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La Bestia - attentato alla democrazia
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Articolo di Annapaola Laldi
17 gennaio 2020 11:57
 
 Sono in ritardo con questa denuncia, è fuori discussione. E non ne capisco il motivo, perché l’aggressione della Bestia salviniana contro tutte le persone che contestano il suo padrone dura ormai da parecchio tempo. Troppo tempo.
La gogna mediatica di questa struttura incivile e antidemocratica (che è stata pagata anche coi soldi di tutti gli italiani, quando il suo padrone era ministro – vedere “Qui finanza” dell’11 gennaio) ha già colpito centinaia di persone, tra cui mi pare siano più numerose le donne, anche minorenni,  così come anche persone con degli handicap, che hanno osato esprimere la loro contrarietà con questo signore che aspira a diventare il padrone dell’Italia.
L’effetto sinistro, oltre alla pubblicizzazione delle loro immagini ben oltre il confine, pur sempre limitato, di una manifestazione, è ogni volta che su tali persone si riversano ondate maleodoranti di commenti offensivi, di espressioni raccapriccianti di malevolenza, fino ad augurare proprio la violenza anche fisica (e per le donne non ci vuole fantasia a capire qual è).
 
Ora, finalmente, dopo l’ennesimo ignobile attacco a una persona che ha creduto nella libertà di espressione, sancita dall’articolo 21 della nostra Costituzione (di cui trascrivo solo il primo comma: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”), mi sono resa conto di ciò che davvero è in gioco, se si lascia libera la Bestia salviniana di azzannare chi le pare.
L’aggressione mediatica al giovane di 21 anni, che un paio di giorni fa ha espresso in modo civilissimo e argomentato il suo punto di vista nella manifestazione delle Sardine a San Pietro in Casale, perpetrata con la manipolazione del video del discorso in modo che risaltassero le difficoltà (poche in verità) del suo eloquio, mi ha dato una salutare sferzata.
Ho fatto due considerazioni, e la prima ha gettato luce sul pericolo che stiamo correndo.
Mi sono detta, infatti: “Ma che coraggio questi giovani che si espongono su un palco …”.
Già, che coraggio! Che non è solo quello di manifestare ciò che si pensa e ciò in cui si crede a quel pubblico che possiamo avere davanti. No. C’è anche il coraggio di andare incontro, magari senza pensarci, a quella gogna mediatica, possesso di un Ego ipertrofico, che è sempre pronta a colpire, come ormai sappiamo a causa di una infinità di prove provate.
E, subito, ecco il secondo pensiero: queste persone, spesso giovani o giovanissime, non si lasciano intimorire dalla Bestiaccia, e se ne manifestano sempre di nuove, attuando una forma nuova di Resistenza che si nutre di amore per la cultura, di ragionamento, di ragionevolezza. Tutte caratteristiche agli antipodi della violenza che urla e minaccia solo perché il cervello che la concepisce è  drammaticamente o vuoto o ottenebrato.
Da questo coraggio di persone sempre nuove si potrebbe dedurre che la Bestia salviniana non sia vincente, perché non svolge quello che, a mio avviso, è (stato) da sempre il suo scopo: cioè quello di scoraggiare chi si esprime contro il suo padrone, mandando il chiaro messaggio: “Se tu ti azzardi, ti distruggo”.
Ma anche di fronte a questa, che potrebbe sembrare una sconfitta annunciata, ritengo che sia venuto il momento (sempre con ritardo, lo sottolineo) di mettere un argine, chiaro e deciso, all’attività di questo sito (e di eventuali altri simili), proprio perché ne va di mezzo l’esercizio della democrazia nel nostro Paese.
Per una persona che, magari senza rendersene conto, sfida la Bestia, quante ce ne sono che, al contrario, si chiudono in se stesse, si fanno piccole piccole e si assoggettano all’andazzo, e magari la loro rabbia la vanno a sfogare proprio su chi dimostra loro che si può essere liberi? Molte fobie, infatti, nascono proprio da una sorta di invidia per chi ci sembra abbia più coraggio di noi.
Quindi, non è possibile escludere che la Bestia operi una censura preventiva, spingendo tanti a tacere o ad adeguarsi. Una cosa insopportabile in una democrazia degna di questo nome.
Ecco. Trovo che ci sia l’urgente necessità che si intervenga a livello legislativo su quei social che hanno come scopo primario, se non unico, di gettare fango contro chi non la pensa come i loro capi, di mettere alla gogna chi osa criticarli, di aizzare la folla dei seguaci a sbranare i dissenzienti, insomma, a istigare alla violenza - tutte cose che non hanno niente a che vedere con la libertà di espressione, sancita dall'articolo 21 della nostra Costituzione.
La via maestra mi pare sia quella di equiparare la violenza mediatica alla violenza fisica.
Infatti, i danni che la violenza mediatica può fare direttamente, infangando il buon nome delle persone e spingendole, a volte, al suicidio, o anche per interposta persona, istigando qualcuno proprio a compiere atti violenti fisici, sono oltremodo devastanti e possono lasciare ferite di gravissima entità.
Alla Legge sul Cyberbullismo, che tutela i minorenni, sia dunque accompagnata una legge sorella a tutela dell’integrità fisica e psichica di ciascuna persona, anche maggiorenne.
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