Sabato 6 giugno 2026
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Alta Velocità a Firenze. Il prezzo del people mover

Articolo · Stefano Fabbri ·
I treni muovono il mondo, ma i people mover hanno il potere, comprensibile, di muovere perplessità ed obiezioni. Come nel caso di quello ipotizzato a Firenze per collegare la nuova stazione dell’alta velocità con lo scalo di Santa Maria Novella. In effetti appare abbastanza poco convincente un nuovo, e costoso (da diversi punti di vista) mezzo di trasporto per collegare due stazioni che distano poco più di un chilometro l’una dall’altra, soprattutto se hanno binari di superficie — peraltro alleggeriti del traffico Av — che corrono a un tiro di schioppo dalla nuova stazione e arrivano direttamente in quella antica progettata da Michelucci. E ancor di più se la stessa tramvia copre un percorso parallelo separato da due fermate oltre a quelle di partenza e di arrivo. Più o meno stessa necessità di cambiare mezzo di trasporto, magari con bagagli al seguito. Ma ciò che (non) fa la differenza è che comunque anche il people mover non sarà gratuito, ma occorrerà pagare il biglietto per usarlo. Proprio come per la tramvia, che peraltro avrebbe una frequenza molto maggiore, o per salire su un trenino locale per i meno di cinque minuti necessari al percorso. La differenza vera la fa, quindi, prima di tutto il costo di qualche milione per realizzare il nuovo mezzo di trasporto. E poi anche quello ulteriore che i viaggiatori dovrebbero comunque sostenere, a qualsiasi sistema si affidino per raggiungere la stazione di Santa Maria Novella e viceversa. E forse non è solo per quella manciata di euro in più, ma a prevalere potrebbe essere il forte senso di fastidio per il fatto che il servizio per chi parte da Firenze e soprattutto per chi ci arriva non risulti così poi significativamente migliorato. D’altra parte apparirebbe ancora più palese che la realizzazione della nuova stazione e del sotto attraversamento che la raggiunge sia obiettivamente più a vantaggio dei tempi di chi Firenze la «salta» anziché dei viaggiatori che arrivano o partono dal capoluogo toscano.

Insomma, quella manciata di euro, potrebbero rischiare di essere il granello nell’ingranaggio e magari lasciare le casse del nuovo servizio al di sotto del livello di aspettativa.

D’altra parte un esempio non particolarmente incoraggiante è il people mover che collega la stazione di Pisa con l’aeroporto della città della Torre (dove si scorgono ancora i binari del treno che da Firenze arrivava in aerostazione): un mover non molto affollato di people da non sembrare così gettonato come era atteso. E questo nonostante sia sostanzialmente l’unico mezzo pubblico per raggiungere lo scalo «Galilei», a differenza delle alternative che potrebbe offrire il sistema di trasporto in quell’area di Firenze tra viale Redi e piazza Stazione. Insomma, se proprio people mover dovrà essere, sarebbe ragionevole che almeno ne sia gratuito l’uso. E cioè che quel nuovo braccio di collegamento si presenti davvero come servizio e non come una ulteriore gabella da pagare per il «privilegio» di salire o scendere dal treno nella stazione più nuova d’Italia.

(Pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 23/05/2025)

 
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