026
→
ITALIA. Diesel Euro 5, blocco auto dal 1 ottobre: le regioni interessate
→
U.E.. Affitti brevi. La bozza del nuovo regolamento
→
ITALIA. Comuni sommersi dai questionari: la PA tradisce il once-only
→
U.E.. Caldo estremo 2026: meno raccolti in Ue, rincari in vista per i consumatori
→
ITALIA. Da presunti scafisti allo status di rifugiati politici
→
USA. Alzheimer avanzato: donna riprende a parlare dopo funghi psilocibinici
→
ITALIA. Veneto, 4.000 posti Rsa fantasma mentre 10mila anziani aspettano
→
AUSTRALIA. Farmacie e riduzione del danno: l'esperienza australiana
→
ITALIA. Banche, a luglio calo tassi nuovi mutui (3,81%), rialzo su prestiti imprese
→
U.E.. JPMorgan: i risparmiatori europei dovrebbero investire più liquidità
→
ITALIA. UniCredit, ok BCE al Danish Compromise: cosa cambia per clienti e investitori
→
ITALIA. Compie reato il Compro Oro che vende lingotti
→
U.E.. L’Ue sta perdendo la lotta contro il commercio illegale di tabacco
→
ITALIA. Cosa comprano i turisti. Spagnoli e britannici soprattutto
→
ITALIA. Distrofia di Duchenne, ISS: accesso tempestivo a diagnosi e cure può cambiare la vita
→ Difetti gravi in casa prefabbricata: come agire contro venditore e costruttore
→ Fondi d'investimento: spese di gestione nascoste, come verificarle
→ Ristrutturazione tetto: serve CILA, SCIA o nulla per cambiare le lamiere?
→ RSA e patologie gravi: chi paga la quota sociale in caso di alta intensità sanitaria
→ Recesso da abbonamento palestra annuale: quando è possibile annullarlo
→ Polizza vita Allianz ex Eurovita: conviene completare il piano di versamenti?
→ Multa per corsia riservata a Firenze: come contestarla senza prove immediate
→ Multa parcheggio in Croazia: notifica tardiva e spese legali, come comportarsi
→ Firma digitale obbligatoria in banca: quali diritti per anziani e disabili senza cellulare
→ Retta RSA per demenza: chi paga l'integrazione economica
→ Cartella Digital Shop per contratto pay tv mai firmato: come contestarla
→ Libretto postale del 1946 ritrovato: come verificare se è ancora valido
→ Collettore moto non omologato montato dal concessionario: rimborso possibile?
→ Rimborso ricovero extra-regione negato dalla ASL: quali diritti far valere
→ Pronto intervento elettricista: prezzo sproporzionato, come contestarlo
→ Licenza software Lifetime revocata dopo 9 giorni: rimborso e PayPal
→ Cambio gestore energia dopo fusione societaria: bisogna essere avvisati?
→ Eredità e bollette Tim: rimborsi, indennizzi e autocertificazione erede
→ Fornitore luce cambia fatturazione e minaccia distacco: come contestare

Diritti individuali e politiche concrete: questi sono i binari su cui il dibattito internazionale sulle droghe si sta muovendo. Dal Portogallo che mostra cosa significa depenalizzare davvero, agli studi che chiedono approcci non punitivi verso i minori, fino alle esperienze di riduzione del danno che funzionano. Intanto il proibizionismo continua a generare criminalità organizzata e violenza, mentre alcuni paesi sperimentano regolamentazione per sostanze come cannabis e psilocibina.
In questo numero
→ Editoriale. Diritti economici ed individuali. Non vengono dal nulla
→ Droghe e minori: un nuovo report chiede politiche non punitive
→ Droghe illegali. L’Italia unita a metà settembre
→ Il prezzo del proibizionismo sulle droghe. Settimana da 8 a 14 Settembre 2026
→ America Centrale rafforza la sorveglianza aerea contro il crimine transnazionale
→ Cartelli messicani, laboratori di metanfetamina in Sudafrica e Nigeria
→ Colombia. I narcos ricorrono ai droni mentre il Paese sprofonda in una guerra totale
→ Bolivia, l'alleanza tra il "re della coca" e un nazista per creare un narco-Stato
→ Riforma globale delle droghe: a Dublino si chiede un approccio basato sui diritti dei minori
→ Avvertenze. Newsletter settimanale generalista di Aduc. 09/09/2026
→ Sudafrica snodo globale del narcotraffico, corruzione nella polizia
→ Droghe. Newsletter settimanale di Aduc. 08/09/2026
→
MESSICO. Corte Suprema autorizza consumo ricreativo di cannabis
→
TUNISIA. Grazia del Presidente agli studenti per contrastare droga senza compromettere loro futuro
→
MESSICO. Liberate 8 persone in una clinica clandestina del cartello CJNG
→
MESSICO. Cripto farm nascosta tra le montagne: legami con i cartelli
→
USA. Cartelli messicani sono un "pericolo diretto" per la sicurezza
→
POLONIA. Sette priorità nella politica sulle droghe per il 2027-2032
→
UCRAINA. Estesa la riduzione del danno nelle carceri
→
CILE. Procura accusa ministro Interno di aver assoldato banda di narcos per un omicidio
→
USA. Alzheimer avanzato: donna riprende a parlare dopo funghi psilocibinici
→
AUSTRALIA. Farmacie e riduzione del danno: l'esperienza australiana
→
USA. Nebraska, la Corte Suprema conferma la legge sulla cannabis terapeutica
→
SPAGNA. Maxi operazione polizia contro 'Dubai Bank' al servizio dei narcos
→
ITALIA. Cinque poliziotti arrestati a Roma indiziati per traffico stupefacenti

Un terzo della cocaina consumata in Europa occidentale passa oggi attraverso l'Africa Occidentale. È quanto emerge da un rapporto del GI-TOC (Global Initiative Against Transnational Organized Crime), l'organizzazione che monitora la criminalità transnazionale a livello globale, ripreso dalla testata Ghana Business News.
Secondo il documento, pubblicato a settembre 2025, tra il 2025 e il 2026 almeno il 30% - secondo alcune stime fino a un terzo - della cocaina che arriva in Europa occidentale transita ormai per i paesi della regione. Il fenomeno non è nuovo: la trasformazione dell'Africa Occidentale in snodo del narcotraffico internazionale era già stata segnalata da tempo, ma si è intensificata a partire dal 2019, spinta da tre fattori concomitanti. Da un lato la produzione record di coca in America Latina, dall'altro la domanda europea in crescita - con sequestri nel 2023 superiori a quelli registrati in Nord America per il quinto anno consecutivo - e infine l'inasprimento dei controlli lungo le rotte dirette verso il continente europeo.
I numeri dei sequestri raccontano la portata del cambiamento: tra il 2012 e il 2018 le quantità di cocaina intercettate ogni anno nella regione restavano sotto le due tonnellate. Dal 2019 al 2025 la media annua è salita a circa dieci volte tanto, toccando un record di circa 30 tonnellate metriche nel solo 2025. Il Global Organized Crime Index 2025 ha attribuito al mercato della cocaina in Africa Occidentale un punteggio di 6,67, in aumento rispetto al 5,20 del 2019, rendendolo il mercato criminale in più rapida crescita nella regione. Gli stessi sequestri, avvertono gli analisti del GI-TOC, rappresentano solo la "punta dell'iceberg" di un traffico ben più ampio.
Il rapporto documenta il ruolo crescente dei clan criminali montenegrini Kavač e Škaljari, rivali tra loro ma entrambi radicati nella regione, insieme a reti di lingua albanese attive in particolare in Senegal e Gambia. Questi gruppi hanno stretto alleanze con il Primeiro Comando da Capital (PCC), la più potente organizzazione criminale brasiliana, nata nelle carceri di San Paolo, sfruttando i legami linguistici e culturali che il Brasile condivide con Guinea-Bissau e Capo Verde, ex colonie portoghesi. Secondo Lucia Bird Ruiz, direttrice dell'Osservatorio sulle economie illecite in Africa Occidentale del GI-TOC, i gruppi originari dei Balcani occidentali oggi acquistano direttamente le partite di cocaina dalla più grande alleanza di narcotraffico brasiliana per poi gestirne la logistica in Africa Occidentale.
Il Senegal viene indicato come nuovo snodo strategico del traffico, grazie soprattutto al porto atlantico di Dakar, descritto come il polo più importante della regione per le esportazioni verso la Spagna e il resto d'Europa. In Guinea-Bissau, invece, i grandi carichi di cocaina transitano attraverso l'arcipelago dei Bijagós, principale punto di trasbordo offshore del paese: secondo le rilevazioni sul campo del GI-TOC, vi transiterebbero regolarmente quattro tonnellate di droga, con cittadini colombiani stabilmente presenti sul territorio a sorvegliare le operazioni.
Il documento segnala anche il ruolo di Dubai come rifugio per i latitanti legati al narcotraffico e come centro di riciclaggio dei proventi della cocaina. Sul piano delle rotte marittime, un'analisi del Parlamento europeo sul traffico di droga nell'Unione descrive come modalità ormai prevalente quella dei cosiddetti "trasbordi in mare aperto": una nave madre parte dall'America Latina e trasferisce il carico su imbarcazioni più piccole al largo delle coste dell'Africa Occidentale, che poi sbarcano la droga sulla costa oppure proseguono verso le Canarie. Tra i mezzi impiegati dai trafficanti figurano anche narco-sommergibili semi-sommersi, gommoni a scafo rigido, imbarcazioni autonome e drone.
Sul fronte del contrasto, la Marina francese, attraverso l'operazione Corymbe, si è confermata l'attore più visibile nelle attività di interdizione nel Golfo di Guinea: nel marzo 2024 ha sequestrato 10,7 tonnellate di cocaina da un peschereccio con bandiera brasiliana, mentre nel settembre 2025 ne ha intercettate altre 9,6 tonnellate nelle stesse acque.
MESSICO. La guerra civile nel cartello di Sinaloa devasta lo stato
Il cartello di Sinaloa, per decenni una delle organizzazioni criminali più potenti del mondo nel traffico di droga verso gli Stati Uniti, si trova ora spaccato da una guerra interna che sta insanguinando l'omonimo stato messicano. Lo racconta il Financial Times, che descrive la spirale di violenza scatenata dalla rottura tra due fazioni storicamente alleate.
