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Effetto serra. Le 50 aziende piu' inquinanti. Rapporto
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Articolo di Redazione
14 settembre 2013 13:10
 
 Le grandi aziende si impegnano sufficientemente per lottare contro il cambiamento climatico? La risposta, grazie ad un rapporto dell'ONG CDP pubblicato il 12 settembre, e' mite: da un alto, le emissioni di gas con effetto serra delle 500 principali societa' quotate nel mondo che sono diminuite del 14% in quattro anni; dall'altro, queste emissioni che provengono al 73% da solo 50 industrie, le cui emissioni continuano ad aumentare.
Complessivamente, le 500 piu' grandi aziende emetteranno nel 2013 l'equivalente di 3,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2), rispetto ai 4,2 miliardi del 2009, secondo lo studio di questa organizzazione indipendente specializzata sulle emissioni delle aziende, studio realizzato dietro richiesta di più di 700 investitori istituzionali.
I 50 piu' grossi inquinatori sono responsabili da soli di piu' di 2,5 tonnellate, una cifra in aumento dell'1,7% in quattro anni. Se questa crescita puo' sembrare marginale, essa rappresenta in realta' l'equivalente di 8,5 milioni di camion in piu' sulle strade o il consumo elettrico di 6 milioni di case in un anno -fa notare la CDP.
“I piu' grossi inquinatori, che hanno il piu' grande impatto in termini di emissioni mondiali e che rappresentano quindi la piu' grande opportunita' di cambiamento in grande scala, devono fare di piu' per ridurre le loro emissioni” -scrive il rapporto.
Sedici aziende americane, sei britanniche e francesi, cinque tedesche e canadesi, una italiana
Chi sono i 50 grossi emittenti? Si tratta essenzialmente di aziende petrolifere ed energetiche, cementiere e gruppi metallurgici o minerari. La Cina non è stranamente presente nella lista. Ci sono sedici aziende americane (tra cui ExxonMobil, Wal Mart, Dow Chemical, Chevron, ConocoPhillips, FedeEx, AT&T); sei britanniche (tra cui BP e Rio Tinto) e sei francesi (GDF Suez, Lafarge, EDF, Total, Air Liquid e Saint-Gobain); cinque tedesche (tra cui E.ON e RWE) e cinque canadesi (tra cui Imperial Oil); e una italiana, ENEL*.
Il rapporto distribuisce anche dei buoni punteggi. BMW, Daimler, Nestlé, Cisco System, Hewlett-Packard, Honda, Nissan e Samsung son indicate come le migliori aziende in merito, nonche' in trasparenza.
I dati restano pero' incompleti. 111 aziende su 500 (tra cui Apple, Facebook e Amazon) non hanno comunicato le loro emissioni. Il rapporto mette anche in guardia le aziende contro il rischio di sottostimare le proprie emissioni indirette (provenienti da fonti che non possiedono o non controllano direttamente).
Secondo il programma della Nazioni Unite per l'ambiente, le emissioni totali di gas ad effetto serra nel mondo hanno oltrepassato i 50 miliardi di tonnellate di CO2 nel 2010. E a maggio, la concentrazione di CO2 ha superato il limite di 400 particelle per milione (ppm), un livello senza precedenti dal 2,5 milioni di anni.
Il prossimo 27 settembre, il Gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti cliamtici, fara' il suo -molto atteso- quinto rapporto, che fara' il punto sull'ampiezza e gli impatti attesi dal riscaldamento.

* Tra le aziende italiane che hanno contribuito al rapporto ci sono anche: ENI, Assicurazioni Generali, Unicredit e Intesa SanPaolo. Mentre la Luxotica Group ha rifiutato di partecipare fornendo i propri dati, e Prada ha accettato di partecipare ma poi non ha risposto.

Qui l'intero rapporto

(testo rimodellato su un articolo di Audrey Garric, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 13/09/2013)
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