Giovedì 4 giugno 2026
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Brasile. Rio de Janeiro: Operazione Sicurezza e Pace

Articolo · Donatella Poretti ·
Si chiama "Operazione Sicurezza e Pace", durera' 30 giorni e vedra' coinvolti 1.080 poliziotti militari, 244 civili distribuiti in 21 favelas di Rio de Janeiro, 24 ore su 24. La megaoperazione ideata dal segretario alla Pubblica Sicurezza dello Stato, Anthony Garotinho dovrebbe porre fine al traffico di droghe e alla criminalita'. "Da qui a trenta giorni, il cerchio della polizia si chiudera' e entrera' in campo una operazione tattica che beneficera' delle informazioni che vengono raccolte nelle comunita'. I poliziotti allora sapranno chi prendere", ha spiegato Garotinho a Radio Carioca. E ancora: "i poliziotti stanno garantendo l'accesso della popolazione senza che questa venga disturbata dai trafficanti e o che si trasformi in bersaglio per qualche proiettile vagante". Le favelas in questo arco di tempo verranno anche fotografate e mappate.
Una iniziativa di dubbia efficacia per combattere la criminalita': cosi' e' stata etichettata da alcuni specialisti in pubblica sicurezza sentiti oggi dal maggior quotidiano di Rio O Globo. La polizia impiegata nelle aree di accesso ai diversi punti dello spaccio possono inibire il consumo, ma a medio e lungo termine, la misura' dara' pochi risultati, a meno che lo Stato non offra altri servizi per gli abitanti di queste zone in mano ai trafficanti. Senza interventi di tipo sociale, i trafficanti manterranno intatto il loro potere.
Il politologo João Trajano, professore del Laboratorio di Analisi della Violenza dell'Universita' di Rio de Janeiro, Uerj, e' uno dei piu' critici dell'operazione: "Una iniziativa come questa deve essere accompagnata da altre del potere pubblico, non solo nell'area della sicurezza". Il presidente dell'Associazione dei Delegati (della Polizia), Wladimir Reale, ha detto che per i poliziotti, lavorare fuori dalle loro giurisdizioni gli rende piu' difficile il lavoro di investigazione, e potrebbero percio' avere poca efficacia nella repressione: "proibire l'uso delle droghe e' un bene. Ma, in questa maniera, l'efficacia sara' ridotta. Un poliziotto ha bisogno di tempo per sapere dove sono i punti di rivendita, chi sono i criminali, le zone di accesso e quelle di fuga". Ma quella di utilizzare i poliziotti di altre zone fa parte del piano Garotinho per evitare che questi siano corrotti e al soldo dei trafficanti delle zone, o comunque conniventi. Per il sociologo Ignacio Cano, dell'Uerj, la nuova tattica e' gia' un passo avanti rispetto alle occupazioni fatte durante gli ultimi anni dalla polizia nelle favelas. Cano ritiene che l'operazione avra' un successo, andando a colpire economicamente i trafficanti, ma a breve termine. Per il sociologo, infatti, l'ideale sarebbe che la polizia restasse fissa nelle zone piu' a rischio. Per André Fernandez, direttore dell'Ong Casa de Cidadania, il merito dell'azione sara' quello di impedire l'acquisto della droga, pur sottolineando che la priorita' e' comunque quella di dare migliori condizioni di vita agli abitanti.
Il primo giorno dell'operazione sono stati registrati scontri tra poliziotti e trafficanti nelle favelas di Mangueira, Nova Holanda, Complexo do Alemão, Morro dos Macacos e Manguinhos, in quest'ultima lo scontro a fuoco e' durato oltre 40 minuti dopo l'arrivo di 15 trafficanti armati che hanno aperto il fuoco sulle forze di sicurezza, in un altro episodio un poliziotto e' rimasto ferito.
Secondo dati resi noti dalla Polizia Civile, il traffico di droghe delle principali favelas carioca muove un giro di denaro che e' di oltre 290 milioni Usd all'anno.
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