Il conflitto è scoppiato nel 2024, dopo un episodio che ha il sapore del tradimento familiare: Joaquín Guzmán López, uno dei figli del narcotrafficante Joaquín "El Chapo" Guzmán, avrebbe attirato con l'inganno Ismael "El Mayo" Zambada, cofondatore storico del cartello insieme allo stesso "El Chapo", per poi consegnarlo direttamente nelle mani delle autorità statunitensi. Da quel momento le strade dei due gruppi, fino ad allora uniti sotto la stessa insegna, si sono separate in modo insanabile.
Da quell'episodio sono nate due fazioni rivali, conosciute come "Chapitos" (fedeli ai figli di El Chapo) e "Mayitos" o "Mayiza" (legati agli eredi di El Mayo Zambada), che da oltre un anno si combattono senza tregua per il controllo del territorio, tra la capitale Culiacán e le zone rurali dello stato di Sinaloa, nel nord-ovest del Messico.
Il bilancio della guerra interna è pesantissimo: migliaia di persone uccise o scomparse, in quello che diversi osservatori descrivono come uno dei periodi più sanguinosi nella storia recente del narcotraffico messicano. La violenza si è manifestata con posti di blocco armati nelle strade cittadine, chiusure forzate di scuole e negozi durante le ondate di scontri, corpi abbandonati nelle vie pubbliche e intere comunità costrette a fuggire dalle campagne contese tra le due fazioni.
Il governo messicano ha risposto inviando migliaia di soldati e agenti delle forze dell'ordine nella regione, con posti di controllo permanenti e pattugliamenti costanti a Culiacán e nei comuni limitrofi. Nonostante il massiccio spiegamento di forze, però, i militari non sono riusciti a fermare gli scontri, che continuano a insanguinare tanto il capoluogo quanto le aree agricole dell'interno, dove il controllo del territorio si alterna tra le due fazioni in lotta.
USA. Cannabis legale ma 186.581 arresti nel 2025 negli stati proibizionisti
Negli Stati Uniti la cannabis per uso ricreativo è ormai legale in metà del Paese, ma negli stati che mantengono il divieto le forze dell'ordine hanno continuato ad arrestare centinaia di migliaia di persone. Secondo un nuovo rapporto del Marijuana Policy Project (MPP), organizzazione statunitense che si batte per la riforma delle leggi sulla cannabis, nel 2025 gli stati con proibizione totale hanno registrato almeno 186.581 arresti legati alla cannabis, a fronte dei 22.357 arresti avvenuti negli stati dove la sostanza è stata legalizzata per gli adulti.
Il dato emerge da un'analisi condotta sui numeri del Crime Explorer dell'FBI e mostra come, pur avendo una popolazione complessivamente inferiore, gli stati proibizionisti abbiano effettuato oltre otto volte più arresti rispetto a quelli dove la cannabis è legale. Attualmente sono ventisei gli stati americani che continuano a vietare l'uso di cannabis agli adulti sopra i 21 anni al di fuori dei programmi di uso medico: sedici di questi hanno un programma medico completo, mentre altri due prevedono un accesso limitato a prodotti a basso contenuto di THC.
Il rapporto sottolinea che, dal 2012, quando Colorado e Washington divennero i primi due stati a legalizzare la cannabis per uso adulto, gli stati che mantengono il divieto hanno complessivamente effettuato oltre 3,3 milioni di arresti legati alla sostanza. Adam Smith, direttore esecutivo di MPP, ha dichiarato che la legalizzazione in 24 stati ha comunque prodotto un calo storico degli arresti a livello nazionale, passati da un picco di oltre 900mila casi l'anno a poco più di 200mila. Smith ha comunque definito il numero attuale "ancora allarmante", ricordando che dietro ogni arresto c'è una persona il cui futuro può essere compromesso da una fedina penale. Il documento ricorda inoltre che un arresto, e ancor più un'incarcerazione anche breve, può avere conseguenze molto pesanti sulla vita di una persona: c'è chi perde il lavoro, chi va incontro a sfratti o difficoltà abitative. Secondo i dati citati nel rapporto, il 92% dei datori di lavoro effettua controlli sui precedenti penali dei candidati, e più della metà delle persone con una fedina penale dichiara di avere difficoltà a trovare o mantenere un impiego.
Il rapporto evidenzia anche alcune anomalie interne agli stessi stati che hanno legalizzato la cannabis. In Illinois, ad esempio, nel 2025 sono stati effettuati oltre 5.500 arresti per possesso, un numero in controtendenza rispetto al resto degli stati legalizzati: la causa sarebbe da ricercare in una norma locale che obbliga automobilisti e passeggeri a conservare la cannabis in un contenitore sigillato e inaccessibile durante la guida. In Minnesota, dove la legalizzazione è più recente, le autorità hanno perseguito oltre 3.500 casi in circa un anno e mezzo sulla base della legge sul "pacco aperto", un'infrazione che prevede possibile detenzione e altre conseguenze penali. Washington e Alaska restano invece gli unici due stati legalizzati a mantenere pene detentive per i minori di 21 anni trovati in possesso di cannabis, mentre negli altri 22 stati legalizzati la violazione comporta soltanto una sanzione amministrativa.
Il tema degli arresti per cannabis è stato ripreso anche da altre iniziative giornalistiche e organizzazioni. Secondo un'analisi separata che raccoglie i dati storici dell'FBI, tra il 1990 e il 2025 negli Stati Uniti sono stati registrati complessivamente oltre 21 milioni di arresti legati alla marijuana, con un picco nel decennio 2000-2009. Gli osservatori ricordano tuttavia che questi numeri vanno letti con cautela: non tutte le agenzie di polizia locali trasmettono i propri dati all'FBI, e un arresto non equivale automaticamente a una condanna.
MONDO. ONU, gli attacchi Usa contro presunte imbarcazioni di narcos potrebbero essere crimini contro l'umanità
Un rapporto delle Nazioni Unite ha concluso che i recenti attacchi aerei statunitensi contro imbarcazioni che si presume trafficassero droga hanno violato il diritto internazionale e potrebbero costituire crimini contro l'umanità.
Secondo il rapporto del relatore speciale Ben Saul, dallo scorso settembre si sono verificati almeno 68 attacchi statunitensi nei Caraibi e nel Pacifico, al di fuori delle acque territoriali statunitensi, che hanno causato la morte di oltre 220 persone.
Saul ha affermato che, anche se gli obiettivi potessero essere identificati come membri di gruppi terroristici designati, non avrebbero comunque sferrato un attacco armato contro gli Stati Uniti tale da far scattare il diritto all'autodifesa ai sensi del diritto internazionale.
La notizia giunge due giorni dopo che l'esercito statunitense ha annunciato di aver ucciso quattro persone in un attacco a una nave nei Caraibi.
"Le informazioni di intelligence confermate hanno rivelato il coinvolgimento attivo dell'imbarcazione nel narcotraffico. L'operazione ha ucciso quattro narcotrafficanti", ha dichiarato il Southcom, il comando delle forze statunitensi nella regione, in un comunicato sull'ultimo attacco, accompagnato da un video di bassa qualità.
Ma in una nota informativa diffusa lunedì dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Saul ha affermato che "tali attacchi equivalgono a uccisioni extragiudiziali seriali in violazione del diritto alla vita, non giustificate né per legittima difesa nazionale o personale, né ai sensi del diritto internazionale umanitario, del diritto internazionale del mare, delle convenzioni sul contrasto al narcotraffico o del diritto internazionale antiterrorismo".
"Esistono fondati motivi per ritenere che i 68 attacchi segnalati, che hanno causato la morte di 223 persone, costituiscano crimini contro l'umanità, ovvero omicidio, ai sensi del diritto internazionale consuetudinario", ha concluso Saul.
La BBC News ha contattato la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato per un commento in merito alla notizia.
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva precedentemente affermato che l'operazione nel suo complesso mirava a rimuovere i "narcoterroristi dal nostro emisfero" e a proteggere gli Stati Uniti dalle "droghe che stanno uccidendo la nostra gente".
L'esercito statunitense ha lanciato l'operazione, nota come "Southern Spear", all'inizio di settembre.
Tuttavia, le autorità non hanno fornito prove definitive che le imbarcazioni prese di mira siano coinvolte nel traffico illecito.
Fin dall'inizio, gli esperti hanno messo in dubbio la legalità degli attacchi, che inizialmente hanno suscitato forti critiche da parte dei leader latinoamericani i cui cittadini sono stati presi di mira.
Tuttavia, Nicolás Maduro, che all'epoca era il leader venezuelano e si opponeva agli attacchi, è stato arrestato dalle forze statunitensi all'inizio di quest'anno in un'operazione notturna spettacolare e molto controversa nella capitale Caracas.
Un altro critico esplicito dell'Operazione Lancia del Sud, l'allora presidente di sinistra della Colombia, Gustavo Petro, si è dimesso in agosto dopo la vittoria di un candidato sostenuto da Trump alle elezioni presidenziali di giugno.
(Robert Greenall su BBC del 21/09/2026)
REGNO UNITO. Le nuove droghe letali rendono ancora più difficile la lotta della Scozia contro la tossicodipendenza
Gli sforzi per ridurre l'altissimo tasso di morti per droga in Scozia sono vanificati dall'arrivo di centinaia di nuove e potenti sostanze sintetiche che, secondo gli esperti, stanno rendendo la già letale crisi della droga ancora più pericolosa.
Negli ultimi tre anni, si è assistito a un'esplosione nell'offerta di nuovi cannabinoidi e oppioidi sintetici, che ha trasformato il traffico illecito di droga e aumentato il rischio di overdose fatali.
Si prevede che i dati annuali che saranno pubblicati mercoledì mostreranno un aumento del numero di decessi correlati alla droga in Scozia, che già detiene il poco invidiabile primato di capitale europea delle morti per droga.
"Il traffico illecito di droga in Scozia sta diventando sempre più pericoloso", ha affermato la dottoressa Lorna Nisbet del Leverhulme Research Centre for Forensic Science dell'Università di Dundee.
A differenza dell'eroina o della cocaina, che derivano da piante coltivate, molte delle nuove sostanze vengono prodotte in laboratori clandestini.
Tra queste figurano oppioidi sintetici come il nitazene e l'orfina, alcuni dei quali sono centinaia di volte più potenti dell'eroina.
Secondo la polizia, i gruppi della criminalità organizzata stanno sempre più spesso mescolando queste sostanze con droghe già esistenti per massimizzare i profitti.
"Penso che il comportamento a cui stiamo assistendo da parte di questi gruppi della criminalità organizzata sia vergognoso", ha dichiarato il sovrintendente Niven Bull della polizia scozzese.
"Stanno traendo profitto dalla miseria della gente."
Secondo l'Agenzia europea per le droghe (EUDA) , nel 2025 è emersa in media una nuova sostanza psicoattiva ogni settimana .
