Che ne è della Hypo Bank e dei suoi prodotti? Cosa ne sa il consumatore? Un caso di nebbia informativa
Centinaia, se non migliaia di leasing definiti come ‘dopati’, ovvero con tassi di interessi ben superiori a quelli pattuiti: dopo una segnalazione fatta ad una famosa trasmissione Tv e ad una maxi-inchiesta partita e condotta dalla Procura e dalla Guardia di Finanza di Udine, nel giugno scorso sono stati notificati cinque avvisi di garanzia a 5 dirigenti (l’ex DG, tre vice direttori ed il responsabile dell’Area legale) della “Hypo Alpe Adria Bank SpA”, con accuse che comprendono usura, truffa aggravata ed associazione a delinquere. Gli accusati avrebbero costruito un sistema tale da produrre a favore della Banca introiti illegittimi per circa 30 milioni di euro, derivanti dall’incameramento di interessi di molto superiori a quelli pattuiti, in migliaia di contratti di leasing stipulati con altrettanti ignari consumatori.Nell’attesa di ricevere ulteriori notizie sulle indagini, tuttavia, il pubblico dei consumatori quali notizie ha di ciò che è stato denunciato e dei possibili rischi insiti nei prodotti di cui è già in possesso, ovvero che potrebbe ancora acquistare?
Al di là delle notizie giornalistiche (che, a partire da quella dell’invio degli avvisi di garanzia, non hanno dato più aggiornamenti sulla vicenda), apparse peraltro su giornali di distribuzione prevalentemente locale, siamo andati a controllare il sito internet della Banca ed abbiamo trovato una serie di sorprese.
Prima: la Banca si definisce un “istituto di credito di diritto italiano”, ma per avere notizie sul ‘Gruppo’, al di là delle pochissime ed insufficienti righe già presenti, si deve linkare ad una pagina web che è solo, ed esclusivamente, in lingua tedesca o inglese, dettaglio che non appare propriamente corretto per un istituto che si professa come ‘italiano’.
Seconda: sul sito (sia quello italiano, che quello tedesco/inglese) della Banca, non viene data notizia alcuna dell’indagine e dell’operazione condotta dalla Procura e dalla Guarda di Finanza friulane. Anche questo aspetto appare quantomeno ‘scorretto’ nei confronti del pubblico dei consumatori, che non vengono in alcun modo informati dal soggetto da cui potrebbero aver acquistato un prodotto creditizio gravemente ‘truffaldino’ e dal quale potrebbe essere oggetto di un illegittimo quanto ingente danno economico. Fonte, questa, di ulteriore responsabilità per l’istituto di credito, o mera superficialità delle Autorità inquirenti, che non hanno accompagnato l’indagine con tali ulteriori accorgimenti?
Terza, e forse più grossa sorpresa: nella sezione del sito dedicata ai ‘prodotti’ proposti dall’istituto di credito, appare la voce ‘leasing’ ma, se provate a cliccare il link, vi appare una pagina bianca di errore (‘Error 404’), che in soldoni ci dice che la pagina è semplicemente… inesistente!
Allora una prima conclusione: non sarebbe opportuno che – anche in assenza di un esplicito provvedimento delle Autorità inquirenti – l’Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza imponesse alla Hypo Bank –per la trasparenza nei rapporti con i suoi clienti, attuali e futuri- di pubblicare sul proprio sito che è in corso un’indagine della Magistratura su una certa tipologia di prodotti, con l’obbligo di inserire i dati per avere eventuale accesso alla tipologia ed alla metodologia dei reati contestati?
In aiuto di altri inconsapevoli consumatori, si invita infine i nostri lettori a segnalare all’Associazione eventuali ulteriori ‘esperienze’ avute con questo ambiguo ‘istituto di credito italiano’...
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