Analizzati i meccanismi biologici. Vivere e invecchiare bene
Esiste un organismo che ringiovanisce ripetutamente, divenendo biologicamente immortale: è la medusa Turritopsis dohrnii. Non è da noi, anche se il desiderio per i più si appaga sperando in altre vite poste in dimensioni diverse. Rimane, comunque, il desiderio di lasciare una traccia della propria esistenza, il che ha indotto gli esseri umani a erigere monumenti a memoria del proprio passato. Il ciclo vitale ha un percorso definito e la possibilità di rimuoverne la conclusione è illusoria. Possiamo, però, intervenire nelle varie fasi di vita, studiando i meccanismi biologici intermedi e cercando, per quanto possibile, di rallentarli.
Uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature, fornisce alcune risposte sui processi cellulari che influenzano l'invecchiamento e ha scoperto che i relativi meccanismi sono analoghi per l'uomo (Homo Sapiens), per i topi (Mus Musculus) e i ratti (Rattus norvegicus), per il moscerino della frutta (Drosophila melanogaster) e per i vermi (Caenorhabditis elegans).
L'invecchiamento compromette una vasta gamma di processi cellulari molti dei quali influenzano la qualità e la concentrazione delle proteine. La molecola nella quale sono inserite tutte le istruzioni necessarie a una cellula per sopravvivere e svolgere le proprie funzioni è il DNA, che viene letto, tradotto e trascritto dal RNA per effettuare la sintesi proteica. Nel tempo quella formidabile memoria subisce alterazioni accumulando errori durante la replicazione.
Per capire come l'invecchiamento influisca sulla trascrizione DNA-RNA, i ricercatori della Università di Colonia (Germania) hanno analizzato il patrimonio genetico dell'uomo, di topi e ratti, dei moscerini e dei vermi in periodi diversi della vita e hanno scoperto che la velocità di trascrizione aumentava con l'avanzare dell'età, era meno fedele e maggiormente soggetta ad errori in tutti e cinque gli organismi studiati. Precedenti ricerche avevano dimostrato che la limitazione della dieta e livelli ridotti di insulina potevano ritardare l'invecchiamento e allungare la vita in diverse specie animali. Collegare dieta e insulina alla diminuzione della velocità di trascrizione è stato il passo successivo che ha indotto i ricercatori a verificare che i meccanismi molecolari dell'invecchiamento sono simili tra organismi diversi e che rallentare la vecchiaia e prolungare la vita è possibile adottando adeguate misure preventive.
Alcune malattie (compresi i tumori) sono legate alle modifiche del processo di trascrizione DNA-RNA e per limitarle sono stati messi a punto farmaci che potrebbero essere utilizzati anche per rallentare i processi di invecchiamento.
Non si vivrà in eterno, certo, ma possiamo allungare la vita e, soprattutto, invecchiare meglio.
(Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 21 Aprile 2023)
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