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Carne da macello e trasporto ‘dolce’. L’ipocrisia che si fa legge?
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Articolo di Redazione
24 gennaio 2022 10:55
 
Il Parlamento europeo ha preparato alcune raccomandazioni per “migliorare” il trasporto degli animali da macellare. La Commissione europea, tramite la commissaria alla Salute e Sicurezza Alimentare, Stella Kyriakide, si è impegnata a rivedere lo specifico regolamento in vigore entro la fine del 2023, se non prima.
La durata dei viaggi verso il macello non dovrebbe andare oltre otto ore (quattro per gli esemplari gravidi in fase finale), vietato trasferire cuccioli con meno di quattro settimane di età, salvo spostamenti di meno di 50 Km da parte degli allevatori. Stiamo parlando di un miliardo e mezzo di bovini, suini, pollame, ovini, caprini ed equini ogni anno (1), che spesso vengono trasportati in temperature sotto 5 o sopra 30 gradi, con poco cibo, acqua e riposo, in spazzi angusti e sovraffollati, operazioni di carico e scarico “bestiali”. Un regolamento europeo disciplina questo trasporto (2), ma le raccomandazioni del Parlamento lo ritengono inefficace (3).

Stiamo scrivendo di uno dei pilastri della nostra cultura e della nostra salute, il consumo di carne. Messo in discussione da diverse scelte alimentari (vegane e vegetariane le più note), consumo che oggi coinvolge 30 milioni di posti di lavoro e dove, da parte degli addetti al settore, pena sopravvivenza, non si va molto per il sottile, financo con interrogazioni parlamentari che chiedono conto alla Commissione su finanziamenti ai produttori di carne sintetica (4), prodotto che in teoria (per la pratica crediamo ci voglia ancora tempo) potrebbe sostituire la carne animale: una rivoluzione che si è minimalisti paragonandola al passaggio dai trasporti a trazione animale a quelli con motore a scoppio.

Un contesto in cui è bene porci domande e ragionare per andare oltre.
1 – Noi carnivori/onnivori abbiamo mai visitato un macello?
2 – Quando educhiamo i figli, in un mondo armonioso di rapporti con gli animali di ogni tipo, con un’alimentazione onnivora, abbiamo mai pensato di portarli a visitare un macello?
3 – La sensibilità umana ed ecologica che ci porta a considerare l’opportunità di un equilibrio tra tutte le specie, l’abbiamo considerata anche in virtù di un un mondo che, a differenza di qualche secolo fa, può vivere senza carne animale, pur ispirandosi ad essa per l’uso di prodotti come la cosiddetta carne sintetica, i legumi, e (nella versione non vegana - 5) prodotti di derivazione animale che non comportino l’uccisione degli stessi?
4 – come reagiamo ai regolamenti di trasporto di cui sopra e quelli “migliori” che dicono di voler fare, sapendo che si tratta di trasporti cui poi i trasportati finiscono nei macelli? Come accade lì dove la pena di morte degli umani è ancora in vigore, ci sentiamo più sereni con una “umanizzazione” dell’esecuzione?
5 – quanto siamo ipocriti o “distratti”?

Domande a cui rispondere non è semplice, anche per i più radicali di noi,.. Ché si rimettono in discussione modelli umani, economici e sociali…. Che con lunga visione non annienterebbero il genere umano. Anzi.


Note
1 - https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-9-2021-0350_IT.html
2 - https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32005R0001
3 - «Il regolamento ha dato prova di essere inadeguato. Le norme in vigore sono già morbide e in più non vengono applicate: mancano i controlli dei veterinari e molto spesso i giornali di viaggio che i trasportatori devono obbligatoriamente avere con sé sono pre-compilati. Praticamente è il far-west», dice a Linkiesta Eleonora Evi, eurodeputata di Europa Verde e membro della commissione Anit. «Le autorità nazionali deputate ai controlli non li effettuano e anche chi trasgredisce non viene sanzionato. La Commissione europea dovrebbe intervenire con procedure d’infrazione contro quei Paesi dove ciò accade, inclusa l’Italia».
* https://www.eurogroupforanimals.org/files/eurogroupforanimals/2021-01/2020_01_27_efa_transport_white_paper_0.pdf
* https://www.endthecageage.eu/
4 - https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2021-005095_IT.pdf
5 – questione articolata e che - per chi scrive - si sustanzia nel fatto che anche per dare la vita ad esseri umani, questi ultimi usano parti del proprio organismo senza per questo comprometterlo, anzi.
 
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