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BLACK-OUT ENERGETICO. I CONSUMATORI PAGANO L'ASSENZA DI NORME IN LORO FAVORE
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Comunicato 
9 agosto 2006 0:00
 

Firenze, 9 Agosto 2006. La Procura della Repubblica di Torino ha emesso dieci avvisi di garanzia nei confronti dei vertici del Grtn (Gestore di rete di trasmissione nazionale) per il black-out del 28 settembre 2003. Speriamo che il tutto proceda e che porti i responsabili a pagare per quello che successe quella notte grazie alla loro incuria.
Il problema, pero', e' che questa eventuale giustizia non si tradurra' in un rimborso per gli italiani che ne restarono vittime. Questo grazie all'ottusita' dell'Autorita' dell'Energia che, all'epoca, fu in prima linea ad imbracciare le motivazioni del Grtn e dell'Enel e non quelle dei consumatori. Certamente le regole a cui l'Autorita' faceva riferimento era quelle del momento, ma di fronte a quel disastro, una decretazione d'urgenza, invece di fare l'avvocato difensore dell'Enel, non avrebbe certo turbato l'assetto istituzionale, anzi, probabilmente gli utenti/sudditi avrebbero potuto dare una maggiore fiducia alle istituzioni. Ma cosi' non e' stato.
C'e' chi ha fatto causa in questi anni. Noi dell'Aduc abbiamo ottenuto il rimborso simbolico di 20 euro. Ad altri e' stato negato. Tutto e' dipeso dai singoli giudici e non e' un caso, per esempio, che nella causa intentata da noi contro l'Enel, questo gestore ha accettato la sentenza e non ha fatto ricorso in Cassazione. Ricorso che, invece, in altre cause intentate da singoli consumatori, ha fatto ed ha anche vinto. Se asseriamo che l'impostazione da noi data alle accuse nei confronti dell'Enel erano piu' solide, non crediamo di peccare di orgoglio.
Ma anche il risultato della nostra causa ha avuto un significato simbolico che, col tempo, e' entrato nel dimenticatoio. E questo l'Enel e le altre varie scatole cinesi in cui e' suddivisa la gestione monopolista dell'energia, lo sapeva e lo sa, e per questo ha preferito far fronte alle varie cause piuttosto che cercare una soluzione organica al disastro che aveva provocato la sua altrettanta disastrosa gestione della rete nazionale: diciamo questo perche' l'Enel, societa' controllata dallo Stato, si presuppone che faccia gli interessi pubblici e non dei suoi azionisti privati.
Tutto quello che e' successo e che ancora accadra', non vedra' sostanzialmente il rimborso delle vittime del black-out. Ed e' cosi' per la mancanza di norme specifiche in materia che, piu' o meno automaticamente, prevedano un rimborso in casi come questo.
Si parla tanto di riforma delle Autorita' di Garanzia: se dalle parole si vuole passare ai fatti, i modi e i tempi ci sono. Si tratta di prendere una decisione politica: cioe' se i consumatori sono al primo posto anche nell'ambito energetico o se devono continuare ad essere solo sudditi.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Qui il nostro settore specifico in materia: clicca qui
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