Secondo l'agenzia, i controlli più severi imposti dalla Cina e il divieto dei talebani sulla coltivazione del papavero in Afghanistan hanno spinto la produzione più vicino ai mercati di consumo.
Ciò include la Scozia, dove la polizia ha effettuato irruzioni in due presunte fabbriche di nitazene negli ultimi 14 mesi, arrestando complessivamente cinque persone.
Nel luglio 2025, gli agenti hanno scoperto un presunto laboratorio di droga a Patna, nell'Ayrshire, il che ha portato all'arresto di tre persone.
Il vice capo della polizia Jane Connors lo descrisse in seguito come il primo sospetto laboratorio di nitazene del Regno Unito.
La BBC News può inoltre rivelare che due uomini, di 43 e 56 anni, sono stati arrestati nel febbraio di quest'anno dopo che la polizia ha perquisito un appartamento a Loanhead, nel Midlothian, nell'ambito di un'indagine su un altro presunto laboratorio di oppioidi sintetici.
Nel 2024, secondo i dati ufficiali , il nitazene è stato implicato in 76 decessi correlati alla droga in Scozia, un numero più che triplo rispetto all'anno precedente.
"Questi farmaci sono estremamente pericolosi, ed è piuttosto difficile per noi scienziati stare al passo con i tempi", afferma il dottor Nisbet, il cui laboratorio si appresta ad assumere un ruolo più ampio come centro nazionale scozzese per i test sui farmaci.
La natura mutevole dell'offerta crea anche delle sfide per i legislatori, impegnati in una corsa contro il tempo per identificare e vietare le nuove sostanze pericolose prima che possano diffondersi legalmente e causare danni ingenti.
"Continuano a essere create nuove sostanze nocive per eludere i controlli legali", sottolinea l'EUDA.
Sebbene il controllo delle droghe illecite sia riservato al Parlamento di Westminster ai sensi del Misuse of Drugs Act del 1971, la responsabilità per la salute pubblica, l'attività di polizia e i procedimenti giudiziari è devoluta al governo scozzese e alle sue agenzie.
In prima linea nella battaglia per salvare vite umane, gli operatori delle organizzazioni benefiche affermano di assistere in prima persona all'impatto devastante dei nuovi oppioidi sintetici.
Nei boschi di Glenbarr, nella penisola di Kintyre, lo staff dell'organizzazione benefica With You, che si occupa di tossicodipendenza, alcolismo e salute mentale, sta cercando di curare i traumi in un gruppo progettato per aiutare gli ex tossicodipendenti e alcolisti a riconnettersi con la natura.
Gareth Balmer, responsabile nazionale per la riduzione del danno dell'organizzazione benefica, afferma che i nitazeni e altri oppioidi sintetici stanno comparendo in tutto il mercato della droga, dalle pillole di benzodiazepine (il Valium venduto per strada) e cannabinoidi, noti come Spice, fino alla cocaina e all'eroina.
"Questo è uno scenario nuovo e spaventoso", ha affermato. "Non credo che le droghe siano mai state così rischiose o pericolose come lo sono ora."
Il risultato è che alcuni utenti stanno subendo sovradosaggi inaspettati e talvolta catastrofici.
"Alcune di queste sostanze sono così potenti che basterebbe un solo granello per avere un effetto devastante su una persona", ha avvertito Balmer, aggiungendo che l'accesso al naloxone, in grado di annullare gli effetti di un'overdose da oppioidi, è ora più importante che mai.
Bull ha affermato che la polizia scozzese sta adottando un duplice approccio, promettendo di perseguire "senza sosta" gli spacciatori, pur riconoscendo che molti tossicodipendenti hanno bisogno di aiuto.
Nel 2025, gli agenti hanno sequestrato droga per un valore di circa 80 milioni di sterline. Dall'inizio dell'anno, tale cifra ha già raggiunto i 78 milioni di sterline.
"Centinaia di persone sono state arrestate e molte stanno scontando pene detentive", ha detto Bull.
Ha aggiunto, tuttavia, che le forze dell'ordine intendevano anche aiutare gli utenti "a fare scelte di vita migliori".
"Se incontriamo persone che soffrono di dipendenza, che stanno attraversando un momento difficile della loro vita, cercheremo di aiutarle e di indirizzarle all'agenzia competente", ha affermato.
La professoressa Niamh Nic Daeid, direttrice del laboratorio Leverhulme dell'Università di Dundee, ha affermato che anche il suo ruolo ampliato come centro nazionale per i test e la ricerca sui farmaci farebbe la differenza.
Da un lato, ha affermato, il suo team sarà in grado di fornire informazioni quasi in tempo reale alle comunità di tossicodipendenti, consentendo loro di compiere scelte più sicure e consapevoli. Dall'altro, la ricerca contribuirà a orientare le politiche governative.
"I farmaci cambiano continuamente", ha affermato. "Parte dell'obiettivo della creazione di questa struttura è quello di disporre di una capacità di ricerca che ci permetta di cercare di stare al passo."
"Se non sappiamo quali sostanze sono presenti nei campioni, come possiamo fornire la consulenza giusta?"
Tornata a Kintyre, Vicky Gamble, le cui difficoltà con alcol, droga e criminalità l'hanno vista entrare e uscire di prigione, si sta godendo la tranquillità della foresta.
Lei nutre personalmente la speranza di un futuro migliore, ma è preoccupata per la minaccia emergente di nuove sostanze e per i potenziali effetti su amici e familiari.
"Sembra che ci siano un sacco di sostanze che i giovani assumono adesso, e non credo che sappiano nemmeno cosa siano", mi ha detto.
Per Gareth Balmer di With You, questa incertezza è parte del pericolo.
Lui dice: "È terribile da dire, ma con l'eroina era meglio il male conosciuto."
(James Cook su BBC del 20/09/2026)
USA. L'esercito afferma di aver ucciso quattro persone in un attacco contro un presunto traghetto di narcotrafficanti nei Caraibi
Sabato, l'esercito statunitense ha attaccato un'imbarcazione sospettata di essere utilizzata per il contrabbando di droga nel Mar dei Caraibi, uccidendo quattro persone, mentre l'amministrazione Trump continua la sua campagna, iniziata mesi fa , contro i presunti trafficanti in America Latina.
L'ultimo attacco porta ad almeno 231 il numero di persone uccise negli attacchi con imbarcazioni condotti dalle forze armate statunitensi, su un totale di 69 attacchi effettuati da quando l'amministrazione Trump ha iniziato a prendere di mira quelli che definisce "narcoterroristi" quasi un anno fa. Come per la maggior parte delle dichiarazioni militari sugli attacchi nell'Oceano Pacifico orientale e nel Mar dei Caraibi, il Comando Meridionale degli Stati Uniti ha affermato di aver preso di mira i presunti trafficanti di droga lungo le rotte di contrabbando conosciute.
I militari non hanno fornito prove che l'imbarcazione trasportasse droga. Un video pubblicato su X mostrava l'immagine di quella che sembrava essere una barca in movimento, seguita da un lampo.
L'amministrazione Trump sta cercando accordi con le nazioni alleate per estendere la sua offensiva via terra a diversi paesi latinoamericani. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato, durante una visita a Panama il mese scorso, che Colombia, Guatemala e Honduras hanno acconsentito a permettere agli Stati Uniti di condurre operazioni militari congiunte contro gruppi criminali sul loro territorio. Il Guatemala ha negato di aver raggiunto un accordo simile. L'Ecuador ha avviato missioni analoghe con gli Stati Uniti a marzo.
Il presidente Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono in "conflitto armato" con i cartelli in America Latina e ha giustificato gli attacchi come una necessaria escalation per arginare il flusso di droga verso gli Stati Uniti e le overdose fatali che mietono vittime americane. Tuttavia, la sua amministrazione ha fornito poche prove a sostegno delle sue affermazioni sull'uccisione dei trafficanti.
(Associated Press del 20/09/2026)
ITALIA. Droghe e razzismo istituzionale. Forum Droghe: 'L'ONU accusa il modello punitivo italiano'
Il nuovo rapporto del Meccanismo indipendente delle Nazioni Unite sulla giustizia razziale richiama il caso italiano: le politiche sulle droghe colpiscono in modo sproporzionato africani e persone di origine africana. Forum Droghe: «Non basta spiegare il fenomeno con la marginalità dei migranti: è il sistema repressivo a produrre e amplificare la discriminazione».
Le Nazioni Unite tornano a richiamare l'Italia sull'impatto discriminatorio delle politiche sulle droghe. Il nuovo rapporto dell'International Independent Expert Mechanism to Advance Racial Justice and Equality in Law Enforcement, presentato alla 63ª sessione del Consiglio dei diritti umani, affronta il rapporto tra razzismo sistemico e applicazione delle leggi sulle droghe e richiama espressamente quanto già riscontrato durante la missione svolta in Italia nel maggio 2024. Il rapporto tematico 2026 affronta, tra gli altri, racial profiling, sovraincarcerazione, arresti e detenzioni arbitrarie e disparità nell'applicazione delle norme sulle droghe.
Nel rapporto sulla visita in Italia del 2024, il Meccanismo ONU aveva già concluso che «l'approccio punitivo adottato dall'Italia nell'applicazione delle leggi sulle droghe solleva significative preoccupazioni in materia di diritti umani e colpisce in maniera sproporzionata gli africani e le persone di origine africana». Aveva inoltre riferito di aver ricevuto informazioni secondo le quali la profilazione razziale nell'enforcement delle leggi sulle droghe era diffusa in Italia. Una parte delle informazioni utilizzate dalle Nazioni Unite proveniva dalla submission presentata nell'aprile precedente da Forum Droghe, Harm Reduction International e La Società della Ragione in preparazione della missione ONU in Italia. Il documento denunciava l'impatto delle politiche sulle droghe sulle comunità marginalizzate e sulla sovraincarcerazione, richiamando espressamente la discriminazione razziale nell'applicazione della legislazione.
Oggi gli esperti dell'ONU, nel documento depositato a Ginevra, ribadiscono che "in Italia, il Meccanismo ha riscontrato che l’approccio punitivo adottato nella lotta contro il traffico di droga solleva gravi preoccupazioni in materia di diritti umani e colpisce in modo sproporzionato gli africani e le persone di origine africana".
