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Rette RSA e Isee 2015: il pasticcio romano. Lettera al Sindaco di Roma
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Comunicato di Claudia Moretti
17 novembre 2015 14:05
 
 Spettabile Sindaco,
qualche giorno fa abbiamo denunciato la situazione dei cittadini romani che si trovano in strutture di ricovero con in mano atti e determine comunali sulla propria compartecipazione ai costi della retta, datati 2014 con scadenza 2016 e che oggi si trovano compulsati dalle RSA a ripresentare le DSU 2015 con la nuova normativa. Le chiediamo di chiarire la posizione del Comune di Roma ai tanti cittadini che lamentano questa situazione.
In breve.
I fatti
1. I cittadini romani che beneficiano di prestazioni agevolate in corso già dal 2014, compartecipano in virtù di una determina emessa in base alle dichiarazioni sostitutive presentate nel 2014.
2. All'epoca il Comune di Roma le ha espressamente dichiarate valide per due anni dalla loro presentazione. Di tal ché molti di voi possiedono un atto con cui vantano il diritto a mantenere le medesime condizioni di compartecipazione per il 2016.
3. Oggi invece, dietro minaccia di decadenza dal beneficio e pagamento degli arretrati, le RSA comunicano agli utenti, di dover comunque ripresentare l'Isee nuovo per il 2015.
Le regole
4. Il nuovo DPCM 159/2103 e con esso tutte le deliberazioni laziali e romane di suo recepimento, crea uno spartiacque fra coloro che, in data 1.1.205 avevano già in corso le prestazioni con la vecchia disciplina e coloro che si accingono a richiederle ex novo:
- dopo il 1.1.2015 chi si trova a chiedere NUOVE prestazioni agevolate, dovrà farlo con la nuova DSU a prescindere da modifiche regolamentari e normative, locali o regionali, che disciplinano le prestazioni in questione;
- per coloro che, invece, alla data del 1.1.2015, sono già destinatari di prestazioni IN CORSO, si continuano ad applicare le vecchie regole (regolamento e discipline e vecchio decreto isee), per un periodo di 12 mesi (1.1.2016) a meno che nel frattempo non siano emanati nuovi atti normativi di adeguamento al nuovo DPCM 159 (crf. Art. 14 comma 5 D.p.c.m 159 e Delibera n. 9 Assemblea Capitolina del del 12 Marzo 2015)
5. La Regione Lazio ed il Comune di Roma non hanno ad oggi modificato la normativa e le discipline di settore, né messo mano alle soglie per la compartecipazione dell'utenza ai costi di parte sociale delle rette RSA (che rimangono quelle di cui alle vecchie normative: DGR n. 380 del 7 agosto 2010), riservandosi di farlo all'esito di un periodo di sperimentazione di 12 mesi (per l'appunto) e, nel frattempo, raccogliendo dati per meglio legiferare in seguito (Cfr. LR Lazio n. 7 del 14 luglio 2014; DGR Lazio n. 933 del 30/12/2014).

E' legittimo per il Comune di Roma, rimangiarsi la parola, e chiedere oggi l'isee 2015 anche a coloro già in possesso di una determina e di un Isee 2014, con validità espressa fino al 2016?
Noi riteniamo di no, a meno che:
 non sia richiesto per effettuare il nuovo calcolo di compartecipazione solo per l'avvenire e, dunque per il 2016, e non per l'anno in corso, ossia per avvantaggiarsi con l'istruttoria;
- siano debitamente scomputati dal ISR i redditi esenti ai fini irpef e gli altri emolumenti assistenziali e siano rideterminate le franchigie secondo quanto previsto dalle decisioni del Tar Lazio;
- si provveda (Comune e Regione) entro il 1.1.2016 (alla scadenza dei 12 mesi su citati) alle modifiche normative e regolamentari sui di criteri di compartecipazione, adeguati al nuovo Isee, rivedendo, se del caso, la soglia dei 13.000 euro oggi prevista secondo i vecchi criteri, a disciplinare a dovere le franchigie e recepire a pieno delle sentenze già esecutive del Tar Lazio che modificano il decreto isee nel senso di escludere dal calcolo i redditi esenti irpef e gli emolumenti assistenziali del beneficiario;
- siano rispettate le regole di trasparenza, correttezza del procedimento amministrativo: sia effettuata, per ogni beneficiario, una apposita determina motivata di modifica e/o revoca della situazione in corso di validità senza mandare in avanscoperta le Rsa;
- non si pongano in essere indebite minacce di decadenza dal beneficio e pagamento degli arretrati per l'anno in corso.

Il caos che tutto questo ha generato nell'utenza romana è notevole.
Ci auguriamo che il Suo Comune voglia, anziché intimidire l'utenza mandando al fronte le Rsa, spiegare con chiarezza come mai oggi non ritiene valide le proprie stesse determine e le delibere regionali su richiamate anche in punto di norme transitorie, e chiarire ai romani se le DSU 2015 oggi mandate a richiedere ai beneficiari delle prestazioni già in corso nel 2014, saranno applicate solo per l'avvenire o anche per rideterminare le quote a carico dell'utenza, per l'anno in corso.

Attendiamo, fiduciosi, un Suo riscontro.
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