Brasile. Rio de Janeiro: giustiziato il direttore del carcere Bangu III, e la storia di Marcinho VP
Il direttore del carcere Bangu III, Abel Silvério de Aguiar, e' stato giustiziato ieri notte con piu' di dieci colpi di arma da fuoco nell'Avenida Brasil, nelle vicinanze del complesso penitenziario. Il crimine e' avvenuto 13 giorni dopo l'assassinio del coordinatore della sicurezza del complesso di Bangu, Paulo Roberto Rocha, stesso posto e, all'incirca, allo stesso orario.
Il segretario dell'Amministrazione Penitenziaria, Astério Pereira dos Santos, ha denunciato che il direttore di Bangu III aveva ricevuto minacce di morte: "questa e' una cosa che fa parte della professione, ma confesso di esserne molto choccato. Era stato minacciato, ma non aveva chiesto la scorta. Abel non credeva fondate quelle minacce". "Non siamo liberi dalla codardia dei banditi, due attentati ideati dalla popolazione carceraria. Nonostante il blocco dei telefoni cellulari, loro comunicano attraversi parenti e avvocati", ha aggiunto Astério Pereira dos Santos.
Ma le due morti, che sono sicuramente collegate tra loro, hanno probabilmente un ulteriore collegamento: l'assassinio la settimana scorsa di Marcinho VP, Marcio Amaro de Oliveira, uno tra i piu' noti narcotrafficanti carioca, del Morro di Dona Marta, a Botafogo. Marcinho era stato trovato strangolato in un patio del penitenziario diretto da Abel Silvério de Aguiar, Bangu III.
Nel 1996, quando Marcinho VP era gia' a capo del traffico nel morro (collina) di Dona Marta da un anno, era salito agli onori delle cronache per avere trattato, e poi autorizzato, la realizzazione di un videoclip di Michael Jackson per le strade della favela. Alla vigilia del video Marcinho VP rilascio' un'intervista di due ore a diversi giornalisti circondato dai suoi uomini della sicurezza armati di mitragliatrici. "Io non bevo, non fumo e non sniffo. Il mio unico vizio e' uccidere, ma uccido solo quelli che meritano di morire", aveva confessato freddamente ai giornalisti, che poi minaccio': "staro' molto attento con quello che pubblicherete nei giornali. Scopriro' i vostri indirizzi".
Nell'intervista era stato anche molto strafottente nei confronti della polizia sostenendo che il 90% dei poliziotti non era in grado di fare il loro lavoro. L'allora governatore Marcello Alencar aveva replicato che la sua cattura diventava una questione d'onore, e una settimana dopo la registrazione del videoclip, nel febbraio, venne catturato.
Ad ottobre, grazie ad un assalto alla prigione, Marcinho VP, venne liberato. Poi l'esilio in Cile e Argentina, ma aveva nuovamente fatto parlare di se' all'inizio del 2002 quando il documentarista Joâo Moreira Salles aveva rivelato a "Globo" di avere dato una sorta di stipendio mensile di 1.200 real (poco piu' di 350 euro) perche' lasciasse il narcotraffico e scrivesse un libro sulla sua vita. Joâo Moreira Salles aveva conosciuto il Marcinho VP durante le riprese del video "Notizie di una guerra particolare" che aveva registrato con il fratello Walter Salles e Katia Lund. Cinque ore di registrazioni per spiegare la violenza carioca dal punto di vista dei trafficanti, dei poliziotti e degli abitanti. Le dichiarazioni di Marcinho non furono utilizzate per la versione definitiva del documentario, ma erano interessanti per il suo modo di presentarsi come una sorta di Robin Hood con la sua teoria del "movimento sociale rivoluzionario" per la difesa dei cittadini delle favelas. "Ho il potere quasi totale all'interno del morro. Ho il potere di uccidere una persona. Il potere che ho io esiste in almeno 400 favelas di Rio. Esistono almeno 400 persone uguali a me", aveva detto in quell'intervista in cui denunciava anche la violenza della Polizia.
La scoperta della relazione economica tra il documentarista e il narcotrafficante fini' in tribunale, tre le accuse: creazione di un gruppo criminale, coinvolgimento con il narcotraffico e favoreggiamento personale. Le prime due erano decadute per mancanza di prove, per la terza Joâo Moreira Salles e' stato in affidamento ai servizi sociali oltre ad avere dovuto pagare una multa di 7.400 real (quasi 2 .200 euro) in beneficenza dell'Associazione Brasiliana di Riabilitazione. Poco dopo Marcinho venne arrestato e immediatamente trasferito a Brasilia per deporre alla Commissione d'inchiesta sul Narcotraffico. Davanti ai deputati racconto' una storia ideologica a difesa dei poveri e dei banditi di Rio de Janeiro.
La settimana scorsa e' stato trovato strangolato a Bangu III, una settimana dopo il direttore del carcere aveva deposto sulla sua morte e dopo neppure 24 ore e' stato giustiziato.
Il segretario dell'Amministrazione Penitenziaria, Astério Pereira dos Santos, ha denunciato che il direttore di Bangu III aveva ricevuto minacce di morte: "questa e' una cosa che fa parte della professione, ma confesso di esserne molto choccato. Era stato minacciato, ma non aveva chiesto la scorta. Abel non credeva fondate quelle minacce". "Non siamo liberi dalla codardia dei banditi, due attentati ideati dalla popolazione carceraria. Nonostante il blocco dei telefoni cellulari, loro comunicano attraversi parenti e avvocati", ha aggiunto Astério Pereira dos Santos.
Ma le due morti, che sono sicuramente collegate tra loro, hanno probabilmente un ulteriore collegamento: l'assassinio la settimana scorsa di Marcinho VP, Marcio Amaro de Oliveira, uno tra i piu' noti narcotrafficanti carioca, del Morro di Dona Marta, a Botafogo. Marcinho era stato trovato strangolato in un patio del penitenziario diretto da Abel Silvério de Aguiar, Bangu III.
Nel 1996, quando Marcinho VP era gia' a capo del traffico nel morro (collina) di Dona Marta da un anno, era salito agli onori delle cronache per avere trattato, e poi autorizzato, la realizzazione di un videoclip di Michael Jackson per le strade della favela. Alla vigilia del video Marcinho VP rilascio' un'intervista di due ore a diversi giornalisti circondato dai suoi uomini della sicurezza armati di mitragliatrici. "Io non bevo, non fumo e non sniffo. Il mio unico vizio e' uccidere, ma uccido solo quelli che meritano di morire", aveva confessato freddamente ai giornalisti, che poi minaccio': "staro' molto attento con quello che pubblicherete nei giornali. Scopriro' i vostri indirizzi".
Nell'intervista era stato anche molto strafottente nei confronti della polizia sostenendo che il 90% dei poliziotti non era in grado di fare il loro lavoro. L'allora governatore Marcello Alencar aveva replicato che la sua cattura diventava una questione d'onore, e una settimana dopo la registrazione del videoclip, nel febbraio, venne catturato.
Ad ottobre, grazie ad un assalto alla prigione, Marcinho VP, venne liberato. Poi l'esilio in Cile e Argentina, ma aveva nuovamente fatto parlare di se' all'inizio del 2002 quando il documentarista Joâo Moreira Salles aveva rivelato a "Globo" di avere dato una sorta di stipendio mensile di 1.200 real (poco piu' di 350 euro) perche' lasciasse il narcotraffico e scrivesse un libro sulla sua vita. Joâo Moreira Salles aveva conosciuto il Marcinho VP durante le riprese del video "Notizie di una guerra particolare" che aveva registrato con il fratello Walter Salles e Katia Lund. Cinque ore di registrazioni per spiegare la violenza carioca dal punto di vista dei trafficanti, dei poliziotti e degli abitanti. Le dichiarazioni di Marcinho non furono utilizzate per la versione definitiva del documentario, ma erano interessanti per il suo modo di presentarsi come una sorta di Robin Hood con la sua teoria del "movimento sociale rivoluzionario" per la difesa dei cittadini delle favelas. "Ho il potere quasi totale all'interno del morro. Ho il potere di uccidere una persona. Il potere che ho io esiste in almeno 400 favelas di Rio. Esistono almeno 400 persone uguali a me", aveva detto in quell'intervista in cui denunciava anche la violenza della Polizia.
La scoperta della relazione economica tra il documentarista e il narcotrafficante fini' in tribunale, tre le accuse: creazione di un gruppo criminale, coinvolgimento con il narcotraffico e favoreggiamento personale. Le prime due erano decadute per mancanza di prove, per la terza Joâo Moreira Salles e' stato in affidamento ai servizi sociali oltre ad avere dovuto pagare una multa di 7.400 real (quasi 2 .200 euro) in beneficenza dell'Associazione Brasiliana di Riabilitazione. Poco dopo Marcinho venne arrestato e immediatamente trasferito a Brasilia per deporre alla Commissione d'inchiesta sul Narcotraffico. Davanti ai deputati racconto' una storia ideologica a difesa dei poveri e dei banditi di Rio de Janeiro.
La settimana scorsa e' stato trovato strangolato a Bangu III, una settimana dopo il direttore del carcere aveva deposto sulla sua morte e dopo neppure 24 ore e' stato giustiziato.
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