Come il caos dei dazi di Trump ha aiutato la crescita dell’Ue. Italia fanalino di coda
La crescita dell’Unione europea e della zona euro è migliore di quanto era stato previsto in primavera, subito dopo l’avvio della guerra dei dazi di Donald Trump, ha detto ieri la Commissione nelle nuove previsioni economiche d’autunno.Il Pil dell’Ue dovrebbe crescere dell’1,4 per cento nel 2025 e nel 2026, per poi raggiungere l’1,5 per cento nel 2027.
Quello dell’area dell’euro dovrebbe crescere dell’1,3 per cento nel 2025, dell’1,2 per cento nel 2026 e dell’1,4 per cento nel 2027.
La politica caotica di Trump sui dazi, paradossalmente, ha permesso di rafforzare il Pil nella prima metà dell’anno, con un netto aumento di esportazioni dall’Ue verso gli Stati Uniti, dove i prodotti europei sono stati stoccati in previsione delle misure tariffarie.
Il caso più emblematico è quello dell’Irlanda il cui pil dovrebbe crescere di più del 10 per cento nel 2025, grazie alle esportazioni di prodotti farmaceutici verso gli Stati Uniti.
La Commissione tuttavia avverte che il contesto esterno rimane difficile. Secondo le sue previsioni, i rischi per le prospettive di crescita sono orientati al ribasso. La persistente incertezza delle politiche commerciali continua a gravare sull’attività economica, con dazi e restrizioni non tariffarie che potrebbero limitare la crescita dell’Ue più del previsto. Un’ulteriore escalation delle tensioni geopolitiche potrebbe intensificare gli shock dell’offerta. La Commissione lancia anche l’allarme sui rischi di una bolla nei mercati azionari, in particolare nel settore tecnologico statunitense, che potrebbe influire sulla fiducia degli investitori e sulle condizioni di finanziamento.
Meloni tiene i conti sotto controllo, ma non c’è un miracolo economico
In Francia e in alcuni circoli finanziari si parla molto dei brillanti risultati economici di Giorgia Meloni, soprattutto quando si fa il confronto tra Italia e Francia. Eppure dalle previsioni economiche pubblicate ieri dalla Commissione non emerge alcun miracolo economico. L’Italia sta tornando a essere uno dei fanalini di coda sulla crescita economica, con un incremento del Pil di appena lo 0,4 per cento nel 2025 e dello 0,8 per cento nei due anni successivi.
Quest’anno, tra le grandi economie quest’anno solo la Germania fa peggio, con una stima di crescita del Pil dello 0,2 per cento. Ma la crescita dell’economia tedesca risalirà al 1,2 per cento nei prossimi due anni.
Spagna e Francia fanno meglio dell’Italia. Il miracolo economico prolungato e meno discusso è quello di Pedro Sanchez. La grande tra Italia e Francia riguarda la gestione dei conti pubblici. Meloni può sperare di uscire dalla procedura per deficit eccessivo nella prossima primavera. Secondo le nuove stime, il disavanzo scenderà al 3 per cento quest’anno, al 2,8 per cento il prossimo e al 2,6 per cento quello successivo. Il deficit francese è stimato al 5,5 per cento nel 2025,al 4,9 per cento nel 2026 e al 5,3 per cento nel 2027.
(Il Mattinale europeo)
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