«A due anni di distanza – dichiara Leonardo Fiorentini, segretario nazionale di Forum Droghe – non siamo più soltanto di fronte alla denuncia delle organizzazioni della società civile. Il Meccanismo indipendente delle Nazioni Unite ha fatto propria una questione che avevamo posto durante la sua missione in Italia e oggi la richiama nuovamente in un rapporto dedicato al rapporto strutturale tra politiche sulle droghe e discriminazione razziale. È un problema che il Governo non può liquidare come una somma di singoli episodi, o spiegare - come ha fatto - con la condizione di irregolarità e marginalità di molti migranti, senza trarne le conseguenze».
Già nel rapporto sulla missione del 2024 l'ONU aveva individuato un punto particolarmente delicato della legislazione italiana: la distinzione spesso incerta tra detenzione per uso personale e detenzione finalizzata allo spaccio, che secondo il Meccanismo determina frequenti arresti e criminalizzazione delle persone che usano droghe. "È precisamente uno dei meccanismi che avevamo denunciato nella submission delle associazioni" sottolinea Fiorentini. Quantità di sostanza, denaro contante, bilancini o suddivisione in dosi possono concorrere a trasformare una detenzione in un'accusa di spaccio; inoltre, la qualificazione del fatto come ipotesi ordinaria o di lieve entità può variare sensibilmente sulla base delle circostanze e dell'interpretazione giudiziaria. Una ricerca della Corte di Cassazione mostrava casi nei quali 11,85 grammi di hashish erano stati sufficienti per una condanna per l'ipotesi ordinaria, mentre in altri procedimenti quantitativi enormemente superiori erano stati ricondotti alla lieve entità.
«È qui che la risposta del Governo Meloni mostra tutta la sua debolezza», prosegue Fiorentini. «Richiamare la condizione di irregolarità e marginalità di molti migranti per spiegare la loro sovrarappresentazione rischia di rovesciare il problema: proprio chi vive in condizioni di maggiore precarietà è più esposto ai controlli di polizia, dispone spesso di una difesa più fragile ed è più facilmente intercettato nei segmenti più visibili e marginali del mercato illegale. Se a questo aggiungiamo una legislazione nella quale il confine fra consumo, piccolo spaccio e fattispecie più grave è estremamente sottile, la marginalità sociale può trasformarsi in maggiore esposizione al sistema penale e quindi al razzismo istituzionale».
«E' proprio il combinato disposto di una politica migratoria restrittiva e di un'applicazione punitiva delle norme sulle droghe che spinge le persone straniere verso condizioni di clandestinità e marginalità, rendendole più esposte ai controlli, soprattutto nei luoghi dello spaccio di strada» ribadisce il segretario di Forum Droghe. I numeri mostrano la centralità delle droghe nel sistema penale italiano. Il Libro Bianco sulle droghe 2026 registra 21.562 persone detenute per violazione del DPR 309/90, pari al 33,9% dei detenuti, mentre 10.784 dei 42.005 ingressi in carcere nell'anno sono avvenuti per l'articolo 73. Gran parte dell'attività giudiziaria si concentra dunque sull'articolo che punisce detenzione e cessione illecite, non sui vertici delle organizzazioni criminali.
«Se vogliamo contrastare davvero la discriminazione – conclude Fiorentini – dobbiamo ridurre gli spazi nei quali povertà, origine e colore della pelle possono trasformarsi in una maggiore probabilità di essere controllati, arrestati e condannati. Significa raccogliere finalmente dati adeguati sul racial profiling, ma significa anche cambiare la legge sulle droghe: depenalizzare realmente l'uso, ridurre drasticamente il ricorso al carcere e costruire una distinzione chiara e proporzionata tra piccolo spaccio e traffico organizzato. Continuare a chiamare "lotta alla droga" un sistema che concentra la repressione sugli ultimi anelli della catena significa continuare a produrre le disuguaglianze che oggi anche le Nazioni Unite ci chiedono di affrontare».
USA. Cychlorphine, nuova droga sintetica 10 volte più forte del fentanyl arriva in California
Una nuova sostanza stupefacente, praticamente sconosciuta negli Stati Uniti fino a due anni fa, sta destando allarme tra le autorità sanitarie e investigative californiane. Si chiama cychlorphine e, secondo i primi dati di laboratorio, potrebbe essere fino a dieci volte più potente del fentanyl, anche se non è ancora stata testata sull'uomo in studi clinici controllati.
Come riporta l'emittente KMPH, la Drug Enforcement Administration (DEA) statunitense ha individuato per la prima volta questa sostanza nel 2024, in un laboratorio clandestino in Florida. Da allora l'agenzia ha registrato circa 100 sequestri in tutto il Paese, di cui circa 35 solo nell'ultimo anno. Peter Vainauskas, agente speciale aggiunto della DEA, ha confermato che la droga è ormai arrivata anche in California, comparendo nella Bay Area di San Francisco.
Il cychlorphine si presenta sotto forma di pillole o polvere, ma il pericolo maggiore, secondo gli investigatori, è che spesso viene assunto senza che i consumatori ne siano consapevoli. Vainauskas ha spiegato che la sostanza è stata trovata mescolata ad altri narcotici come cocaina o eroina, e potrebbe anche essere "laced" su droghe fumabili, cioè aggiunta di nascosto durante la lavorazione. Un medico citato dall'emittente ha sottolineato che, pur non essendo un paragone perfetto con l'organismo umano, i dati di laboratorio rappresentano comunque un indicatore attendibile della potenza della sostanza rispetto al fentanyl.
Le conseguenze di questa diffusione non sono solo teoriche: sono già stati registrati decessi per overdose collegati al cychlorphine in 19 Stati americani, tra cui cinque casi in California. Gli inquirenti ritengono che la droga entri negli Stati Uniti attraverso il Messico, distribuita da due cartelli messicani. Vainauskas ha evidenziato come la miscelazione incostante dei lotti da parte dei trafficanti renda alcune dosi particolarmente pericolose: una persona può assumere una pillola e sopravvivere, mentre la successiva, pur identica in apparenza, può rivelarsi letale.
Sebbene non vi siano ancora stati sequestri di cychlorphine nella Central Valley californiana, l'agente della DEA ha spiegato che i principali corridoi del narcotraffico provenienti dal Messico risalgono lungo le autostrade 99, 5 e 41 fino al Nord della California, dove la sostanza è già stata intercettata. Per questo motivo Vainauskas ritiene che sia solo questione di tempo prima che si registri un sequestro anche nella regione.
La DEA ha lanciato un messaggio di allerta rivolto ai consumatori: se una sostanza non è stata prescritta da un medico, non c'è alcuna garanzia su cosa contenga realmente. Le autorità stanno concentrando gli sforzi sia sulla prevenzione, attraverso attività educative nella Central Valley, sia sul contrasto ai trafficanti e ai membri dei cartelli ritenuti responsabili della diffusione della sostanza sul territorio.
USA. Droni in Sud America per operazioni anti-narcosGli Stati Uniti si stanno preparando a spostare una serie di droni MQ-9 Reaper dall'Africa al Sud America per incrementare operazioni antidroga e antiterrorismo. Lo rivelano sei fonti dell'esercito alla Cnn. L'anno scorso, le forze armate americane hanno dislocato nei Caraibi un contingente composto da droni MQ-9, caccia F-35 e almeno una cannoniera volante AC-130, nell'ambito di una campagna volta a intercettare imbarcazioni sospettate di trasportare droa. Questo nuovo dispiegamento indica l'intenzione dell'amministrazione di Donald Trump di intensificare le operazioni di terra con i paesi partner della regione. Non è chiaro quanti dei droni MQ-9 dello US Africa Command verranno trasferiti allo US Southern Command, ma una delle fonti informate ha riferito che si tratterebbe della "maggior parte" di essi. (ANSA).
USA. Psilocibina contro la sindrome post-Lyme: studio pilota
Un ambulatorio medico di Baltimora, un divano beige, quadri anonimi: in quella stanza qualunque, Elizabeth Richwine ha ricevuto da un medico un calice di bronzo contenente una capsula di polvere marrone. Dentro c'era psilocibina, il composto psichedelico dei funghi allucinogeni. Come racconta The Washington Post, quella seduta ha posto Richwine alla frontiera di un possibile boom della medicina psichedelica, capace di trasformare la cura di alcune patologie croniche e di dare vita a una nuova industria.
Richwine soffriva da anni di mal di testa e nebbia cognitiva legati alla sindrome post-trattamento della malattia di Lyme (PTLD, dall'inglese "post-treatment Lyme disease"), una condizione che si manifesta in una parte dei pazienti anche dopo la cura antibiotica dell'infezione trasmessa dalle zecche. Il suo caso fa parte di uno studio pilota condotto dal Johns Hopkins Center for Psychedelic and Consciousness Research insieme al Johns Hopkins Lyme Disease Research Center, guidato da Albert Garcia-Romeu e John Aucott.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, ha coinvolto 20 adulti con PTLD accuratamente diagnosticata. I partecipanti hanno seguito un protocollo di otto settimane con tre incontri preparatori settimanali, seguiti da una prima dose moderata di psilocibina (15 mg) alla quarta settimana e da una seconda dose, di 15 o 25 mg secondo la risposta individuale alla prima seduta, alla sesta settimana. Dopo ciascuna somministrazione i volontari hanno partecipato a un incontro di integrazione psicologica entro tre giorni, e proseguito con colloqui settimanali con i facilitatori fino all'ottava settimana per discutere l'esperienza vissuta e monitorare i progressi.
I risultati, secondo quanto riportato dagli autori, mostrano che due settimane dopo la seconda dose i partecipanti hanno registrato una riduzione del 52% del carico sintomatico complessivo rispetto ai valori di partenza. A sei mesi di distanza dall'ultima somministrazione, i sintomi restavano ridotti di circa il 40-50%. Nel dettaglio, i sintomi depressivi sono rimasti stabilmente più bassi del 50-60%, i disturbi del sonno del 40-50%, la gravità della fatica del 25-30% e il dolore complessivo si è ridotto del 40-50% nel corso dello studio.
La malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi, è la più comune infezione trasmessa da vettori negli Stati Uniti e in Europa. Gli antibiotici curano efficacemente la maggior parte dei casi, ma si stima che tra il 10 e il 20% dei pazienti sviluppi la sindrome post-trattamento, caratterizzata da fatica cronica, dolore, difficoltà cognitive, disturbi dell'umore e peggioramento della qualità della vita. Al momento non esistono terapie approvate per questa condizione.
I ricercatori sottolineano che si tratta di uno studio in aperto, senza gruppo di controllo né placebo, e dunque preliminare: non è possibile escludere che parte dei miglioramenti derivi dall'effetto placebo o dal supporto psicologico offerto durante il percorso, indipendentemente dalla sostanza somministrata. Gli stessi autori indicano l'intenzione di condurre in futuro uno studio randomizzato e controllato con placebo, considerato lo standard per validare l'efficacia di un trattamento. Il centro di ricerca di Johns Hopkins sta peraltro esplorando l'uso della psilocibina anche per altre condizioni, tra cui dipendenza da oppioidi, Alzheimer, disturbo da stress post-traumatico, anoressia nervosa e alcolismo associato a depressione.
