Brasile. Rael e il deputato gaúcho
''Il Brasile e' un paese aperto, al contrario degli Stati Uniti, che sono governati da un pazzo'', parola di Rael, al secolo Claude Vorilhon, fondatore, padre spirituale e guida del movimento dei raeliani. L'affermazione, forse fatta per ingraziarsi il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, rientrava nell'ambito del viaggio in Brasile che Vorilhon accompagnato da Brigitte Boisselier, presidente di Clonaid hanno realizzato nei giorni scorsi. Nonostante tutto, pare che Lula non abbia incontrato i due, e non abbia ceduto alle lusinghe raeliane e alle promesse di dollari freschi e sonanti che sarebbero potuti arrivare al suo Paese se avesse seguito i consigli di "Sua Santita' Rael", cioe' modificare la legislazione in tema di divieto di clonazione. Un laboratorio per la clonazione, un albergo di lusso e un bel numero di ricconi del pianeta pronti a farsi clonare e a spendere una fortuna.Ma la Legge di Biosicurezza, la 8.974 del 1995 proibisce la clonazione umana, la manipolazione genetica delle cellule germinali umane, e sono permessi interventi sul materiale genetico solo per trattare malattie e sotto rigidi principi etici.
Il primo appuntamento di Claude Vorilhon e Brigitte Boisselier e' una conferenza stampa in un Hotel a San Paolo il 24 marzo. I giornalisti, una sessantina, vengono perquisiti, la spiegazione: "siamo in Brasile". Poi, tutti a sedere: "tra tre minuti Sua Santita' arrivera' e chi vuole sistemare il registratore lo faccia ora". Dopo il suo ingresso nessuno potra' piu' uscire. Le cronache dei giornali brasiliani ce lo raccontano con il suo abbigliamento "bianco-scintillante-futurista" e con alcuni titoli potremmo riassumere e liquidare il viaggio, in cui hanno mostrato anche la foto di un bebe' appena nato, spacciandola come una prova della clonazione. "I raeliani parlano, parlano, ma non provano la clonazione" (Jornal da Tarde, 25-3-3), "I raeliani vogliono un laboratorio per congelare le cellule in Brasile" (Jornal do Brasil, 25-3-3), "Il Brasile nelle mire dei raeliani" (O Globo, 25-3-3) "Ne' Pele' ne' Ronalndinho: clonerei solo Ayrton Senna" (Jornal da Tarde, 23-3-3), "I raeliani vogliono creare un ventre artificiale per la clonazione" (Jornal do Brasil, 27-3-3), "Rael vuole vendere i libri. Ma attira solo i curiosi" (Jornal da Tarde, 24-3-3).
La visita di Rael e' stata pero', anche se in minima parte, l'occasione per riaprire un dibattito sulla clonazione e sulla legislazione brasiliana. Cosi' si viene a sapere che il deputato Giovani Cherini (deputato dello Stato del Rio Grande do Sul del Pdt, Partito Democratico dei Lavoratori, sito Internet: clicca qui) sta lavorando perche' nel parlamento del Rio Grande do Sul si apra un dibattito sulla clonazione umana. "L'idea di base del parlamentare -come si legge in un suo comunicato- e' quella di dotare la societa' gaúcha di due strumenti giuridici per la conoscenza, la discussione e la presa di decisioni relative a questioni sempre piu' complesse e controverse, che hanno a che vedere con la nostra stessa vita e con la vita del pianeta. Le maggiori autorita' in questione, nazionali e internazionali, religiose o scientifiche, tecniche o artistiche, saranno invitate a dare il loro contributo, a portare le loro argomentazioni, numeri, credenze e visioni che permettano ai gaúchos di prendere una posizione nella materia ". In pratica propone la creazione di una commissione per discutere vari temi legati all'ingegneria genetica, dalla clonazione alla biopirateria. Questa "Commissione Speciale di Bioetica" secondo il progetto di Cherini avra' 120 giorni di tempo per raccogliere le informazioni e necessarie e arrivare ad una conclusione. "Se arriveremo alla conclusione che e' buona", la clonazione potra' essere approvata da questo Parlamento, ha sottolineato Cherini.
Ma Cherini era il promotore di una conferenza di Rael nei locali dell'assemblea legislativa di Porto Alegre. Conferenza che Rael non ha tenuto: "Sua Santita'" non pronuncia discorsi per un pubblico inferiore a 500 persone. A Porto Alegre erano una cinquantina.
Non tutto il male viene per nuocere, deputato Cherini, vada pure avanti senza Rael!
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti