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Tassa rifiuti. Il Governo non rimborsa e continuera' a far pagare l'Iva dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Scrivi alla responsabile sen. Bonfrisco
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Comunicato di Vincenzo Donvito
20 ottobre 2009 11:05
 
Lo scorso 24 luglio la Corte Costituzionale ha stabilito che, in materia tassa dei rifiuti, sia Tarsu che Tia non devono essere soggette ad Iva, perche' non rappresentano un servizio dovuto a contratto ma una tassa che, di per se', non si qualifica mai come corrispettivo di un servizio (*).
Si tratta di non pochi milioni di euro che l'Erario dovrebbe restituire ai contribuenti con una retroattivita' di cinque anni. Che il nostro sistema fiscale non fosse amico dei contribuenti non e' una novita', percio' abbiamo subito messo in guardia da un probabile colpo di spugna, che puntualmente e' arrivato.
Ci ha pensato la sen. Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl) con un emendamento al disegno di legge di conversione del dl 135/2009, attualmente in discussione alla commissione Bilancio del Senato. La nostra senatrice, per legittimare l'addebito non conforme alla Costituzione, ha rispolverato un regio decreto del 1937, che istituiva l'Eca, un tributo locale ante litteram (1).
Una foglia di fico che, se approvata, farebbe della Costituzione carta straccia, con un ulteriore paradosso, che penalizza gli utenti non professionali, per i quali l'Iva e' un costo, a differenza delle aziende che invece la 'scaricano'.
Gia' l'emendamento e' una beffa in se' perche' e' concepito per eludere una sentenza della Corte Costituzionale... ma non basta: al suo interno ci sono i contribuenti di serie A (aziende) e quelli di serie B (Famiglie/consumatori).
Faremo il "diavolo a quattro" per non far passare questo emendamento.
Intanto mettiamo una foto della senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, che' tutti conoscano il suo volto. E invitiamo a mandare messaggi al suo indirizzo di posta elettronica, che' si ravveda di questa pessima veste che ha deciso di indossare:
sen. Anna Cinzia Bonfrisco: bonfrisco_a@posta.senato.it
 
(1) un'addizionale per la costituzione di un fondo ad integrazione dei bilanci degli enti comunali di assistenza da applicarsi alle imposte, tasse e contributi comunali e provinciali riscuotibili per ruolo. Una gabella che, soppressi questi enti comunali di assistenza, era andata direttamente allo Stato che, con una nuova legge, dal 1996 la rigiro' ai Comuni.
Cosa ha pensato la sen. Bonfrisco? Se la Tia e' un tributo deve anch'essa deve essere soggetta a questa addizionale. Questi anni non e' stata pagata... pazienza! Ma da ora e' del 10%, proprio il medesimo importo percentuale dell'Iva che la Corte Costituzionale ha detto che non deve essere pagato e che i Comuni per ora, imperterriti, continuano a far pagare. Ecco quindi una compensazione automatica tra i due tributi, inclusi quei cinque anni che, non prescritti, avrebbero dovuto essere restituiti ai consumatori: cioe' la compensazione e' retroattiva!!
Ma come fare coi soggetti non consumatori, cioe' quelli che con partita Iva hanno gia' scaricato questa percentuale? Per loro niente, tutto come prima. Il ragionamento: siccome hanno gia' scaricato, non hanno interesse a chiedere un rimborso.
Il problema, per la senatrice, e' il rimborso alle famiglie. Per cui anche se un'addizionale si dovrebbe pagare e basta e non essere scaricata, se un'azienda lo ha fatto, e non avrebbe potuto fare altrimenti perche' era Iva... pazienza: "chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato scurdammoce 'o passato".
Quindi le famiglie/consumatori si pagano questo 10% anche per gli ultimi cinque anni e le aziende no. Siamo tutti uguali di fronte alla legge? No! Chi paga? Il solito ultimo anello, la famiglia/consumatori.
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20 ottobre 2009 11:05
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