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Rette per Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)
 
La questione - I casi - Decisioni Tar e Consiglio di Stato - Come difendersi - Modulistica - Atti e ricorsi - Contattaci

LA QUESTIONE -
L'art. 25 della legge 328/2000 ha dato piena attuazione alla normativa ISEE che garantisce l'assistenza (quasi) gratuita per i soggetti piu' deboli in caso di ricovero in case di riposo, o "Residenze sanitarie assistenziali" (Rsa). Da tempo, pero', denunciamo le prassi illegittime di moltissimi comuni d'Italia che, a fronte di ricoveri di soggetti anziani non autosufficienti o disabili gravi, calcolano la quota di retta a carico dell'utente non solo sulla base del suo reddito, come prevede la legge, ma anche del reddito dei suoi familiari, a cui poi viene richiesto il pagamento. Una prassi che spesso mette in ginocchio famiglie intere, costrette a pagare cifre esorbitanti.

I CASI -
E' quello che e' capitato a diversi cittadini rivoltisi all'Aduc. A fronte di un reddito annuo di poche otto mila euro (composto da pensione di invalidita' e indennita' di accompagnamento) si sono visti richiedere -ad esempio, dal Comune di Firenze- cifre per oltre 14mila euro all'anno per il solo fatto di avere un parente che percepisce anch'egli una pensione o uno stipendio. Tutto questo sulla base di regolamenti comunali che violano la legge dello Stato, computando nel reddito posto alla base del calcolo della retta anche quello dei parenti.

LE PRONUNCE DEI TAR E DEL CONSIGLIO DI STATO -
I legali dell'Aduc, avv. Claudia Moretti e avv. Emmanuela Bertucci, hanno presentato ricorso al TAR Toscana chiedendo ed ottenendo la rideterminazione della retta sulla sola base del solo reddito dei pazienti. Il TAR ha dato loro ragione, ristabilendo l'ordine e la legalita'. Altri ricorsi sono pendenti in altre Regione, mentre anche in Lombardia il TAR si e' pronunciato conformemente al Tar Toscana, ormai in modo consolidato. Grazie a questi provvedimenti, questi cittadini potranno fin da subito pagare una frazione di quanto inizialmente richiesto.
Il problema non e' solo toscano o lombardo, ma nazionale, ed e' di notevole portata economica. La legge prevede che le rette di ricovero in Rsa siano pagate per il 50% dal SSN e per il restante 50% dai Comuni con l'eventuale compartecipazione dell'utente. Ad esempio, il Comune di Firenze dovra' rimborsare i familiari degli anziani una cifra che potrebbe raggiungere 28 milioni di euro per il periodo 2001-2008, mentre dal 2009 dovra' erogare ogni anno 5,4 milioni di euro invece di 1,5 milioni di euro messi a disposizione fino a oggi.

COME DIFENDERSI -
Per il passato, sara' necessario richiedere il rimborso di quanto pagato ingiustamente. Una richiesta che puo' essere fatta a tutti quei Comuni d'Italia che violano la legge con questo modulo.
Qualora dovesse giungere una nuova determinazione della retta, ci sono 60 giorni di tempo per impugnare il provvedimento davanti al TAR della propria Regione di residenza. Qui il modulo per il ricorso al Tar, da farsi con l'ausilio di un legale.
Non solo. Nel richiedere obbligatoriamente la documentazione economica ai parenti dell'utente, l'Amministrazione viola apertamente il diritto alla Privacy. Nel caso, consigliamo di consegnare la documentazione evitando che si blocchi il procedimento amministrativo di inserimento in Rsa, e solo poi ricorrere al Garante della Privacy affinche' sanzioni la violazione (con questo modulo).
 
Memoria per l'udienza del 5 novembre 2009 R.G. 1796/08

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Per ulteriori informazioni o consigli, scrivici oppure telefonaci al n.055282168 il martedi' dalle 15 alle 18.














































 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori