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Cannabis terapeutica. L'importanza dell'Africa per l'approvvigionamento
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Articolo di Redazione
18 luglio 2019 9:45
 
Non sembra esserci un limite alla domanda di cannabis del nuovo mercato in Europa, coi coltivatori nei luoghi più sperduti che annunciano sempre nuove offerte. Indipendentemente dal fatto che l'Europa stia entrando ora nel mercato della produzione di cannabis - dal Portogallo e dalla Spagna fino all'Est, ci sono segnali sul fatto che i distributori stiano guardando molto più lontano.
Ad esempio, uno dei maggiori operatori legali del Lesotho (un piccolo Paese circondato dal Sud Africa) ha appena autorizzato l’espansione fino a 200 ettari per la coltivazione. E i coltivatori, ormai legali, hanno manifestato le loro intenzioni di coltivare all'aperto dopo il 2019. Le prime licenze stanno cominciando ad arrivare.
L'Africa, in particolare la punta meridionale del continente, sta sviluppando due mercati importanti: l’esportazione in Europa (un percorso esistente da diverso tempo per altri beni di un certo valore) e, naturalmente, il commercio all’interno del proprio continente. L’Africa è alla ricerca di modi e metodi per entrare nel nuovo mercato di queste materie prime in ambito urbano.
Ma come si aggiungerà questo mercato, in particolare verso l’Europa, alle esportazioni sudamericane che avranno un percorso privilegiato in questa direzione?
Diventare un punto di riferimento per la concorrenza è nella natura dell’Europa
La sfida commerciale sempre maggiore in materia, grazie anche ai vari incontri della ICBC (International Cannabis Business Conference) che si tengono in tutto il mondo, è se il Canada continuerà a mantenere il proprio primato nell'industria globale della cannabis.
Con i nuovi mercati che si aprono in Australia, Africa e Sud America, è chiaro che la cannabis a basso costo prodotta in grandi quantità sta diffondendosi velocemente online. E mentre alcune delle più grandi aziende canadesi hanno già stabilito punti di riferimento, se non vere e proprie partnership strategiche, nei mercati in apertura (vedi gli Stati Uniti), c'è chiaramente spazio per una concorrenza.
Un obiettivo che si cerca di raggiungere fin dal 2017 è che i sistemi sanitari nazionali in Europa (incluso il Regno Unito), che continuano ad acquistare cannabis a prezzi molto alti, comincino (e in parte già lo fanno) ad importare il prodotto per uso medico a prezzi più bassi dal Canada.
Ciò significa, per la stragrande maggioranza dei pazienti di cannabis terapeutica, che l'unica strada accessibile è che si trovino produttori a basso costo, disposti a vendere nei loro mercati a prezzi legali che battano il mercato illegale (che i pazienti possono comunque permettersi).
E questi produttori, sempre più spesso, vengono dall'Africa.

(articolo di Marguerite Arnold, pubblicato sulla rivista della ICBC – International Cannabis Business Conference – del 17/07/2019)
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