testata ADUC
LA RAI IMPEDISCE AI CITTADINI DI DISDIRE IL CANONE-TASSA. ASSOCIAZIONE A DELINQUERE?
Scarica e stampa il PDF
Comunicato 
13 marzo 2008 0:00
 
La Rai, insieme all'Ufficio delle Entrate, sta di fatto impedendo ai contribuenti di disdire il canone tv, con richieste illegali di compilazione di 'appositi moduli' e di denari non dovuti.
La legge prevede che il contribuente possa fare richiesta di suggellamento dell'apparecchio televisivo e contestualmente cessare di pagare il canone-tassa Rai. Per farlo, e' sufficiente un pagamento pari a 5,16 euro ed una lettera raccomandata a/r, indicando il numero di "abbonamento" e specificando il tipo dell'apparecchio di cui si e' in possesso.
La disdetta denunciata entro il 31 dicembre dispensa dal pagamento del canone dal 1 gennaio dell’anno successivo. Abbastanza chiaro, no?
No. La Rai, violando la legge, richiede che il contribuente compili un ulteriore modulo, senza il quale -a suo dire- la disdetta non sarebbe valida (clicca qui). Con questo artificio, la Rai pospone la data di suggellamento ad una data successiva al 31 dicembre 2007, e per questo pretende il canone anche per il primo semestre dell'anno 2008. Come se non bastasse, affibbia pure una sanzione amministrativa di 21,78 euro per non aver pagato il canone 2008 in tempo.
 
Ecco come difendersi
 
1. rispondere con una lettera raccomandata a/r di messa in mora/diffida, spiegando di aver seguito alla lettera la legge in merito al suggellamento e di non dover alcun importo per l'anno 2008. Quindi richiedere un risarcimento del danno per le spese e delle eventuali perdite di tempo necessarie per difendersi da questa illegittima richiesta. Qui la nostra scheda pratica su come redigere una messa in mora: clicca qui
 
2. inviare copia di questa messa in mora, nonche' della richiesta di suggellamento e della risposta della Rai alle seguenti autorita':
- alla Procura della Repubblica di Torino, chiedendo alla stessa di accertare se non vi sia da parte del dirigente dell'Ufficio delle Entrate che ha inviato la richiesta un abuso di atti d'ufficio. Questo l'indirizzo: Procura della Repubblica - Corso Vittorio Emanuele II, 130 - 10138 TORINO (TO) ;
- alla Procura Generale della Corte dei Conti per danno erariale, chiedendo di accertare se non vi sia uno sperpero di denaro pubblico nella preparazione ed invio di lettere e moduli contrari alla legge. Questo l'indirizzo: Procura Generale della Corte dei Conti - Via A. Baiamonti, 25 - 00195 Roma.
- al Garante del Contribuente della propria Regione. Qui il modulo per fare ricorso: clicca qui
Gli indirizzi del Garante della propria Regione possono essere trovati qui: clicca qui
 
Qui il settore specifico sul canone/tassa del nostro sito Internet: clicca qui
Pubblicato in:
COMUNICATI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori