Sabato 6 giugno 2026
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Come puo' succedere che un Governo di destra di un Paese cattolico autorizzi la ricerca sugli embrioni sovrannumerari?

Articolo · Donatella Poretti ·
Occorrono diversi ingredienti per ottenere un risultato a prima vista stravagante, almeno agli occhi impastati della tradizionale politica italiana dove destra e sinistra sono etichette incollate su modi di agire molto poco pragmatici e molto ideologizzati. Senza arrivare all'estremo alla Giorgio Gaber in cui dopo la doccia di sinistra e il bagno di destra, avremmo pensato piu' facile avvicinare la liberta' di ricerca alla sinistra e un certo oscurantismo bigotto alla destra, c'e' da chiedersi il perche' in un Paese cattolico come la Spagna e' stato il Governo di centrodestra, del popolare -nel senso di Partito Popolare- José Maria Aznar ad autorizzare la ricerca con gli embrioni sovrannumerari contro i veti ecclesiastici.
Come dicevamo, per ottenere un tale risultato, sono stati necessari diversi ingredienti. Ne riportiamo in ordine sparso, almeno i principali:
- uno scienziato spagnolo noto come Bernat Soria inizia a parlare di ricerche promettenti con le cellule staminali per la cura del diabete, ricerche che hanno a che fare con gli embrioni umani. Nel suo Paese la legge non e' chiara e lui decide di proseguire le ricerche all'estero, Singapore. La notizia e' di quelle che fanno riflettere.

- la societa' civile si organizza e gioca la sua parte per fare pressione. In questo si colloca l'azione della Federazione dei Diabetici Spagnoli che riesce in poco tempo a raccogliere oltre un milione e mezzo di firme di cittadini a sostegno di una legge che autorizzi l'utilizzo degli embrioni sovrannumerari che giacciono nelle cliniche di fecondazione artificiale senza altro destino che la spazzatura. Almeno in questo la legge spagnola e' chiara: passati i cinque anni dal loro congelamento devono essere considerati non vitali e percio' non impiantabili in utero. Le firme raccolte seguono il loro iter, a settembre 2002 vengono consegnate al Difensore del Popolo, che dopo alcuni mesi sollecita il Governo a prendere una decisione sull'argomento. I diabetici in Spagna sono circa il 6% della popolazione, pari ad un totale di due milioni e mezzo di persone.

- nel giro di tre anni due commissioni tecniche governative suggeriscono la stessa strada da seguire per andare a colmare questo vuoto legislativo degli embrioni che non sono piu' impiantabili in utero, ma che non sono esplicitamente riconosciuti materiale da donare alla ricerca scientifica. Prima la Commissione Nazionale per la Riproduzione Assistita -del ministero della Sanita'-, poi quella di Etica -del ministero della Scienza e della Tecnologia- chiedono di autorizzare la ricerca sugli embrioni sovrannumerari umani. Suggeriscono anche dei paletti: consenso informato della coppia donatrice, controlli scientifici e amministrativi, ricerche per malattie che non vedano altre possibilita' di cura, divieto di commercializzazione, ecc.

- il ruolo del partito socialista all'opposizione a livello nazionale, ma al Governo di diverse comunidad autonome. Il Psoe vede impegnato il segretario generale, nonche' candidato alla presidenza del Governo per le prossime politiche dell'aprile 2004, José Louis Zapatero sulla proposta di autorizzare l'uso degli embrioni sovrannumerari: la speranza per i milioni di malati non puo' essere delusa da una politica impantanata in veti religiosi, la scienza e la ricerca scientifica sono scommesse politiche che un Paese non puo' permettersi di perdere. E' cosi' che presenta almeno 26 iniziative parlamentari a livello nazionale, tutte rigorosamente rigettate dalla maggioranza di Governo. Ma e' cosi' che decide di muovere le sue pedine locali: le Comunidad governate dai socialisti iniziano a muoversi all'unisono, creano una rete che stabilisce le iniziative legislative per dribblare le decisioni del Governo centrale. La prima in dirittura d'arrivo, a giocare un ruolo da apripista e' l'Andalusia alla fine del 2002 sottoscrive un accordo con Bernat Soria per portare avanti le ricerche con gli embrioni sovrannumerari delle cliniche andaluse su progetti sostenuti anche economicamente dalla Comunidad, poi inizia a tracciare la legge che occorre per dare una copertura sicura giuridica ai ricercatori. Tutto sarebbe stato pronto per l'autunno. Una data perfetta per giocarsi questa carta in campagna elettorale.


A questo punto dopo aver inserito questi ingredienti, piu' o meno sapientemente dosati, arriva l'ultimo, quello del Governo presieduto da José Maria Aznar, e che si e' ritrovato ai due posti chiave due figure come quella di Ana Pastor, la ministra alla Sanita' e Consumo, e quella di Josep Piqué, il ministro alla Scienza e alla Tecnologia. La decisione e' inevitabile, non esistono ragioni per cui potrebbe essere neppure rimandata, anzi sono gia' trascorsi anche troppi mesi di pressioni e di dibattiti inutili. Sono stati scritti e letti troppi articoli nei giornali, e non solo nella stampa storicamente piu' legata ai socialisti come El Pais, ma anche in quelli legati ad ambienti piu' conservatori come Abc. Ecco perche' saggiamente nel consiglio dei ministri del 25 luglio 2003 vara la riforma della Legge sulla Riproduzione Assistita e finalmente si chiarisce cosa puo' essere fatto con quegli embrioni sovrannumerari congelati da almeno cinque anni. Dietro rigide regole possono essere utilizzati nella ricerca, una bella alternativa al secchio della spazzatura.
Del resto a questa ricetta non esistevano alternative se non abbandonarsi ai richiami piu' bigotti di una fetta minoritaria del proprio elettorato, pressoche' coincidente con la Chiesa Cattolica, praticamente un lancio nel vuoto e senza paracadute per le prossime elezioni politiche.

Fermiamoci un attimo da questa logica e da questa storia politica da manuale. Riavvolgiamo il nastro. Sarebbe potuta avvenire in Italia? Al volgere di un anno in cui alla Commissione Sanita' del Senato della Repubblica sono state levate soltanto voci contrarie alla legge votata dalla Camera dei Deputati sulla riproduzione medicalmente assistita, un anno in cui non e' stata apportata neppure una modifica, in cui neppure un emendamento e' stato accolto, anche solo per rivedere difetti tecnici, la risposta che spontaneamente ci verrebbe da dare, sarebbe: no, la storia non si sarebbe potuta svolgere in Italia.
E non e' questione di destra e di sinistra. E non e' questione di essere un Paese cattolico. Balle! E' solo una terribile questione di una politica pragmatica.
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