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Le citta' piu' ciclabili del mondo
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Articolo di Redazione
7 dicembre 2017 17:57
 
 La bicicletta ha smesso di essere una moda per trasformarsi nella grande alternativa per muoversi in citta’. E non solo per i suoi abitanti urbani, ma anche per i turisti. Un percorso in bici e’ un altro modo di vedere la citta’, mescolandosi con la gente, giungendo in diversi luoghi e sfruttando il piacere di vedere le cose lentamente. Tutte le grandi citta’ si stanno adattando per le biciclette e alcune hanno optato in modo deciso per questa forma di mobilita’. Questi sono alcuni dei percorsi urbani in bici piu’ raccomandabili in tutto il mondo.


1 – Pedalando lungo i canali
Amsterdam (Paesi Bassi)

Le biciclette sono parte del tessuto di Amsterdam, probabilmente la citta’ piu’ ciclabile di tutto il Pianeta. Tutti i giorni, 400.000 persone percorrono i 400 chilometri di piste ciclabili che congiungono praticamente tutti gli angoli e canali di questa citta’ del secolo XVII. La importante citta’ olandese e le sue periferie sono completamente in pianura, per cui muoversi in bicicletta e’ particolarmente facile. Le bici che hanno la prevalenza ad Amsterdam sono quelle da passeggio, che consentono di condurre con un portamento retto e rilassato. Ad Amsterdam si puo’ girare a pedali per il centro della citta’, andando nei principali luoghi di interesse, facendo un giro che va dalla stazione di Amsterdam Centraal, lungo le sponde del fiume Amstel fino a Ouderkerk aan di Amstel, prima di andare verso Abcoude e la citta’ fortificata di Weesp, attraverso i fiumi Bullewijk, Waver, Winkel e Gein. Se abbiamo ancora energia, si puo’ seguire il canale di Vecht fino al castello di Muiderslot, passando per Diemerpark, e da li’ tornare verso il centro. In tutto, 46 Km.


2 – Da Montjuïc al quartiere gotico
Barcelona (Spagna)

Attraverso le sue strade medievali con un labirinto moderno di piste ciclabili (172 Km), Barcelona si e’ trasformata nell’ultimo decennio in una delle grandi citta’ per ciclisti urbani. Il suo “sistema Bicing” e’ studiato per i residenti, ma dovunque ci sono luoghi in cui prendere bici o prenotare circuiti con guide. E’ consigliabile una pedalata fino al castello di Montjuïc, la fortezza e antica prigione del secolo XVII che domina la citta’ dall’alto, con panorami spettacolari della citta’ e del Mediterraneo; oppure optare per un circuito urbano dalla piazza di Catalunya percorrendo il Barrio Gotico e Santa Maria del Mar fino al parco della Ciutadella. Quindi si possono prendere i percorsi di Lluis Campanys e Sant Joan (incrociando l’Arco de Triunfo) e girando a destra, fino alla Sagrada Familia, per la Gran Via fin a rientrare per la Casa Batllò e La Rambla. Nove Km in tutto.


3 – Montreal, 600 Km di piste ciclabili
Canada

Con un profilo topografico enormemente montagnoso e dure condizioni climatiche quasi tutto l’anno, di Montreal si e’ detto che non potrebbe essere una citta’ bikefriendly, ma si e’ trasformata proprio in questo, con piu’ di 600 Km di piste ciclabili che si dispiegano nella citta’ -quasi 250 di esse completamente isolate dal traffico- e piu’ di 5.000 biciclette pubbliche per percorrerle. Tutte le estati circa 30.000 persone si riuniscono nel parco Jeanne-Mance per partecipare al “Tour dell’ille” di Montreal, un percorso con varie distanze da percorrere (la classica, di 25 o 50 Km, e la Decouverte di 65 o 100). Le piste percorrono l’isola di Montreal ed incrociano il grande fiume San Lorenzo attraverso le punte di JacquesCartier e Champlain, sopra l’isola Sainte Helene e per il parco Jean-Drapeau, esplorando Longueuil e il Parc Michel-Chartrand prima di tornare al punto di partenza.


