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Droga. Governo conservatore del Canada nuovamente sconfitto, i giudici: stanza del consumo e' struttura sanitaria
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Articolo di Pietro Yates Moretti
18 gennaio 2010 11:49
 
La Corte d'Appello federale del British Columbia ha respinto il tentativo del Governo federale di chiudere il centro per la somministrazione controllata di sostanze stupefacenti Insite, a Vancouver. Il giudice, nel ribadire che tale centro è a tutti gli effetti una struttura sanitaria, ha così rigettato il ricorso del Governo conservatore da sempre contrario ad ogni forma di riduzione del danno.
Nella motivazione, il giudice Carol Huddart ha spiegato che le legge federali che proibiscono il possesso e il consumo di sostanze illegali non possono prevalere su un programma sanitario provinciale. Nel caso, si applica la dottrina della "immunità intergiurisdizionale" in quanto Insite "offre un programma sanitario" finanziato dal governo provinciale e sostenuto dal ministero della Giustizia del British Columbia, dal ministero della Salute, dal dipartimento di polizia di Vancouver e da numerosi organismi provinciali.
"La materia sanitaria è regolata dalle autorità provinciali", ha scritto il giudice. Si tratta quindi di "una indisputabile intromissione del Governo federale in una materia, quella dei servizi medico-sanitari, che riguarda medici e pazienti. E' come se il Parlamento potesse votare una legge per impedire ad un medico di usare il bisturi".
Dello stesso parere il secondo giudice d'Appello, Anne Rowles. Il terzo giudice, Daphne Smith, ha invece espresso parere opposto. Secondo Smith, nel caso di un conflitto fra legge federale e provinciale, dovrebbe prevalere la prima in forza della dottrina della "supremazia".
Il Governo dovrebbe ora ricorrere alla Corte Suprema del Canada. Nel frattempo, Insite continuerà ad operare.
Situata nel cuore di Vancouver, a Downtown Eastside, Insite ha ormai il consenso di medici e ricercatori, oltre agli abitanti della zona e numerosi organismi provinciali. I tossicodipendenti ammessi possono ottenere un controllo delle sostanze acquistate illegalmente prima di autosomministrarsele per evitare overdose e altre conseguenze dovute alla presenza di additivi o ad una alta concentrazione del principio psicotropante. Vengono offerti loro strumenti sterilizzati per la somministrazione, come le siringhe. Medici e infermieri monitorano costantemente le condizioni di salute dei tossicodipendenti e possono intervenire in caso di reazioni avverse.
Quando il centro fu aperto nel 2003, fu garantita temporanea immunità dalle legge federali sulla droga che avrebbero altrimenti portato a procedimenti penali per i consumatori e il personale sanitario. L'immunità è stata poi revocata dall'attuale Governo poco dopo essere stato eletto nel 2008.
Di fronte alla possibilità di chiudere i battenti, Insite ha fatto ricorso alla Corte Suprema della provincia. I legali del centro hanno prodotto numerosi studi scientifici che ne dimostravano l'efficacia quale strumento sanitario e di riduzione del crimine e del degrado urbano. A seguito di quella prima vittoria, il Governo federale aveva presentato l'appello appena respinto.

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