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TANGO-BOND: L'ARGENTINA NON VUOLE FARE DI PIU' PERCHE' E' IN MALAFEDE. PERCHE' NON VINCOLARE UNA PERCENTUALE DEL PROPRIO PIL PER IL PAGAMENTO DELLE OBBLIGAZIONI? LA CLASS ACTION IN USA
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Comunicato 
19 gennaio 2005 0:00
 

Firenze 19 Gennaio 2005. Il ministro argentino Nielsen dichiara che la proposta fatta dall'Argentina rappresenta il massimo sostenibile dal suo Paese e si spinge, in maniera francamente inaccettabile, a minacciare coloro che non intendono aderire preannunciando una perdita ancora maggiore rispetto al taglio del 70% previsto dall'OPSV.
Dall'altra parte alcune associazioni di consumatori si spingono a sostenere che una proposta accettabile dovrebbe partire dalla restituzione del 70% di quanto pattuito.
Ne' l'una ne' l'altra tesi sono fondate.
La proposta del Governo argentino e' non solo avara ma anche evidentemente in malafede.

E' evidente a tutti che, allo stato attuale, l'Argentina non potra' mai impegnarsi, credibilmente, a rimborsare il 70% degli obblighi presi attraverso l'emissione dei bond poi caduti in default, ma potrebbe fare un'offerta, basata sul suo tasso di crescita, molto piu' cospicua di quella oggi sul tavolo. Uno strumento che poteva essere molto efficace sono le obbligazioni legate al PIL.
La proposta attuale e' veramente ridicola e mostra tutta la malafede del Governo. In primo luogo questi titoli prevedono la distribuzione di una quota del PIL assolutamente marginale ed irrilevante (una quota ridicola dell'eccedenza di crescita). Ma non solo. Affinche' vi sia la distribuzione delle cedole, la crescita del PIL deve essere superiore a quella prevista (e chi fa la previsione? Il Governo, naturalmente). Comunque, l'importo massimo erogabile e' largamente inferiore alla perdita imposta agli investitori, superata la soglia stabilita i titoli si estinguono. Evidentemente dei titoli cosi' strutturati non servono a niente.
Diverso sarebbe stato il discorso se il Governo argentino si fosse impegnato a vincolare una percentuale del proprio PIL, sostenibile (intorno ad esempio al 2%) per il pagamento delle cedole delle obbligazioni legate al PIL.
Queste obbligazioni potevano essere senza scadenza e si sarebbero estinte nel momento il cui l'ammontare delle cedole avesse raggiunto il valore nominare reale delle obbligazioni scambiate.
Una proposta del genere sarebbe senza dubbio sostenibile per l'Argentina ed avrebbe mostrato la volonta' di quello Stato di onorare, anche se in tempi incerti, l'intero debito.
Per queste ragioni continuiamo la promozione della Class Action negli Usa, piu' specificamente al tribunale di New York. La raccolta di adesioni prosegue. Tutte le informazioni a questo indirizzo:
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Alessandro Pedone, consulente Aduc per la Tutela del Risparmio
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