4 – I colori d’autunno attraverso la bicicletta
Kyoto (Giappone)

Il mosaico di colori che forma le Koyo (foglie) di Kyoto in autunno e’ un’immagine meno commercializzata che le esplosioni rosa e bianche della primavera (con i ciliegi in fiore), ma risulta ugualmente sensazionale, soprattutto vedendo il tutto dalla sella della bicicletta. Da meta’ settembre, una marea di cremisi (rosso porpora) -chiamato frente koyo- inizia ad Kohhaido e passa per tutto il Paese. Un ottimo posto per vedere gli alberi e gli arbusti nelle loro tonalita’ piu’ rosse, e’ il tempio di Tofukuji, che si puo’ visitare con un circuito in bici molto facile a partire dalla stazione di Kyoto. Ci vogliono due ore per fare il percorso (11 Km, con diverse fermate), che avanza da ovest fino alla stazione, di aspetto spaziale, della citta’ (con percorsi misti per bici e pedoni), proseguendo poi verso sud a Higashinotoin-dori, continuando (di nuovo verso ovest) fino al tempio di Toji (costruito nell’anno 796 e patrimonio mondiale) e pedalando, seguendo il fiume Kamo, fino al gran tempio zen di Tofukuji. Gli incredibili aceri si vedono meglio dal ponte di Tsutenkyo. Da qui, si va fino al santuario di Meiji-jingu, e andando in direzione est, seguendo il fiume, si ritorna al centro.


5 – L’altro lato di Tokyo
Giappone

L’altra grande esperienza di ciclismo urbano in Giappone e’ Tokyo. Anche se puo’ sembrare l'antitesi di una destinazione in bicicletta a causa della sua grande estensione, con un piccolo sforzo puo’ essere una citta’ sorprendente sopra le due ruote. La rotta Edo-Tokyo Culture Ride (6 Km), organizzata da “Tokyo Great Cycling Tours”, consente di visitare lo stadio di sumo Ryoigoku e il parco Ueno, proprio dove e’ il Palazzo Imperiale. C’e’ da prenotarla con anticipo. Possiamo vedere l’altra faccia della cultura ciclista del Giappone in uno dei 47 velodromi del Paese -come Keiokaku e Tachikawa- dove si organizzano le popolari corse di Keirin, uno dei pochi eventi sportivi del Giappone su cui e’ possibile scommettere.


6 – In bicicletta per i quartieri newyorkesi
New York

Tutta la citta’ di New York e’ percorribile in bici, dagli ampi viali di Central Park, chiusi al traffico per gran parte della giornata, fino ad una crescente rete di piste ciclabili che incrociano monumenti famosi e ponti, anche se i visitatori ne approfittano solo in parte. Pochi si avventurano oltre l'estremita’ opposta del ponte di Brooklyn ed e’ un peccato. L’autentico gioiello ciclabile e’ la Manhattan Waterfront Greenway, una strada che percorre quasi tutta l’isola nei suo 50 meravigliosi Km ed invita a pedalare per esplorare altre zone della citta’ attraverso i ponti che uniscono Manhattan ai quartieri esterni, come la tipica passerella di legno del ponte di Brooklyn o il piu’ antico (e nello stesso tempo piu’ recente) High Bridge, originario del 1848 quando fu costruito per far passare l’acquedotto e che serve per far passare pedoni e ciclisti sopra il fiume Harlem. Il Brooklyn-Queens Greenway, di 64 Km, e’ l’occasione perfetta per passare un giorno memorabile all’aria aperta pedalando da Little Bay park (nel Queens) fino a Coney Island, in un circuito che presenta varie attrazioni come l’acquario, il Brooklyn Museum e il giardino botanico di Brooklyn. E questo evitando il calore appiccicoso dell’estate e la neve dell’inverno.


7 – Da Chapultepec al centro storico
Citta’ del Messico

Le megalopoli di solito non sembrano promettenti per chi ha intenzione di viaggiare in bicicletta. La popolazione e’ enorme, le reti di trasporto estesissime e c’e’ una sensazione di caos controllato. Nonostante questo, Citta’ del Messico, sta emergendo come un'eccezione alla regola in quanto cresce la sua reputazione di destinazione urbana. Le strade principali sembrano essere complicate da percorrere, per il traffico e le condizioni dell’asfalto, ma come in qualunque altro sito del mondo i circuiti in bici per esplorare la citta’ sono popolari tra i visitatori e coprono piu’ terreno di quello che potrebbe essere percorso a piedi. Su due ruote si puo’ approfittare di alcune piste ciclabili speciali che percorrono la citta’, come quella che va dal bosco di Chapultepec fino al centro storico. Si deve prendere la bicicletta gratuita (fino a tre ore) in alcuni depositi del centro e il sistema pubblico di Ecobici offre 45 minuti di nolo senza costi. Inoltre, le domeniche mattina molte strade chiudono al traffico e offrono un percorso ininterrotto di 26 Km.


