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LATTE INQUINATO. COSA FARE
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Comunicato 
24 novembre 2005 0:00
 

Firenze, 24 Novembre 2005. "Sono la mamma di un bambino di 5 mesi che, non potendolo allattare direttamente, sto usando il latte della Nestle'..."... e' questo l'incipit standard delle diverse lettere che stiamo ricevendo in questi giorni, ed anche dei messaggi che vengono inseriti sul forum pubblico di discussione sul nostro portale ,"Di' la tua". Un misto di disperazione, disorientamento, dubbi, arrabbiatura, per cercare di porre un rimedio all'ultimo momento per qualcosa che proprio non si prevedeva e che, tutt'oggi, appare come incredibile per come e' avvenuto, nonche' piu' incredibile per come si sta sviluppando per l'individuazione delle responsabilita', grazie alla chiamata in correo del ministero da parte della Nestle'. Ma, intanto che il "rimpallino" va avanti, cosa devono fare le mamme e i papa' che ci scrivono e ci leggono?
Quattro cose, sostanzialmente.
1 - Prendere tutti i cartoni di questo latte e, dopo aver contattato le locali autorita' di polizia (questura, carabinieri, etc), mettersi d'accordo per portarglieli perche' siano eventualmente considerati come elemento utile alle indagini.
2 - Far fare un'accurata visita medica al proprio bimbo, per verificare se abbia avuto dei problemi in seguito all'uso di questo latte.
3 - Depositare un esposto in Procura della Repubblica, in cui, raccontando i fatti, si chiede al magistrato di ravvisare se negli stessi vi siano elementi di reato per il produttore, i distributori e le autorita' preposte al controllo sanitario/alimentare.
4 - Chiedere i danni a Nestle' e Milupa con una raccomandata A/R di messa in mora (qui una spiegazione su come prepararla: clicca qui). La messa in mora e' il tentativo bonario per ottenere quanto si chiede, e premessa giuridicamente necessaria per un eventuale ricorso al giudice. I danni possono essere di due tipi:
a) rimborso di quanto si e' speso per le confezioni
che si sono portate alle autorita', nonche' i danni per il fastidio che ci si e' dovuto sobbarcare (indicando il tutto con cifre precise al centesimo e con spiegazioni/motivazioni): andare alla polizia, ricomprare nuove confezioni di latte, stress psichico ed emozionale.
b) se la visita medica ha dato risultati negativi per la salute del bambino, occorre monetizzare questi danni (in modo preciso) e, con copia del referto medico, intimarne la richiesta.

In queste fasi non c'e' bisogno di un avvocato. Caso per caso, si potranno chiedere migliori informazioni al nostro servizio di consulenza online -scrivendo ad aduc@aduc.it- che valutera' se c'e' necessita' di un avvocato o meno.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Pubblicato in:
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