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CONFISCA MOTORINI. IL GOVERNO LA DIFENDE E LA CORTE COSTITUZIONALE RINVIA. ANCORA NIENTE DA FARE PER GLI EX-PROPRIETARI
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Comunicato 
15 gennaio 2007 0:00
 

Firenze, 15 Gennaio 2007. Ancora niente da fare per coloro ai quali e' stato confiscato il motorino. Lo scorso 28 dicembre 2006, la Corte Costituzionale (ordinanza n. 453/2006) ha deciso di rispedire al mittente la questione di legittimita' costituzionale della confisca del motociclo sollevata da alcuni giudici di pace su richiesta dei proprietari [1]. In questo modo la Corte ha rimandato il giudizio su una legge che e' stata si' modificata, ma che ha ancora effetto per tutte quelle migliaia di persone alle quali e' stato confiscato il motorino o la motocicletta durante i 15 mesi in cui e' rimasta in vigore. Migliaia di cittadini a cui sono stati confiscati mezzi di trasporto per infrazioni spesso risibili (come guidare col casco slacciato), e che non potranno ancora recuperare il mezzo per il non-giudizio della Consulta.
Ancor piu' grave e' che lo stesso Presidente del Consiglio, rappresentato dall'Avvocatura di Stato, ha strenuamente difeso la confisca. Le cavillose e burocratiche argomentazioni della presidenza del Consiglio per sostenere l'inamissibilita' della richiesta (e per salvaguardare le casse dello Stato) possono essere trovate e giudicate da tutti all'interno della pronuncia della Corte Costituzionale. [1]
E' urgente un intervento del Governo e poi del Parlamento perche' vengano restituiti i mezzi confiscati con la legge 168/2005. Solo in questo modo, il Governo potra' rimediare alla sua discutibile quanto veemente difesa di una legge assurda -e soprattutto delle proprie casse- che lo stesso ha ritenuto di dover modificare poche settimane fa. Su questo nei prossimi giorni, grazie all'on. Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, presenteremo una interrogazione parlamentare.
Nel frattempo, ai proprietari che hanno subito la confisca o il sequestro prima del 29 novembre 2006, ecco cosa fare:
1.
Il caso in cui detta confisca sia gia' stata impugnata o si sia ancora nei termini per farlo, si consiglia di insistere nel chiedere al Giudice adito che sollevi questione di legittimita' costituzionale, con le precisazioni e alla luce della pronuncia ora descritta della Corte Costituzionale [2].
2. Il caso in cui non sia piu' impugnabile il provvedimento di confisca, poiche' sono gia' trascorsi i termini per poter ricorrere, occorrera' attendere la nuova pronuncia della Corte Costituzionale se sara', come speriamo, nuovamente investita del giudizio di costituzionalita' in questione.
3. Per coloro che, invece, abbiano subito un sequestro o fermo amministrativo precedentemente al 29 novembre 2006, ma non hanno ancora ricevuto il provvedimento di confisca, si consiglia di chiedere il dissequestro alle autorita' accertanti la violazione e la restituzione del libretto di circolazione, non appena decorsi i tempi di cui alle nuove sanzioni (dai 60 ai 90 giorni). Seppur la sanzione accessoria segue per sua natura meccanicamente la sanzione principale ormai definitiva, tuttavia a questo punto la confisca potrebbe ritenersi illegittima e non piu' comminabile se non si e' provveduto prima che la norma fosse modificata. Questo secondo una interpretazione corretta dei principi generali che regolano le sanzioni amministrative (art. 1, secondo comma, della legge 689 del 1981): "Le leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati." Eventualmente, formulare la richiesta con una lettera raccomandata di messa in mora [3].

Pietro Yates Moretti, consigliere Aduc

[1] Per un approfondimento sulla questione ed il testo dell'ordinanza della Corte Costituzionale, vedi "Osservatorio legale" del 15 gennaio 2007:
clicca qui
[2] clicca qui
[3] clicca qui
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