8 – Percorsi monumentali, con pausa caffe’
Parigi

In Francia la bicicletta e’ conosciuta come la “petite reine" (piccola regina). Non e’ il mezzo di trasporto principale nella capitale francese, ma un buon metodo per spostarsi. “Paris Velib” (Velo liberté, liberta’ in bicicletta) e’ stato uno dei primi sistemi di noleggio e scambio pubblico di biciclette ed oggi conta piu’ di 1.800 stazioni, 20.000 unita’ e piu’ di 440 Km di percorsi dedicati. Inoltre, le strade della Senna (e non solo) chiudono al traffico nelle domeniche, incluso il Louvre, il Jardin des Tuileries e la tour Eiffel. Un buon percorso e’ quello lungo i 4,5 Km del canale St.Martin da Republique al Quai de Valmy, passando per alcuni caffe’ quando hai bisogno di un “ravitaillement” (merenda). Si possono seguire i canali, come il canale l’Ourcq, per quanto si vuole.


9 – La migliore citta’ australiana per cicloturisti
Melbourne

Melbourne e’ una citta’ completamente organizzate per biciclette, grazie, in buona parte, all’influenza di Jan Ghel, designer urbano danese che aiuta le citta’ di tutto il mondo perche’ seguano il modello di Copenaghen, e che ha lavorato a Melbourne negli anni Novanta. Ma la topografia della citta’ gioca anch’essa il suo ruolo: il fiume Yarra viene dal nordest fino alla baia e, accanto a lui, si dispiega il Yarra Trail, un corridoio a destinazione mista tra verde e tranquillita’. Sulla loro strada, attraverso lo Yarra Bend Park, si puo’ vedere, durante il giorno, volpi volanti appese agli alberi. Quando si arriva in citta’ ci si incammina nel Bay Trial che corre lungo la baia di Melbourne fino a Saford, passando per St Kilda. Il Yarra Trial e’ di 32 Km complessivamente.


10 – Pioggia, bici, caffe’ e molta natura
Portland (Usa)

Se c’e’ una citta’ statunitense che imita il modello di Copenaghen, e’ Portland (Oregon), sulla costa del Pacifico, in cui non mancano ne pioggia ne’ biciclette. Eclettica, sostenibile e indipendente, famosa per i suoi caffe’ e la birra artigianale, nel 2015 Portland ha lanciato un sistema di biciclette condivise, il Biketown, che conta 600 biciclette e stazioni in tutta la citta’. Gia’ esistono piu’ di 560 Km di piste ciclabili, incluse le 18 del Waterfront Loop, accanto al fiume Willamette. Possiamo visitare i vari luoghi seguendo la Willamette Valley Scenic Bikeway (201 Km), che si addentra nella famosa regione vinicola dell’Oregon, al sud della citta’ di Portland.


11 – Attraversamento artistico a Copenaghen
Danimarca

La capitale danese e’ una delle citta’ piu’ bikefriendly del mondo, Le bici circolano in tutta liberta’ -circa 35.000 biciclette ogni giorno- per le sue piste ciclabili (ben separate da un piccolo spartitraffico) e ampie strade, tutte ben sicure. Nel 2015 ha inaugurato una ciclovia aerea, il cykelslngen, su cui le biciclette possono arrivare direttamente al porto e ad un centro commerciale. I danesi vanno in bicicletta al lavoro, a scuola e anche quando vanno al bar, a cenare o ad una festa. Ci sono 125 punti pubblici di biciclette pubbliche da noleggiare, anche in stazioni ferroviarie, come Osterport.
La bicicletta e’ il miglior mezzo per sfruttare l’aspetto ludico di Copenaghen, tra cui i caffe’ del parco Amager e i giardini di Frederiksberg. Gli appassionati di architettura possono passare per il viale Orestads fino all’auditorio di Jean Nouvel, Gli amanti del cibo possono passare per i canali di Christianshavn fino all’antica sede del famoso ristorante Noma e del suo vicino, il 108. Uno dei luoghi piu’ ciclabili e’ Christiania, tanto che da’ il nome ad un tipo di biciclette da trasporto con cui i danesi portano la propria spesa e i propri figli. Christiania e’ anche l’unico luogo in cui si fabbricano le stravaganti biciclette Pedersen.
E nei dintorni, un suggerimento molto attraente: due ore di pedalata (40 Km) per la Riviera Danese fino al Museo Loiusiana di Arte Moderna, vicino a Helsingor, dove si trova il castello di Kroborg, lo scenario scelto da Shakespeare per il suo Amleto.

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Piu’ informazioni sul libro “Le migliori strade del mondo in bicicletta”,di LonelyPlanet e su https://www.lonelyplanet.com/

(da un articolo di Sergio C.Fanjul publicato sul quotidiano El Pais del 07/12/2017)
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