I cartelli messicani della droga alla conquista dell'Asia
I cartelli messicani hanno ampliato negli ultimi anni le proprie operazioni in Asia. Lo sviluppo economico di questa regione del mondo e' visto come una nuova opportunita' per i cartelli nazionali, sia per la vendita di metamfetamine che di cocaina.“Una significativa quantita' di metamfetamine si produce in Asia, ma questo non significa che questa produzione sia sufficiente per il mercato, ed e' per questo che arriva il traffico internazionale”, dice Tun Nay Soe, coordinatore in Asia dell'ufficio Onu sulle droghe (UNODC).
“Abbiamo dimostrato che i cartelli messicani stanno sviluppando il proprio business di traffico di droghe in Asia, Cina inclusa”, conferma Zhang Yong-an, professore all'Universita' di Shanghai e direttore del centro David F.Musto di Studio sulle Politiche della Droga.
Solo in Cina, l'uso di droghe sintetiche, dal 2008, quando era praticamente inesistente, nel 2012 rappresenta il 40% delle droghe usate da tutti i consumatori.
I carichi di anfetamine che partono dal Messico in genere arrivano nei porti del Giappone, Corea del Sud e Hong Kong, da cui poi vengono trasferiti in altri Paesi.
Nel 2010, il 4% dei voli dove sono state scoperte anfetamine negli aeroporti del Giappone, proveniva dal Messico.
Non solo, ma i cartelli, oltre ad importare droghe sintetiche nella regione, hanno cominciato li' a produrla in Paesi come Malaysia e Filippine. “I messicani hanno molti mezzi, per cui quando vengono non lo fanno per creare piccoli laboratori, ma costruiscono grandi fabbriche”, spiega Tun Nay Soe.
Lo scorso agosto, il Tribunale di Appello della Malaysia ha ratificato la condanna a morte per i tre fratelli Gonzales Villareal, originari dello Stato di Sinaloa e detenuti li' dal 2008, dopo un'operazione di polizia che aveva porrtato al sequestro di 28 chili di anfetamine e 15 milioni di dollari, oltre che l'arresto anche di un malese e un cittadino di Singapore.
I cartelli inoltre portano nella regione anche cocaina, una droga comunque marginale per questo continente e che sta perdendo terreno in America ed Europa. “Motivo per cui -secondo Tun Nay Soe- hanno bisogno di nuovi mercati e puntano all'est dell'Asia, a Paesi ricchi come Giappone, Corea del Sud e anche Cina”.
Gli esperti temono che la crescente classe media asiatica stia sviluppando nuovi riferimenti sociali di intrattenimento e svago che sono facilmente associati all'uso della cocaina.
In Asia, la droga per eccellenza e' l'oppio (soprattutto nella sua forma di eroina), e anche in questo mercato i cartelli messicani cercano di entrare.
I cartelli hanno stabilito rapporti con gruppi criminali in Afghanistan, dove si produce il 90% dell'oppio che poi circola in tutto il mondo, con cui collaborano per portare le loro merci fino in Usa. “Per i cartelli, introdurre l'eroina afghana nei mercati di Usa e Canada, e' un grosso introito economico”, dice Zhang Yong-an.
Normalmente, quanto piu' lontani sono i consumatori dal luogo di produzione, i benefici economici sono maggiori. E per questo che i cartelli messicani sono interessati a vendere cocaina in Asia, dove i prezzi attualmente sono molto elevati.
I consumatori di droghe del continente asiatico preferiscono oppiacei ed anfetamine.
Consumatori asiatici / Resto del mondo
droghe illegali: 40% / 60%
oppiacei: 60% / 40%
anfetamine: 45% / 55%
cocaina: 8% / 92%
In Cina il consumo di anfetamine e' aumentato del 10% negli ultimi due anni. La Cina ha due milioni di consumatori di droghe, i piu' numerosi in Asia.
(da un articolo di Daniel Méndez , pubblicato sul quotidiano El Norte del 20/10/2013)
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