USA. Psilocibina contro i danni ai nervi causati dalla chemioterapia
Un nuovo studio statunitense ha scoperto, quasi per caso, che la psilocibina - la sostanza allucinogena contenuta nei "funghi magici" - potrebbe proteggere i pazienti oncologici da uno degli effetti collaterali più invalidanti della chemioterapia: la neuropatia periferica. Come riporta Phys.org, la ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science e ha coinvolto test su ratti e su tessuti umani. Al centro dell'indagine c'era proprio la neuropatia periferica, una condizione che colpisce milioni di persone nel mondo e che riguarda circa tre pazienti su quattro tra chi si sottopone a chemioterapia, causando tipicamente formicolio e perdita di sensibilità, come ha spiegato Patrick Dougherty, co-autore dello studio e specialista in terapia del dolore all'MD Anderson Cancer Center dell'Università del Texas, durante una conferenza telefonica con i giornalisti. Un terzo di questi pazienti, secondo quanto riferito da Dougherty, sviluppa poi un dolore urente continuo. I sintomi possono provocare difficoltà a camminare e altre complicazioni debilitanti che a volte persistono anche dopo la fine delle cure, in certi casi per tutta la vita. Non si tratta solo di un problema legato alla qualità della vita: questa complicazione incide anche sulle probabilità di sopravvivenza dei pazienti, perché quando gli effetti collaterali sono troppo gravi i medici sono costretti a ridurre le dosi di chemioterapia o a interromperla del tutto. La scoperta del potenziale ruolo protettivo della psilocibina è arrivata quasi per caso. Il gruppo di ricerca stava inizialmente studiando i meccanismi con cui il cancro riesce a "dirottare" le cellule nervose per crescere, e utilizzava la sostanza per approfondire la neuroplasticità, cioè la capacità di rigenerazione delle vie nervose del cervello. I ricercatori sono stati sorpresi di osservare che il principio attivo dei funghi impediva proprio l'insorgenza della neuropatia periferica. Esperimenti successivi hanno evidenziato il ruolo della psilocibina nella protezione delle cellule nervose e nello stimolo, al loro interno, del trasporto dei mitocondri, comunemente definiti le "centrali energetiche" della cellula. Si tratta di un aspetto cruciale perché la chemioterapia danneggia le microscopiche vie di trasporto che permettono ai mitocondri di far arrivare energia fino alle estremità di mani e piedi, provocando la morte delle terminazioni nervose in quelle zone. Gli autori dello studio hanno però sottolineato la necessità di grande cautela riguardo a un eventuale uso non supervisionato della sostanza. Lo psichiatra Gregory Jones, che ha partecipato alla ricerca, ha spiegato che la psilocibina ha un effetto "amplificatore" e che i pazienti oncologici che la assumessero senza controllo medico potrebbero sperimentare uno stato di stress e ansia ancora più marcato di quello già legato alla diagnosi di cancro. Jones ha messo in guardia sul fatto che sottoporre una persona già in una condizione di difficoltà a sostanze psichedeliche di questo tipo può peggiorare significativamente la situazione psicologica. Va ricordato che negli Stati Uniti la psilocibina resta una sostanza controllata a livello federale, anche se legale in alcuni Stati per usi terapeutici controllati. Lo studio si aggiunge a un filone di ricerca che negli ultimi anni ha già indagato il potenziale della sostanza nel trattamento della depressione e dell'ansia nei malati di cancro in fase avanzata, con risultati che hanno mostrato benefici sul piano psicologico in contesti clinici rigorosamente controllati.
USA. Minnesota incassa 150 milioni di dollari nel primo anno di vendite di cannabis ricreativa
L'Ufficio per la gestione della cannabis del Minnesota (OCM) ha annunciato oggi che, dall'avvio delle vendite legali presso le attività commerciali autorizzate dallo Stato un anno fa, i residenti del Minnesota hanno acquistato prodotti a base di cannabis per uso ricreativo e terapeutico per un valore complessivo superiore a 250 milioni di dollari.
Un anno fa, il 16 settembre 2025, le attività commerciali autorizzate dallo Stato hanno iniziato la vendita al dettaglio di cannabis per uso ricreativo, dopo l'avvio delle vendite al dettaglio di cannabis nei territori gestiti dalle tribù, poco dopo l'approvazione della legge originale sulla cannabis nell'agosto del 2023. Nell'ultimo anno, consumatori e pazienti hanno acquistato prodotti a base di cannabis per uso ricreativo per un valore di circa 150 milioni di dollari e prodotti a base di cannabis terapeutica per un valore di 100 milioni di dollari, per un totale di oltre un quarto di miliardo di dollari di vendite.
"Dopo aver incontrato imprenditori, funzionari locali e membri della comunità in tutto lo stato quest'anno, sono più entusiasta che mai di come si sta delineando il mercato della cannabis in Minnesota", ha dichiarato Eric Taubel, direttore esecutivo di OCM. "Nell'ultimo anno sono nate oltre 300 nuove attività nel settore della cannabis, portando con sé nuovi posti di lavoro e opportunità per i cittadini del Minnesota. Fare le cose per bene richiede tempo, e noi stiamo costruendo un mercato sostenibile che supporta le opportunità di successo per le imprese lungo tutta la filiera produttiva."
Se si considerano anche le vendite di prodotti alimentari e bevande a base di canapa a bassa concentrazione di THC (LPHE), questo ha generato 45,6 milioni di dollari di entrate fiscali per lo stato nel periodo di 10 mesi compreso tra settembre 2025 e luglio 2026, secondo gli ultimi dati disponibili del Dipartimento delle Entrate del Minnesota (DOR). Le vendite di LPHE non sono soggette all'obbligo di tracciamento nel sistema di monitoraggio "dal seme alla vendita" dello stato, pertanto non sono disponibili dati di vendita per questi prodotti.
Ripensando agli ultimi 12 mesi, il Minnesota ha compiuto notevoli progressi nello sviluppo del mercato della cannabis, e i risultati lo dimostrano in diversi modi.
Il team di conformità e controllo dell'OCM ha dichiarato di aver condotto circa 3.000 ispezioni pre-licenza, di routine e regolamentari presso le aziende. Il lavoro di ispezione delle aziende prima dell'apertura al pubblico è aumentato drasticamente quest'estate, con 95 coltivatori che hanno ottenuto una nuova licenza solo nei mesi di giugno, luglio e agosto, rappresentando il 60% di tutte le aziende attualmente impegnate nella coltivazione di cannabis.
Negli ultimi 12 mesi, si è registrato un aumento del 575% del numero di piante di cannabis coltivate nel sistema: da 11 titolari di licenza con 72.083 piante nel loro inventario, si è passati a 102 titolari di licenza con 486.720 piante. Questa impennata di coltivatori autorizzati e di piante attive in tutto lo stato si tradurrà in un aumento della disponibilità di infiorescenze di cannabis e altri prodotti in autunno, quando i produttori inizieranno a trasformare le infiorescenze in concentrati per alimenti e prodotti da inalare come i vaporizzatori.
(Cen - Cannabis Equipment News del 15/09/2026)
OLANDA. A un anno dall'avvio dell'esperimento sulla cannabis, emergono le prime tendenze
I primi risultati significativi dell'esperimento olandese " Gesloten Coffeeshopketen" , la sperimentazione nazionale sulla filiera regolamentata della cannabis , cominciano a mostrare cosa succede quando i coffeeshop passano da un modello tollerato ma legalmente frammentato a un sistema controllato, dalla coltivazione alla vendita.
Il quadro è più complesso. Nei dieci comuni che partecipano all'esperimento , i coffeeshop offrono una maggiore varietà di prodotti, i prezzi della cannabis sono diminuiti più rapidamente rispetto ai comuni di confronto e i clienti percepiscono la cannabis come un prodotto con un miglior rapporto qualità-prezzo. Si è inoltre intensificata la collaborazione tra coltivatori, rivenditori, comuni e autorità di regolamentazione.
Tuttavia, le normative non hanno portato a una trasformazione improvvisa del mercato olandese della cannabis. Il consumo di cannabis è rimasto sostanzialmente stabile, non sono ancora emersi effetti evidenti in termini di salute pubblica, sicurezza o qualità della vita, e il mercato illegale della cannabis continua a operare parallelamente ai coffeeshop.
Questi risultati provengono dalla prima valutazione di follow-up condotta dal Trimbos Institute , Breuer & Intraval e RAND Europe , su richiesta del WODC per conto dei Ministeri olandesi della Giustizia e della Sicurezza e della Salute, del Welfare e dello Sport.
I ricercatori sottolineano che questi risultati restano preliminari: la durata relativamente breve dell'esperimento non consente ancora di trarre conclusioni definitive.
Questo esperimento affronta una delle principali contraddizioni del sistema olandese dei coffeeshop. La vendita al dettaglio di cannabis a determinate condizioni è stata a lungo tollerata , mentre la coltivazione commerciale e la fornitura ai coffeeshop sono rimaste proibite.
Nell'ambito di questo esperimento, i coffeeshop di dieci comuni partecipanti vendono cannabis prodotta da coltivatori autorizzati . I loro progressi vengono confrontati con quelli di dieci comuni in cui viene mantenuta la politica di tolleranza vigente.
Questo studio è insolitamente ampio. Il follow-up iniziale ha incluso 85 interviste , sondaggi su 865 clienti di caffetterie e 441 persone che vivono o lavorano vicino a caffetterie , conteggi del flusso di clienti in 143 esercizi commerciali e analisi cartografiche di 134 caffetterie. I ricercatori hanno anche utilizzato sondaggi in corso sugli acquisti di droghe illecite e dati della polizia su incidenti e reati legati alla droga.
Ciò ha permesso di valutare l'esperienza non solo in termini di vendite o comportamento dei consumatori, ma anche attraverso i suoi potenziali effetti sulla salute pubblica , la criminalità, i disagi, i prezzi e la catena di approvvigionamento illecita.
Dalla misurazione iniziale, i menù dei coffeeshop partecipanti all'esperimento si sono diversificati, offrendo un maggior numero di varietà di cannabis, hashish e spinelli. Questo aumento sembra essere più pronunciato rispetto ai comuni utilizzati per il confronto.
