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FISCO E FINANZIARIA. QUANDO CI PRENDONO IN GIRO
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Comunicato 
6 dicembre 2006 0:00
 

Roma, 6 Dicembre 2006. Nella commissione Bilancio del Senato e' stato approvato un emendamento all'articolo 1 che destina le eventuali maggiori entrate, qualora permanenti, derivanti dalla lotta all'evasione fiscale alla riduzione delle tasse. Contestualmente si sta operando in direzione opposta. Come?
Vediamo.
Uno dei settori a maggiore evasione fiscale e' quello del commercio e dell'artigianato. Si pensi che nel 2002 con l'entrata in vigore dell'euro, quel settore, dichiarava redditi di poco superiori a quelli del 1999, quando c'era ancora la vecchia liretta. Purtroppo tutti abbiamo potuto constatare l'impennata dei prezzi nei settori commerciale e artigianale. Incredibilmente nel 2002 un dipendente dichiarava mediamente un reddito superiore a quello del proprio datore di lavoro (commerciante o artigiano). E' evidente che nel settore in questione si annida una forte componente dell'evasione fiscale. Dunque cosa dovrebbe fare il Governo e la sua maggioranza? Rivedere i 200 studi di settore esistenti in Italia per adeguarli ai redditi presumibilmente percepiti. Ora, stando ad un emendamento alla Finanziaria, gli accertamenti non scatteranno per tutti coloro che dichiareranno redditi in linea (congrui) con gli studi di settore del proprio comparto, i quali pero' rappresentano l'82% dei soggetti interessati. Ci aggiungiamo che oltre il 90% dei dichiaranti risulta credibile (coerente) nella dichiarazione dei redditi. Ci chiediamo e chiediamo al Governo: da quale fonte arriveranno i maggiori introiti della lotta all'evasione fiscale se la quasi totalita' dei commercianti ed artigiani sono "coerenti" con le proprie dichiarazioni?
Insomma questa Finanziaria e' una presa in giro. I ricchi dovevano piangere? Macche'! I poveri dovevano ridere? Macche'! Vengono tartassati quelli con reddito facilmente individuabile. Insomma il governo ha pescato dove era sicuro di prendere pesci.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Pubblicato in:
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