testata ADUC
Legalizzazione droghe. Urgente contro insicurezza e follie economiche
Scarica e stampa il PDF
Comunicato di Vincenzo Donvito
20 aprile 2017 13:05
 
 Proprio il giorno in cui in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale della cannabis, i Carabinieri di Milano hanno diramato una notizia che, nonostante la routine a cui ci siamo abituati in materia, e’ comunque eclatante: dal 1 aprile, a Milano e provincia, sono stati arrestati 75 spacciatori… e sono i dati dei soli Carabinieri, a cui andrebbero aggiunti quelli di tutti gli altri corpi di polizia.
Settantacinque e’ un numero alto e sintomatico di un fenomeno, lo spaccio di droghe illegali, nei confronti del quale le nostre istituzioni si sono affidate solo ai corpi di polizia. Lo hanno, cioe’, limitato ad un fenomeno di ordine pubblico, di routine visto che niente viene fatto per modificarlo. Al di la’ delle motivazioni individuali che possono spingere una persona a fare uso di sostanze illegali (che qui -ora- non trattiamo), gli aspetti determinanti del fenomeno droghe sono civici e sociali: ordine pubblico/giustizia e sanita’.
Del primo (ordine pubblico/giustizia), abbiamo visto come viene affrontato, intasando le forze dell’ordine, delegandole alla gestione di un fenomeno socioculturale che loro non possono e non devono affrontare (almeno fino a che viviamo in regime democratico…). Con ricadute gigantesche sulla gestione della Giustizia: intasamento dei tribunali e annessi e connessi costi, diretti ed indiretti (ricaduta sui procedimenti in generale).
Del secondo (sanita’), il Servizio Sanitario Nazionale se ne occupa marginalmente, con forme di prevenzione e assistenza marginali, anche perche’ -stante le leggi che rendono clandestine la maggior parte delle sostanze utilizzate- non potrebbero fare altrimenti. Grande apporto in merito, da parte del cosiddetto volontariato sociale, anch’esso coi limiti imposti dalle leggi punizioniste.
In questo contesto prolifera il mercato clandestino, grazie ad un’alta domanda. Mercato gestito in modo piramidale dalla grande alla piccola delinquenza. La grande -’ndrangheta, camorra, mafia- con accordi transnazionali coi grandi mercanti e produttori di varie parti del mondo, soprattutto Centro e sud America, Afghanistan, “isole” europee tipo Albania, e varie regioni dell’Asia con prevalenza del sud-est. Questa “grande”, e’ ovvio che se prolifera essenzialmente impunita, e’ tale grazie a collusioni e corruzioni coi poteri pubblici, nazionali e transnazionali. Nella piramide, prima di arrivare al consumatore, che talvolta diventa a sua volta spacciatore, c’e’ la piccola delinquenza: un mondo di disgraziati, disadattati ed emarginati che sono facili prede delle forze dell’ordine, essenzialmente quando queste ultime si mobilitano per occasioni piu’ o meno particolari, che’ altrimenti, se dovessero essere per strada con la stessa frequenza ed intensita’ mostrata dai carabinieri di Milano in questo aprile, altro che 75 arresti….
Tutto questo ha un costo che viene pagato dal contribuente. E a cui, i rimedi tentati fino ad oggi non hanno fatto altro che aggravare, drammatizzare ed ingigantire il fenomeno.
Il mondo sembra che stia decidendo di prendere altre strade, ma la sostanza attuale e’ ancora quella di cui abbiamo scritto sopra. Noi ne diamo documentazione sul nostro specifico web tutti i giorni, vari Stati si stanno muovendo con modifiche legislative, organismi internazionali stanno cominciando a considerare ed affrontare il fenomeno in modo diverso, nel nostro Parlamento tutto langue. I pruriti ideologici stanno dimostrando ovunque tutte le loro debolezze e pericolosita’… che si fa? Noi Aduc si continua ad informare.
Pubblicato in:
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori