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Coltivazioni oppio e sicurezza in Afghanistan. La ritirata/disfatta dei britannici
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Articolo di Redazione
27 ottobre 2014 15:54
 
Con la partenza dei soldati britannici, la Nato ha abbassato la guardia nel sud-ovest dell'Afghanistan dopo 13 anni di presenza con un bilancio molto esiguo, non essendo riusciti a sconfiggere i talebani e far smettere l'enorme traffico di droga.
Gli ultimi soldati britannici di stanza nella provincia di Helmand, una delle piu' violente e “talibanizzate” del Paese, hanno ufficialmente rimesso domenica 26 ottobre il controllo del sud-ovest del Paese alle forze afghane, preludio per il rimpatrio nei prossimi giorni nel loro Paese.
Per Londra, che ha stanziato fino a 9.000 soldati in Afghanistan, questo ritiro segna la fine di 13 anni di missione di guerra, fatale per 453 suoi soldati. Ma verranno conservati 500 militari essenzialmente per sostenere e spalleggiare l'esercito afghano a Kabul.
Le truppe britanniche hanno assunto dal 2006 il comando della missione Nato in Helmand, nel contempo feudo dei talebani e cuore della produzione di oppio che ha raggiunto un livello record in Afghanistan l'anno scorso, malgrado i miliardi di dollari investiti dai Paesi occidentali nella lotta antidroga.
La lotta contro l'oppio, materia prima per l'eroina e di cui l'Afghanistan e' da diverso tempo il primo produttore mondiale, e', con la messa in sicurezza del Paese, l'altra grande sconfitta dell'intervento occidentale cominciato nel 2001.
Gli agricoltori afghani hanno coltivato nel 2013 un nuovo record di 207.000 ettari di oppio, come fa sapere l'Onu, e malgrado i 7,6 miliardi di dollari versati dagli americani per eradicare questa succosa produzione, come ha recentemente fatto sapere l'ufficio dell'Ispettore americano per la ricostruzione dell'Afghanistan (Sigar).
La provincia di Helmand ha circa la meta' della produzione afghana di oppio, che, trasformato in eroina, prende la rotta dell'Europa e dell'Asia, essenzialmente via Pakistan e Iran.
Un recente rapporto della Rete degli analisti afghani (AAN), un centro di ricerca con base a Kabul, ha fatto un'analisi critica della missione della Nato nell'Helmand, sostenendo che essenzialmente abbia contribuito a rinforzare i talebani nel distretto di Sangin.
Nel 2010, il governatore fantasma di questo distretto, sotto l'autorita' parallela dei talebani, il mollah Abdul Qayyum, disgustato dagli abusi da parte degli insorti, ha preso in considerazione, secondo l'AAN di rimettere il proprio mandato in segno di protesta contro il governo di Kabul e la Nato.
Ma dopo diversi mesi di trattative dietro le quinte con i responsabili afghani e britannici, il mollah e il suo entourage sono stati bombardati in seguito ad un ordine degli americani, fatto che ha contribuito al deterioramento della sicurezza in questa regione remota.
Questi analisti hanno anche rimesso in causa il Programma di ricostruzione provinciale, il famoso PRT, che ha visto i militari stranieri impegnarsi in progetti di sviluppo, con la collaborazione di alcune ONG e con dei risultati che non hanno avuto una qualche regolarita', con l'obiettivo di accattivarsi “i cuori e gli spiriti”.
“Noi siamo fieri di cio' che ci lasciamo alle spalle, perche' gli afghani sono pronti a prendere le consegne”, ha dichiarato all'agenzia France Press (AFP) il generale di brigata Robert Thomson, il piu' alto in grado tra le forze britanniche in Afghanistan. “Gli afghani sono in primo piano da maggio del 2013 e lo fanno molto bene, ma restano ancora dei problemi in termini di sicurezza e di governance”.
Le forze britanniche hanno lasciato lunedi' pomeriggio la gigantesca base di Camp Bastion, dove hanno alloggiato piu' di 40.000 stranieri nel 2010-2011, quando c'e' stato il picco del numero di truppe della Nato in Afghanistan, lasciando una preziosa eredita' alle forze afghane che devono contrastare l'insurrezione dei talebani, che si e' rinvigorita nel corso dell'estate.
“C'e' sempre dell'insicurezza nel Helmand... i talebani e gli altri terroristi mettono tutto il loro impegno qui. Alcuni distretti erano una volta sotto il loro controllo e altri vi rimangono ancora”, dice il generale di divisione afgana Sayed Malok.
In loco, alcuni afghani sono critici sulla missione delle forze britanniche, che si erano gia' rotti i denti in Afghanistan nel XIX secolo. “I soldati britannici son stati sconfitti per una seconda volta. Essi lasciano l'Helmand nel momento in cui i talebani guadagnano terreno... Questa missione e' una disfatta per loro”, dice Mohammad Ismail, un agricoltore dell'Helmand.

(articolo di Mamoon Durrani e Emmanuel Parisse per l'agenzia France Press – AFP del 27/10/2014)
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