Martedì 23 giugno 2026
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Suicidio assistito. Consiglio degli Stati: non si cambino le regole

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
Il 21 dicembre, il Consiglio degli Stati (Camera alta o dei Cantoni) ha bocciato le richieste di Argovia e Basilea-Campagna di inasprire le norme sul suicidio assistito. Ora dovrà decidere il Consiglio Nazionale (Camera alta). Gli Stati condividono la posizione del Governo, secondo cui è possibile che nella conduzione del suicidio assistito ci sia una zona grigia, però è difficile contrastarla per via legislativa. La relatrice, Verena Diener, ha poi confermato il diritto all'autodeterminazione. "Ogni persona deve poter decidere quale sia, per sé, un fine vita dignitoso".
La normativa attuale non punisce l'eutanasia passiva, purché chi vuole morire sia in grado d'intendere e ben informato. Inoltre, il desiderio di morire dev'essere ponderato, manifestato senza pressioni esterne, durevole. L'assistenza al suicidio è punita, invece, quando sia mossa da "motivi egoistici". Sul punto, la consigliera Christine Egerszegi ha chiesto che le organizzazioni d'assistenza al suicidio rendano pubblici i loro registri, affinché si possano verificare eventuali illeciti. Ha però ammesso un miglioramento della situazione da quando sono state depositate le due istanze.
Infine, se numerosi Cantoni auspicano nuove regole, la maggioranza dei partiti giudica sufficienti le norme attuali.
Exit e Dignitas informano che l'anno scorso hanno aiutato a morire 354 persone in tutto.
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