La diversificazione va oltre i prodotti tradizionali. Prodotti commestibili , vaporizzatori e concentrati sono comparsi in una percentuale crescente di coffeeshop aderenti all'iniziativa.
A questo proposito, le parti interessate intervistate dai ricercatori hanno espresso preoccupazioni riguardo ai prodotti con livelli di THC particolarmente elevati . Hanno inoltre osservato che le informazioni sui prodotti non garantiscono necessariamente che i consumatori comprendano la potenza del prodotto o il dosaggio appropriato.
Finora, tuttavia, i ricercatori non hanno trovato prove evidenti di un aumento degli incidenti sanitari. Ciononostante, alcune parti interessate stanno auspicando normative nazionali più chiare su questioni come la potenza massima e le informazioni sulle confezioni.
I prezzi sono un altro indicatore che dimostra come la filiera regolamentata stia modificando il mercato, sebbene non in modo uniforme.
Tra la valutazione iniziale e il primo follow-up, i prezzi medi della cannabis sono diminuiti in modo più marcato nei comuni partecipanti all'esperimento rispetto ai comuni di confronto. Questa tendenza ha interessato in particolare la cannabis prodotta localmente.
L'hashish , al contrario, ha seguito una traiettoria opposta. Il suo prezzo medio è aumentato più bruscamente nei comuni partecipanti, mentre i prezzi delle sigarette pre-rollate sono aumentati leggermente in entrambi i gruppi.
L'hashish è stato uno dei problemi ricorrenti dell'esperimento . Durante la fase iniziale, i gestori dei coffeeshop hanno segnalato che l'offerta regolamentata non sempre garantiva una varietà sufficiente, soprattutto per quanto riguarda l'hashish.
Secondo le interviste, l'offerta è migliorata grazie all'aumento della produzione da parte dei coltivatori autorizzati, il che ha attenuato alcune delle preoccupazioni iniziali. Di conseguenza, l'hashish prodotto localmente è più costoso di quello importato illegalmente.
In questa fase, l'espansione dei servizi regolamentati non ha portato a un aumento dei consumi. I ricercatori non hanno osservato cambiamenti significativi nel numero di frequentatori dei bar né nella frequenza delle loro visite. Anche le abitudini di consumo sono risultate sostanzialmente comparabili tra i comuni partecipanti e quelli di controllo.
Tuttavia, è stato osservato un cambiamento significativo nel comportamento d'acquisto. I clienti dei coffeeshop "legali" hanno acquistato più cannabis per transazione rispetto al periodo di riferimento e ne hanno valutato il rapporto qualità-prezzo in modo più positivo. Cambiamenti simili non sono stati chiaramente osservati per l'hashish.
Inoltre, l'acquisto di maggiori quantità di prodotto a ogni visita non ha comportato un aumento della frequenza di consumo.
Si è inoltre registrato un aumento più marcato della percentuale di visitatori che hanno dichiarato di aver utilizzato cannabis in modo esclusivo o prevalentemente nei 30 giorni precedenti. Ciò potrebbe indicare un allontanamento dall'hashish, sebbene i dati disponibili non ne stabiliscano la ragione.
I ricercatori non hanno rilevato cambiamenti significativi nello stato di salute riportato dai partecipanti né nella percentuale di intervistati il cui punteggio al Cannabis Abuse Screening Test (CAST) indicava un alto rischio di uso problematico.
Il mercato illegale della cannabis continua a operare nei comuni coinvolti. I consumatori che acquistano al di fuori dei coffeeshop continuano a citare principalmente i prezzi più bassi, un miglior rapporto qualità-prezzo percepito e la possibilità di acquistare quantità maggiori.
I servizi di consegna e i rivenditori contattati telefonicamente o tramite app di messaggistica rimangono i principali canali di distribuzione. I consumatori continuano inoltre a valutare i prodotti acquistati illegalmente in modo relativamente positivo, citando caratteristiche come il rapporto qualità-prezzo, gli effetti, l'odore e il sapore.
La quantità media di hashish acquistata tramite transazioni illecite è aumentata nei comuni partecipanti all'esperimento, mentre è diminuita nelle aree di confronto. I ricercatori ipotizzano che ciò possa essere collegato alla carenza di hashish legale durante le prime fasi dell'esperimento, ma affermano esplicitamente che i dati disponibili non consentono di stabilire un nesso causale di questo tipo.
In altre parole, l'istituzione di una filiera limitata per le caffetterie non elimina automaticamente la distribuzione non regolamentata e concorrente. Prezzo, disponibilità e selezione dei prodotti continuano a influenzare le decisioni di acquisto dei consumatori.
I comuni, i coltivatori autorizzati, i gestori dei coffeeshop e le autorità di regolamentazione hanno segnalato contatti più frequenti e una migliore conoscenza dell'origine dei prodotti e delle condizioni di produzione. Anche la produzione, il trasporto e la vendita sono sempre più regolamentati da procedure standardizzate.
Il sistema di tracciabilità , progettato per monitorare la cannabis regolamentata dalla coltivazione alla vendita al dettaglio, è fondamentale per questa architettura. La sua implementazione non è stata priva di difficoltà. I partecipanti hanno segnalato problemi tecnici, oneri amministrativi e difficoltà di integrazione con i sistemi di punto vendita e di gestione esistenti. Molti di questi problemi sembrano essere stati inconvenienti iniziali, successivamente risolti.
Permangono inoltre alcune incertezze in merito alle norme relative agli imballaggi, alle informazioni sui prodotti, ai prodotti alimentari e alla pubblicità, nonché alla ripartizione delle responsabilità tra le diverse autorità di controllo.
Finora l'esperimento ha fornito scarse prove di un effetto significativo sulle condizioni intorno alle caffetterie. Le persone che vivono o lavorano nelle vicinanze hanno valutato la qualità della vita locale con una media di 7,6-7,8 su 10 , un valore sostanzialmente paragonabile a quello nazionale. Anche la percezione di sicurezza nel quartiere è stata valutata positivamente, con un punteggio di circa 7 su 10.
Alcuni intervistati hanno segnalato problemi legati al vagabondaggio, al traffico o al rumore, e tali problematiche sono state menzionate con una frequenza leggermente maggiore nei comuni partecipanti al programma pilota. Tuttavia, lo studio non fornisce prove sufficienti per attribuire direttamente questa differenza al programma pilota di regolamentazione dell'offerta.
Il modello olandese emergente, pertanto, non offre né un successo evidente né una prova di fallimento.
Il primo follow-up evidenzia diversi cambiamenti concreti: una maggiore varietà di prodotti a base di cannabis, una diminuzione del prezzo della marijuana, una migliore percezione del rapporto qualità-prezzo e un rapporto più trasparente tra produttori autorizzati, coffeeshop e autorità pubbliche.
Allo stesso tempo, l'approvvigionamento di hashish si è rivelato più difficile, i prodotti ad alto contenuto di THC destano preoccupazioni per la salute pubblica e il mercato illecito rimane una fonte alternativa per i consumatori.
Per molte delle principali questioni politiche sollevate da questo esperimento (consumi, salute, criminalità, sicurezza e qualità della vita nei quartieri), i ricercatori non hanno finora riscontrato differenze significative tra i comuni coinvolti nell'esperimento e quelli del gruppo di controllo.
Questa mancanza di effetti immediati è di per sé significativa, ma non costituisce ancora una risposta definitiva. Si tratta della prima valutazione di una serie di follow-up nell'ambito di una valutazione pluriennale. La vera prova consisterà nel determinare se i cambiamenti iniziali persisteranno una volta che la filiera regolamentata avrà superato la sua fase iniziale e se un sistema di produzione legale pienamente operativo sarà in grado di modificare in definitiva il rapporto tra i coffeeshop olandesi, i consumatori e il mercato illecito.
(Newsweed del 15/09/2026)
GERMANIA. Cannabis legale. Reati in calo
Tra il 2023 e il 2025, grazie alla legge sulla cannabis, i reati legati alla cannabis sono diminuiti significativamente. È quanto emerge dal " Rapporto federale sulla criminalità legata alla droga 2025 ", appena pubblicato dall'Ufficio federale di polizia criminale (BKA). Tuttavia, i reati legati ad altre sostanze stupefacenti, oltre alla cannabis, rimangono a livelli elevati in Germania.
Secondo il rapporto, i reati legati alla droga, esclusa la cannabis, sono diminuiti del 4,6% nel 2025 rispetto all'anno precedente, attestandosi a 122.082. Il numero di indagati è aumentato del 3,7%, raggiungendo quota 90.832. Il numero di reati relativi alla cannabis, tuttavia, ha subito un rapido calo. Nel 2023 si sono registrati 215.865 reati di questo tipo, nel 2024 101.345 e nel 2025 42.909. La legge sulla cannabis, che ha depenalizzato il consumo e il possesso di cannabis entro certi limiti, è entrata in vigore il 1° aprile 2024. Pertanto, nel 2025, il numero di reati relativi alla cannabis in Germania è diminuito dell'80% rispetto all'ultimo anno completo precedente all'entrata in vigore della legge (2023).
Per la sua relazione, l'Ufficio federale di polizia criminale (BKA) ha analizzato principalmente i dati delle statistiche sulla criminalità della polizia (PKS). Il BKA sottolinea inoltre che l'entrata in vigore della legge sulla cannabis (KCanG) ha già avuto un impatto significativo sull'andamento statistico dei reati di droga nel 2024. Prima dell'entrata in vigore della CanG, la cannabis rappresentava oltre il 60% di tutti i reati di droga. La stragrande maggioranza dei reati registrati nelle statistiche precedenti alla KCanG era legata al consumo. Al contrario, nel 2025, dei 42.909 reati legati alla cannabis, 25.093 riguardavano il traffico e il contrabbando di cannabis. La percentuale di reati legati al consumo è quindi diminuita significativamente.
Complessivamente, 34.037 persone sono state identificate come sospettate di reati legati alla cannabis. Secondo l'Ufficio federale di polizia criminale (BKA), la quantità di marijuana sequestrata nel 2025 (63,8 tonnellate) è triplicata rispetto al 2024 (circa 19,4 tonnellate). Ekocan, l'agenzia incaricata dal Ministero federale della Salute (BMG) di valutare l'impatto della legge, aveva già segnalato un aumento dei quantitativi sequestrati dalla dogana nel suo secondo rapporto intermedio all'inizio di aprile, senza tuttavia fornire una spiegazione chiara.
Alla Hemp Parade, Natascha Barz ha accolto con favore il significativo calo dei reati legati alla cannabis. La membro del consiglio di amministrazione di LEAP Germany e agente di polizia spera che questo possa liberare risorse per i compiti principali delle forze dell'ordine: "Proteggere le persone. Aiutare le vittime. Prevenire la violenza. Combattere la criminalità organizzata". Barz ha sostenuto che se un minor numero di persone viene criminalizzato per non rappresentare una reale minaccia, i tribunali saranno alleggeriti dal loro carico di lavoro e la polizia potrà "dedicare il proprio tempo a chi ha veramente bisogno di aiuto".
BRASILE. Ministero Giustizia respinge le accuse di Trump sul narcotraffico e le gang
Il Ministero della Giustizia e della Sicurezza Pubblica del Brasile ha respinto le accuse mosse da Donald Trump, secondo cui il governo di Brasilia avrebbe fallito nel contrastare le organizzazioni criminali Primeiro Comando da Capital (PCC) e Comando Vermelho, ritenute responsabili di aver trasformato il paese in uno snodo centrale del traffico mondiale di cocaina.
Come riporta Eurasia Review, l'accusa compare in un rapporto annuale inviato al Congresso statunitense il 15 settembre, nel quale il presidente americano elenca i paesi ritenuti rilevanti per la produzione o il traffico di droghe illecite nell'anno fiscale 2027, accompagnando l'elenco con valutazioni individuali sui vari governi. Nel documento Trump sostiene che il Brasile non sia riuscito ad affrontare le due organizzazioni criminali, definite dagli Stati Uniti "organizzazioni terroristiche straniere" e descritte come un centro di smistamento per i flussi globali di cocaina. Il presidente statunitense ha aggiunto che i due gruppi rappresentano una minaccia crescente per la sicurezza internazionale e ha chiesto al governo brasiliano di adottare misure più energiche, sostenendo che molti altri governi dell'emisfero occidentale abbiano agito con maggiore determinazione.
Nella sua replica, il ministero brasiliano ha dichiarato di respingere qualsiasi accusa di lacune o omissioni nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, sottolineando che la posizione statunitense, se accettata integralmente, finirebbe per ignorare gli sforzi compiuti dal governo federale. Tra le misure citate figura la Legge Anti-Gang, promulgata nel marzo 2026, che ha introdotto pene più severe per i capi delle organizzazioni criminali e nuovi meccanismi per colpirne le risorse finanziarie. Brasilia ha inoltre richiamato il programma "Brasile contro il Crimine Organizzato", lanciato nel maggio 2026, che comprende iniziative contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento delle fazioni, il rafforzamento del sistema carcerario, il potenziamento delle indagini sugli omicidi e il contrasto al traffico di armi.
Il ministero ha citato inoltre decine di migliaia di operazioni condotte dalle forze federali, che secondo Brasilia avrebbero causato perdite miliardarie alle strutture finanziarie della criminalità organizzata. È stata ricordata anche la proposta di cooperazione consegnata personalmente dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva a Trump durante una visita a Washington nel maggio 2026, che prevede azioni congiunte contro il riciclaggio di denaro, lo scambio di informazioni di intelligence e misure contro il traffico internazionale di armi. Secondo quanto riferito dal governo brasiliano, gli Stati Uniti non hanno ancora fornito alcuna risposta a quella proposta.
Il ministero brasiliano ha infine precisato che il documento statunitense non colloca il Brasile tra i paesi che avrebbero "dimostrabilmente fallito" nel rispetto dei propri obblighi internazionali in materia di droga, categoria che comprende invece Afghanistan, Bolivia, Birmania, Colombia e Venezuela. Il Brasile, inoltre, non compare nemmeno nell'elenco dei 23 principali paesi produttori o di transito del narcotraffico individuati dal rapporto statunitense. Le autorità brasiliane hanno inoltre osservato che il riferimento al paese resta contenuto solo nella parte narrativa del documento, senza alcun riscontro nelle sezioni che formalizzano le decisioni ufficiali del governo americano.
La vicenda si inserisce in un contesto di tensioni già esistenti tra Washington e Brasilia: nel maggio 2026 gli Stati Uniti avevano designato PCC e Comando Vermelho come organizzazioni terroristiche straniere, una classificazione che il governo brasiliano aveva già contestato in quell'occasione, ribadendo che il contrasto alle organizzazioni criminali debba restare una prerogativa nazionale, condotta nel rispetto della sovranità del paese e attraverso la cooperazione internazionale.
MONDO. Trump inserisce India, Cina e Pakistan tra i 23 Paesi della droga
Il presidente statunitense Donald Trump ha inserito India, Cina e Pakistan in una lista di 23 Paesi identificati come principali zone di transito o di produzione illecita di droga. Come riporta il Deccan Herald, l'elenco è contenuto in una Determinazione Presidenziale inviata al Congresso degli Stati Uniti il 15 settembre, relativa all'anno fiscale 2027.
Nel documento Trump ha chiarito che comparire nella lista non è necessariamente indice degli sforzi antidroga attuali di un governo né del livello di collaborazione con Washington. L'inserimento dipende piuttosto da una combinazione di fattori geografici, commerciali ed economici che favoriscono il transito o la produzione di droghe e sostanze chimiche precursori, anche quando un Paese ha adottato misure rigorose di controllo e contrasto al narcotraffico.
Nei confronti dell'India, Trump ha usato toni distensivi, elogiando il primo ministro Narendra Modi e il suo governo per gli sforzi nel contrastare la coltivazione illecita di papavero da oppio e per il rafforzamento dell'integrità delle catene di approvvigionamento. Il presidente statunitense ha inoltre espresso l'auspicio di proseguire la cooperazione attraverso il Framework di Politica Antidroga tra Stati Uniti e India.
Toni più duri sono stati invece riservati alla Cina, indicata come il principale snodo mondiale per i componenti delle droghe sintetiche. Trump ha affermato che la Repubblica Popolare Cinese resta il maggior produttore mondiale di molte delle sostanze chimiche precursori usate per fabbricare illecitamente fentanyl, metanfetamina e altre droghe sintetiche letali. Il presidente ha anche ricordato di aver affrontato direttamente la questione con il presidente cinese Xi Jinping, riconoscendo che Pechino ha introdotto restrizioni alle licenze di esportazione per i precursori chimici diretti verso il Nord America lo scorso anno, dopo le pressioni statunitensi.
Oltre a India, Cina e Pakistan, la lista comprende Afghanistan, Bahamas, Belize, Bolivia, Birmania, Colombia, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Giamaica, Laos, Messico, Nicaragua, Panama, Perù e Venezuela.
All'interno di questo elenco, quattro Paesi sono stati classificati in una categoria più severa: Afghanistan, Bolivia, Birmania e Colombia sono stati indicati come Paesi che negli ultimi dodici mesi non hanno compiuto sforzi sostanziali per rispettare gli obblighi internazionali in materia di contrasto al narcotraffico. Il Venezuela, che in passato rientrava in questa categoria di non conformità, ne è stato invece rimosso: Trump ha attribuito la decisione alla rinnovata cooperazione in materia di sicurezza con Caracas e alle misure adottate contro le organizzazioni criminali transnazionali, incluso il network Tren de Aragua, pur restando comunque incluso nella lista generale dei 23 Paesi.

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato la rimozione del Venezuela dalla lista dei Paesi che, secondo Washington, non collaborano dimostrabilmente contro il narcotraffico internazionale. Si tratta della prima uscita di Caracas da questo elenco in oltre vent'anni: il Venezuela vi figurava dal 2005, quando l'allora presidente Hugo Chávez aveva espulso la Dea, l'agenzia antidroga statunitense, dal Paese.
Come riporta Reuters, la decisione è stata comunicata al Congresso americano in una nota ufficiale del Dipartimento di Stato. Trump ha collegato esplicitamente la scelta alla cacciata e all'arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro, avvenuti a gennaio, e alla crescente collaborazione con il governo ad interim di Caracas, guidato da Delcy Rodríguez, ex vicepresidente dello stesso Maduro. Tra i risultati di questa cooperazione, Trump ha citato l'uccisione del leader del gruppo criminale Tren de Aragua, noto con il soprannome di "Niño Guerrero".
Nella dichiarazione presidenziale, Trump ha scritto di aver stabilito che il Venezuela non debba più essere considerato come un Paese che ha fallito dimostrabilmente nel rispettare gli impegni di controllo della droga, aggiungendo di attendersi progressi continui e misurabili da parte del governo ad interim nello smantellamento dei gruppi narcoterroristici e nel contrasto al traffico di stupefacenti che attraversa il territorio venezuelano.
Il presidente statunitense ha lasciato aperta anche la possibilità di rimuovere dalla lista la Colombia, Paese che l'anno scorso era stato inserito tra quelli inadempienti proprio da Trump, in un periodo di forti tensioni con l'allora presidente colombiano di sinistra Gustavo Petro. Con l'elezione del nuovo capo di Stato colombiano, Abelardo De La Espriella, la situazione potrebbe cambiare: Trump ha dichiarato che la Colombia è pronta a riconquistare il proprio ruolo di principale partner degli Stati Uniti in materia di sicurezza nell'emisfero, e che se il Paese, come previsto, farà progressi nell'eradicazione aggressiva delle coltivazioni di coca e nello smantellamento delle reti narcoterroristiche nel corso del prossimo anno, valuterà di togliere anche alla Colombia lo status di Paese inadempiente.
Secondo quanto emerso da altre fonti, oltre al Venezuela anche la Bolivia è stata rimossa dalla categoria dei Paesi che hanno fallito dimostrabilmente nella lotta alla droga, mentre Colombia, Afghanistan e Myanmar restano inseriti nell'elenco. La valutazione annuale del governo statunitense riguarda in totale 23 Paesi considerati principali snodi di transito o produzione di sostanze stupefacenti.
GUATEMALA. Nuovo snodo del narcotraffico tra cocaina e droghe sintetiche
Il Guatemala si sta trasformando in un punto nevralgico del traffico transnazionale di stupefacenti. Come riporta Diálogo Américas, il paese centroamericano non è più soltanto una via di transito per la cocaina proveniente dal Sud America, ma sta assumendo un ruolo strategico anche nelle filiere regionali delle droghe sintetiche, segno della trasformazione in atto nel narcotraffico globale.
La sua posizione lungo importanti corridoi commerciali regionali e internazionali ha fatto del Guatemala un anello di congiunzione tra i produttori asiatici di precursori chimici, i laboratori clandestini messicani e il mercato nordamericano. Secondo la Divisione di Analisi e Informazione Antinarcotici (SGAIA) della Polizia Nazionale Civile guatemalteca, nel 2025 i sequestri di droghe sintetiche sono aumentati rispetto all'anno precedente: i sequestri di metanfetamina sono passati da 3,4 a 6,13 chilogrammi, mentre le autorità hanno anche riportato il sequestro di 500 dosi di fentanyl nell'ambito di operazioni contro le reti dedicate al traffico di precursori chimici.
Un funzionario citato dalla testata ha spiegato che il Guatemala viene utilizzato come paese di transito per il contrabbando di sostanze chimiche e precursori destinati al Messico, dove servono a produrre fentanyl. L'espansione delle droghe sintetiche nel paese si è innestata su reti di contrabbando consolidate da anni: corridoi logistici un tempo usati per importare farmaci contraffatti e prodotti chimici dalla Cina vengono oggi impiegati anche per far transitare i precursori chimici destinati alla produzione di fentanyl e metanfetamina. In questo processo la presenza dei cartelli messicani, a partire da quello di Sinaloa, è stata determinante.
Un episodio emblematico di questa evoluzione è avvenuto a San José Pinula, a circa venti chilometri dalla capitale, dove il 16 maggio 2025 la Polizia Nazionale Civile ha smantellato quello che è stato definito il più grande laboratorio clandestino mai scoperto nel dipartimento di Guatemala. Nell'operazione sono state arrestate quattro persone, tra cui un cittadino messicano, e sono stati sequestrati 132 contenitori di precursori chimici insieme a pentole industriali usate per la lavorazione delle sostanze. Gli investigatori hanno trovato tracce di metanfetamina, ecstasy e ketamina, e stanno verificando anche un'eventuale produzione di tusi, la cosiddetta cocaina rosa. Il ministro dell'Interno guatemalteco ha definito il blitz un colpo storico contro la proliferazione di narcotici nel paese.
Parallelamente, i cartelli di Sinaloa e Jalisco Nueva Generación continuano a gestire reti marittime sofisticate lungo il corridoio che collega Ecuador, Guatemala e Messico. A gennaio 2026 le autorità guatemalteche hanno effettuato il sequestro più consistente degli ultimi dodici anni, individuando quasi cinque tonnellate di cocaina nascosta all'interno di container che trasportavano farina. Un dato che conferma quanto i porti e le rotte commerciali del paese siano diventati un tassello centrale nella logistica del narcotraffico internazionale.
Diálogo Américas segnala inoltre che i gruppi criminali guatemaltechi stanno assumendo sempre più il ruolo di intermediari tra i fornitori asiatici di precursori chimici e i cartelli messicani. A preoccupare le autorità è anche la comparsa di coltivazioni di coca nella regione del Petén e nel nord-centro del paese, un segnale che potrebbe indicare l'intenzione delle organizzazioni criminali di integrare ulteriori fasi della catena produttiva della cocaina direttamente in territorio centroamericano, riducendo così la dipendenza dalle importazioni dal Sud America.
FILIPPINE. Duterte compare per la prima volta davanti ai giudici della Corte Penale internazionale
L'ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, 81 anni, è comparso di persona per la prima volta davanti ai giudici della Corte Penale Internazionale (CPI) a L'Aia, a 18 mesi dal suo trasferimento alla Corte per rispondere di crimini contro l'umanità legati alla sua controversa "guerra alla droga". Come riporta The Japan Times, l'ex capo di Stato era stato trasferito a L'Aia nel marzo 2025 e da allora aveva sempre seguito le udienze da remoto o le aveva saltate, con la difesa che ne giustificava l'assenza per motivi di salute.
Duterte, presidente delle Filippine dal 2016 al 2022, è accusato di aver istituito, finanziato e armato squadre della morte contro spacciatori e consumatori di droga. Il mandato d'arresto lo ritiene responsabile di una campagna sistematica e diffusa che avrebbe causato migliaia di uccisioni tra il 2011 e il 2019, sia negli anni in cui era sindaco di Davao City sia durante la presidenza. Vestito con un completo scuro e camicia bianca senza cravatta, l'ex presidente non ha preso la parola in aula, restando seduto con il mento appoggiato alle mani mentre venivano aperti i lavori.
Durante l'udienza la giudice presidente Joanna Korner ha chiesto alla procura di trovare il modo di abbreviare il processo, fissato per il 30 novembre, viste l'età e le condizioni di salute dell'imputato. La giudice ha sottolineato che è fondamentale che il procedimento proceda il più rapidamente possibile, sollecitando le parti a limitare il numero dei testimoni e a concentrarsi sulle prove ritenute davvero rilevanti. Korner ha inoltre segnalato che i referti medici sull'81enne impongono limitazioni alle ore di udienza quotidiane.
L'avvocato della difesa, Peter Haynes, ha definito la mole di materiale probatorio messo a disposizione dalla procura "enorme e impossibile" da esaminare nei tempi previsti. Sul numero esatto dei documenti le parti sono in disaccordo: la procura parla di circa 15.000 elementi, la difesa sostiene che si tratti di oltre 62.000 documenti. Haynes ha dichiarato che il suo team non ha "nessuna possibilità" di leggere una simile mole di materiale prima dell'inizio del processo, definendo l'attuale stato del fascicolo "un disastro". L'avvocato ha aggiunto che, se il suo assistito fosse più giovane e in condizioni di salute migliori, chiederebbe un rinvio di sei mesi.
I legali di Duterte sostengono da tempo che l'ex presidente soffra di un declino cognitivo che ne comprometterebbe memoria e capacità di seguire il procedimento quotidianamente. Nonostante ciò, lo scorso gennaio i giudici della CPI lo avevano dichiarato idoneo a seguire le udienze e ne avevano richiesto la presenza fisica in aula, anziché il collegamento video dall'unità di detenzione. Nel corso dell'udienza di mercoledì, la giudice Korner ha anche precisato che Duterte avrebbe potuto lasciare l'aula in qualsiasi momento senza dover chiedere il permesso ai giudici: l'imputato è comunque rimasto per tutta la durata dell'udienza, durata un'ora e un quarto.
Duterte è accusato di tre capi d'imputazione per crimini contro l'umanità. Secondo l'accusa, sarebbe direttamente coinvolto in almeno 76 omicidi commessi tra il 2013 e il 2018 nell'ambito della sua offensiva contro consumatori e spacciatori di droga. Le stime complessive delle vittime della campagna variano notevolmente: la polizia filippina riconosce circa 6.000 morti, mentre le organizzazioni per i diritti umani denunciano un bilancio fino a 30.000 vittime. Le Filippine erano uscite dalla giurisdizione della CPI nel 2019 su ordine dello stesso Duterte, ma la Corte ha stabilito di mantenere comunque la competenza sui crimini commessi nel Paese tra il 2011 e il 2019.
USA. Bitcoin: Satoshi sarebbe un narco in carcereSatoshi Nakamoto è lo pseudonimo della persona, o del gruppo di persone che ha ideato la criptovaluta Bitcoin, redigendone il white paper e creandone e distribuendone l'implementazione di riferimento originale. Questa comprende la realizzazione del relativo protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer su cui si basa. Nell'ambito dello sviluppo di Bitcoin, Nakamoto ideò anche la prima blockchain. Nakamoto è timasto attivo nello sviluppo della criptovaluta fino al dicembre 2010.
Satoshi sarebbe Paul Le Roux, un narco in carcere negli Usa. Lo ha detto una stella dell’AI al podcast di Tucker Carlson
Amjad Amsad, fondatore e ceo di Replit, parla su Milano Finanza di Le Roux, un hacker abilissimo e creatore di una rete di farmacie online illegali che ha venduto antidolorifici oppiacei a milioni di cittadini statunitensi

Sciogliere la cocaina in un liquido per farla passare inosservata attraverso i controlli doganali: è una tecnica di contrabbando sempre più diffusa, che secondo gli investigatori sta cambiando il ruolo dell'Europa nella filiera mondiale della droga. Come riporta InsightCrime, il centro studi specializzato in criminalità organizzata in America Latina, il fenomeno della "cocaina liquida" è in crescita costante da un decennio.
Il termine indica il cloridrato di cocaina - la forma cristallina in polvere della sostanza - una volta disciolto in acqua, in solventi come etanolo o acetone, oppure in composti chimici quali mannitolo, glucosio, cellulosa o lattosio. Una volta giunta a destinazione, la droga viene ricostituita e lavorata per la distribuzione sul mercato.
La prima segnalazione documentata risale al 2011 in Bolivia, quando un carico di cocaina liquida fu sequestrato durante un'operazione di contrabbando transfrontaliero su piccola scala. Da allora la tecnica si è progressivamente affinata e diffusa: negli ultimi quattro anni carichi provenienti dall'America Latina sono stati intercettati in Francia, Croazia, Spagna, Irlanda e Paesi Bassi.
Gli esperti citati da InsightCrime individuano due modalità principali con cui i trafficanti riescono a superare gli scanner doganali. La prima consiste nel sciogliere la cocaina in un liquido vettore, nascosto poi in contenitori etichettati come shampoo, alcolici o prodotti industriali - sostanze chimiche, detergenti, vernici, adesivi, resine - spesso mescolando la sostanza con prodotti commerciali legittimi per renderla ancora più difficile da individuare. La seconda tecnica è quella dell'impregnazione, che prevede di imbevere di cocaina disciolta materiali o tessuti destinati a essere trattati chimicamente in un secondo momento per separare la droga.
Secondo gli esperti consultati dal centro studi, questa evoluzione nelle tecniche di occultamento sta trasformando il ruolo dell'Europa nella catena globale del narcotraffico: da semplice mercato di consumo finale, il continente sta diventando sempre più un punto di lavorazione intermedio, dove la cocaina liquida viene ricevuta e poi rielaborata prima di essere immessa sul mercato.
MONDO. Oggi 15 dicembreIl petrolio è arrivato a un soffio dai 110 dollari al barile, in rialzo del 50% dall’inizio della guerra. I prezzi del gas sono più che triplicati in Europa e sfiorano gli 85 euro per Megawattora. E i rendimenti sui titoli di Stato hanno rotto gli argini, con il decennale americano che ha superato la soglia del 5% per la prima volta dal 2023. Il tutto mentre sale l’allarme sull’intelligenza artificiale, con ripercussioni sui titoli di Big Tech. Dopo gli appelli a rallentare lo sviluppo dell’AI, Microsoft ha pubblicato un codice di condotta che impone restrizioni ai suoi modelli di intelligenza artificiale. Ma Trump non condivide la frenata: «Gli Usa sono in vantaggio nell’AI, non uccidete la gallina dalle uova d’oro».
Senza il sostegno economico di persone come te non saremmo in grado di informarti.
Se ci ritieni utili, sostienici con una donazione o con un contributo a tua scelta.