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Auto inquinanti. la Commissione Ue indaga su Bmw, Daimler e Volkswagen
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Articolo di Redazione
18 settembre 2018 12:34
 
 L'industria automobilistica tedesca è nuovamente sotto indagine. Oggi martedì 18 settembre la Commissione europea ha annunciato l'apertura di un'indagine nei confronti di BMW, Daimler -produttrice delle Mercedes- e Volkswagen, compresi i suoi marchi Audi e Porsche. Bruxelles vuole sapere se dietro la facciata di buone intenzioni ambientali e intenti di modifiche di produzione che hanno seguito gli scandali degli ultimi anni, i grandi produttori tedeschi abbiano nascosto un comune accordo di non concorrenza nello sviluppo di tecnologie che permettono di ridurre le emissioni. "Se dimostrato, questo accordo potrebbe aver privato i consumatori della possibilità di acquistare le auto meno inquinanti, anche se la tecnologia era disponibile per i produttori", ha detto in una dichiarazione il Commissario europeo alla concorrenza Margrethe Vestager.

L'esecutivo della comunità si è concentrato su due tecnologie, un sistema che consente di ridurre le emissioni nocive di ossido di azoto nei veicoli diesel e un filtro che ridurrebbe le particelle inquinanti nelle auto a benzina. Nel mese di ottobre 2017, gli ispettori comunitari si sono presentati a sorpresa presso la sede dei cinque principali produttori tedeschi per cercare le prove di questo schema comune per non accelerare lo sviluppo di sistemi che fanno veicoli più puliti, ma finora nessuna accusa è stata formalizzata, solo indicazioni.

Sotto i riflettori ci sono diversi incontri, in cui i capi delle aziende affrontato la questione delle emissioni di gas nocivi nell’atmosfera, il problema più grosso per i produttori da tre anni a questa parte, senza dimenticare i dispositivi della Volkswagen usati per falsificare i dati reali delle particelle.

Se questi incontri si dimostrassero un freno all'investimento in tecnologie pulite o alla loro applicazione nei veicoli, i marchi rischiano una sanzione economica. Le norme europee sulla concorrenza vietano la creazione di qualsiasi cartello che danneggi i consumatori, non solo nel settore dei prezzi, ma anche nella manipolazione di strumenti tecnologici a beneficio delle imprese.

Non solo. In un settore dove quando piove diluvia, gli abusi porrebbero ancora una volta l'antico orgoglio della Germania in una posizione difficile di fronte all’opinione pubblica, in un momento in cui le amministrazioni pubbliche semplificano le leggi sulla data di scadenza per la circolazione di auto diesel sulle strade europee.
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