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 ITALIA - ITALIA - Ru486, presentate linee guida: dimissioni anticipate 'sconsigliate'. E il sottosegretario 'minaccia' le regioni
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14 luglio 2010 9:06
 
Dimissioni anticipate sconsigliate, accertamento della comprensione linguistica nelle donne straniere, no alla Ru486 per le minorenni senza il consenso dei genitori: sono alcuni dei punti contenuti nelle linee di indirizzo elaborate dalla commissione del Ministero della Salute per la Ru486, inviate in questi giorni alle Regioni presentate dal sottosegretario Eugenia Roccella. Ecco gli aspetti principali.
CRITERI PER LA SOMMINISTRAZIONE: i criteri si dividono in clinici e non clinici. Dei primi fanno parte problemi psicologici o difficolta' a raggiungere la cavita' uterina ed eventuali controindicazioni mediche come allergie o altre malattie. Fra i criteri non clinici invece il principale e' che la donna 'abbia chiaramente compreso il percorso e la possibilita' che vi aderisca compiutamente'. Per le donne straniere si deve accertare l'avvenuta comprensione linguistica della procedura e dei sintomi, mentre per le minorenni l'Ivg farmacologica e' sconsigliata, e ammessa solo con il consenso dei genitori.
SCONSIGLIATA LA DIMISSIONE VOLONTARIA: secondo le linee guida 'Nell'informazione utile al consenso deve essere fornita in modo chiaro che l'aborto farmacologico potra' essere effettuato solo in regime di ricovero ordinario, nella maggior parte della durata di tre giorni, fino cioe' all'espulsione del materiale abortivo. E' infatti fortemente sconsigliata la dimissione volontaria contro il parere dei medici prima del completamento di tutta la procedura'. 
I PARERI DEL CSS E LA LETTERA DEL MINISTRO: le linee guida si basano su un 'doppio binario', come l'ha definito il sottosegretario Roccella. Da una parte ci sono tre pareri del Consiglio Superiore di Sanita', che ha deliberato che 'al fine di garantire il rispetto della legge 194 il percorso dell'Ivg medica deve avvenire in regime di ricovero ordinario fino alla verifica della completa espulsione del prodotto del concepimento'. Il parere e' stato ripreso dall'allora ministro della Salute Maurizio Sacconi nella sua comunicazione alla Commissione Europea, in cui affermava che il mutuo riconoscimento della Ru486 era condizionato al fatto che 'l'intera procedura abortiva, e fino all'accertamento dell'avvenuta espulsione dell'embrione, deve essere effettuata in regime di ricovero ordinario'.
PROBLEMI AMMINISTRATIVI E RIMBORSI. 'Sono numerosi i problemi amministrativi legati all'uso della pillola abortiva RU486 segnalati alle Regioni che nascerebbero qualora le donne decidessero di firmare le dimissioni dall'ospedale per poi rientrare e portare a termine l'aborto'. E tra questi anche il rischio di pagare due volte il rimborso per l'aborto, ha precisato il sottosegretario alla sanita' Eugenia Roccella. In particolare, sostiene Roccella, il sistema di rimborso della prestazione sanitaria, noto come Drg, prevede una sola prestazione,e cioe' l'aborto, ma quando si assume la pillola e si firmano le dimissioni dall'ospedale, la gravidanza e' ancora in atto.
'Esiste un solo Drg per l'aborto, non per un mezzo aborto - sintetizza Roccella-. Questi e altri problemi abbiamo segnalato alle Regioni che hanno la competenza in materia di controlli sui Drg ed effettuare i relativi rimborsi. Se non si rientra nelle raccomandazioni del ricovero ordinario, nell'ambito della legge 194, ci sono irregolarita' attualmente non risolvibili. C'e' anche il rischio che le Regioni debbano pagare due volte il Drg per l'aborto. Un problema che potrebbe essere sollevato in futuro dalla Corte dei Conti ma anche a livello giudiziario'.
'Per capire quale e' il comportamento delle varie Regioni in merito all'attitudine al ricovero abbiamo richiesto un monitoraggio e speriamo di avere i primi dati a fine luglio' Se dovesse emergere che non c'e' una rispetto del protocollo indicato dalla commissione sanita' del Senato e dal ministro Maurizio Sacconi sull'uso condizionato della Ru486 in regime di ricovero ordinario 'bisognerebbe porsi il problema dell'autorizzazione dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sull'uso della pillola abortiva'.
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