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Bail-in. Brochure dell'ABI per indorare la pillola: ma gli italiani non sono idioti. Tutela del risparmio? No, delle banche!
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Articolo di Emmanuela Bertucci
25 gennaio 2016 9:07
 
 Banalizzando e semplificando, la normativa sul bail-in – in vigore dal 1 gennaio 2016 - prevede che in caso di dissesto finanziario di una banca non sara' piu' possibile “salvarla” con soldi pubblici o delle banche centrali, ma dovra' salvarsi da se'. O meglio, si salvera' con i soldi degli azionisti, degli obbligazionisti e – se non bastassero - operando un prelievo forzoso sui conti dei correntisti, per gli importi eccedenti i 100.000 euro. Questo in parole povere.

E da qui nasce ovvia una considerazione: occorre prendere consapevolezza che non siamo in un'era di tutela del risparmio. Al contrario, e' il risparmiatore che tutela le banche. Cosi' e', la normativa europea esiste, opera in Italia e di conseguenza sta ai singoli risparmiatori/investitori orientare in modo piu' consapevole le proprie scelte economiche e di investimento, facendosi affiancare da consulenti finanziari indipendenti, cioe' esterni alla banca.

Se ne parla da tempo, perche' queste ovvie considerazioni ora? Perche' ci e' capitata sotto gli occhi la brochure che l'ABI- Associazione bancaria italiana ha messo in circolazione per rassicurare gli italiani sul bail-in, dove sostanzialmente e' scritto: non e' una catastrofe, i vostri soldi sono al sicuro, le banche son forti e solide, se cosi' non fosse c'e' chi le sorveglia e previene la crisi - se comunque le cose andassero male - non sara' poi la fine del mondo.

L'avremmo definito uno scherzo di cattivo gusto, visto quanto e' accaduto e sta accadendo nel sistema bancario italiano, se non provenisse dall'ABI e da ben 12 associazioni dei consumatori (1), tra cui ovviamente non c'e' la nostra..
Scopo del gioco: tranquillizzare i correntisti, mandando il messaggio che non c'e' da stare in allarme, e' tutto ok.

Ora, una cosa e' evitare il panico, altra e' trattare gli italiani da idioti, utilizzando una grafica da fumetto e affiancando alle parole “chiave” della brochure piccole icone che sembrano uscite da una scuola materna.

La brochure dal del tu al lettore, accorcia le distanze: si intitola confidenzialmente “Tu e il bail-in” e si guarda bene dall'utilizzare la frase “prelievo forzoso sui conti correnti”. Ci gira attorno, sminuisce, punta sulla capacita' di prevenzione del “tuo” bail-in (?).

Ne estrapoliamo qualche frase:
- Il bail-in punta a risolvere la crisi bancaria con rapidita' ed efficienza...
- Il piano di risanamento prevede cosa una banca deve fare qualora si realizzino eventi avversi, evitando cosi' di dover prendere decisioni affrettate in emergenza...
- Se poi la prevenzione della crisi non fosse sufficiente....
Spicca infine un commento a quello che accadra' ai correntisti in caso di “necessita'”:
-“In ogni caso è importante osservare che l’eventuale perdita per i creditori della banca non sarà mai superiore a quella che si avrebbe nel caso di liquidazione (chiusura) della stessa”...

non e' la fine del mondo, e' quello che vi sarebbe accaduto anche in caso di liquidazione, con la differenza pero' che in caso di liquidazione “caschiamo” tutti mentre in caso di salvataggio con bail-in azionisti, obbligazionisti e correntisti perdono il proprio denaro; quanto alla banca, non e' detto. Il sacrificio dei primi consentira' di assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in modo – si spera – da risolvere la crisi e salvaguardare la fiducia del mercato.

Ci saremmo aspettati dall'ABI e dalle associazioni di consumatori che hanno collaborato un atteggiamento piu' responsabile, volto non a banalizzare e sminuire la portata delle nuove norme ma a rendere gli investitori e i correntisti coscienti dei rischi che corrono. Le nuove regole comportano infatti importanti modifiche che si rifletteranno sulla relazione banca/cliente, visto il significativo sacrificio che investitore e risparmiatore possono essere chiamati (costretti) a compiere in caso di dissesto della “propria” banca.
Ci saremmo aspettati insomma che ABI desse il buon esempio alle banche. Non e' un buon inizio.

(1) Unione Nazionale Consumatori, Movimento Consumatori, Lega Consumatori, Confconsumatori; Codacons, CittadinanAttiva, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, ADOC, Adiconsum, ACU 
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