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Aduc – Osservatorio Firenze. Far tornare i fiorentini in centro. Oltre gli appelli…
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Articolo di Vincenzo Donvito
11 agosto 2020 11:12
 
  In mezzo alla crisi economica, civica e urbana che la città di Firenze, e non solo, sta vivendo, si moltiplicano le opinioni e gli appelli perché il centro città torni ad esser vivo, cioé “fiorentini, tornate in centro”. Tra Sindaco, Vescovo, commercianti ed esperti di varie categorie. Tutte persone che negli ultimi decenni, a parte alcune meritevoli eccezioni molto minoritarie, hanno assecondato e incentivato le politiche di svuotamento, l’overdose di turismo, la “disneyzzazione”. Persone che hanno contribuito a trasformare il gioiello che era questa città (grazie anche ad essere stata la prima in Italia a fare una Ztl) in un mercato monotematico e monoculturale (abbigliamento, mangificio e souvenir), rivolto a un solo tipo di consumatore che solo marginalmente avrebbe potuto coinvolgere chi decide che vivere una città nel suo centro possa essere una scelta di vita.

Ma come e quando il centro dovrebbe ritornare ad essere residenziale e non solo commerciale?

Tra i vari appelli si è inserita l’ennesima calata di brache dell’amministrazione alla atavica cecità delle associazioni dei commercianti e l’apertura, pur se parziale e temporanea (dicono), della zona Ztl al traffico e al parcheggio privato. A questo si aggiungano una serie di scelte museali che, di per sé affascinanti come il museo della lingua italiana, sembrano tutte ignorare questi appelli. Ovviamente va bene, come fa il Sindaco, valorizzare al massimo quanto già c’è e chiamare il mondo a prenderne atto ed a contribuire ricordando sostegni del passato come quelli dell’alluvione del secolo scorso (1)… ma...

Il metodo utilizzato finora sembra non vada nella direzione del ripopolamento:
- i “fiorentini” dovrebbero tornare in centro perché possono accedervi con l’auto privata? In tutti i manuali di resistenza e proposta ambientale al primo posto c’è un punto imprescindibile: i mezzi privati (anche elettrici, ché a loro modo inquinano) vanno espulsi dalla mobilità urbana. L’unica alternativa sono i mezzi pubblici non inquinanti e la mobilità individuale ciclabile (senza i surrogati tipo bici elettriche o monopattini). Il Comune, invece, ha riaperto parte della ztl… e anche a tutti i tipi di mezzi inquinanti. Per quale motivo, altrimenti, si dovrebbe scegliere di vivere in un centro città tipo camera a gas o bloccato per il traffico e il rumore?

- i “fiorentini” dovrebbero ripopolare le case oggi vuote o trasformate in alberghi e affittacamere? A parte la disponibilità delle varie proprietà a capire che se non provvedono velocemente si ritroveranno con buchi economici drammatici più di quanto già lo sono ora, quali sono gli incentivi (non bonus…) per queste trasformazioni? Ci risulta che alcuni che hanno provato a farlo hanno già davanti a sé i muri di una burocrazia resa ancora più stupida ed inaccessibile grazie al lavoro a domicilio. C’è un piano dell’amministrazione in merito?

- i “fiorentini” che ripopolerebbero che offerta edilizia avrebbero? Per esempio, la popolazione è invecchiata e se prima abitare al terzo o quarto piano senza ascensore era una scelta a cui ci si sottoponeva per la bellezza e praticità del luogo urbano scelto, oggi questa scelta è sempre più difficile: in assoluto per i soggetti coinvolti e in generale perché farsi tre piani a piedi, magari con la spesa, è sempre più difficile. Cosa prevede il Comune per venire incontro a questa necessità?

- i “fiorentini” dove dovrebbero andare a fare la spesa? In quei mini-supermercati concepiti e realizzati ad hoc per i turisti che non ci sono più e che vendono prodotti limitati e a prezzi decisamente più alti di qualunque altro supermercato fuori del centro? Prima che i proprietari di questi super lo capiscano da soli, cosa fa il Comune per farglielo capire ed incentivarli? Siamo sicuri, per esempio, che un mercato che aveva il suo pregio come quello di San Lorenzo, debba continuare ad essere solo un mangificio per turisti (che ce ne sono meno) e che l’unico a servire il centro debba essere quello di Sant’Ambrogio?

- i “fiorentini” ripopolanti hanno anche dei figli che vanno a scuola. Sono sufficienti gli istituti già presenti nel centro, a maggior ragione se si considerano le mutate esigenze di spazi che la prevenzione covid-19 ci impone? Cosa fa il Comune in merito? Siamo sicuri che i tanti spazi vuoti che oggi ci sono in centro debbano essere utilizzati solo per le offerte museali e commerciali? Certo, dopo che sembra che in questi giorni, dopo 22 anni, si procederà alla costruzione della mitica uscita Isozaki degli Uffizi, qualunque cosa abbia a che fare con le infrastrutture fa venire i brividi…. Ma non si può invertire questa incapacità?

L’elenco che abbiamo scritto è solo una generica spruzzata, ce ne rendiamo conto. Ma metodo e contenuti potrebbero essere un punto di partenza.

NOTA
1 - anche se va considerato che questa volta la “alluvione” non c’è stata solo a Firenze, ma in tutto il mondo e non c’è da stupirsi o puntare tutto su un interesse che oggettivamente non può essere come nel 1966.
 
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