Dentro la cultura dei narco-influencer in Colombia e la morte di una star dei social media

Nelle prime ore del 4 settembre, il ventisettenne colombiano Naim Pérez, noto come "narco-influencer", e la sua fidanzata sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco durante un drammatico blitz della polizia a tarda notte.
Pérez, meglio conosciuto come Bendito Menor ("Piccola Benedizione"), si era creato un enorme seguito sui social media condividendo frammenti del suo stile di vita sfarzoso e del suo ruolo come membro delle Forze di Autodifesa della Sierra Nevada (ACSN), uno dei numerosi gruppi armati in Colombia che traggono profitto da crimini come il narcotraffico e l'estorsione.
Sebbene non fosse affatto il membro di più alto rango del gruppo, la sua presenza online lo rendeva senza dubbio il più famoso.
Prima di entrare in carica il mese scorso, il nuovo presidente ultraconservatore della Colombia aveva dichiarato Pérez un "obiettivo di alto valore" e in seguito aveva ordinato personalmente il raid che ha portato alla sua morte.
Pérez ha condiviso online una vasta gamma di contenuti, da pattuglie armate e scontri nella giungla a video di passeggiate romantiche con la sua ragazza e meme con messaggi di ispirazione. Questi contenuti hanno avuto una notevole diffusione: i giornalisti hanno identificato almeno 20 account legati a Bendito Menor su Facebook, Instagram e TikTok, con oltre 700.000 follower.
Secondo Jaime Andres Wilches Tinjaca, ricercatore colombiano specializzato in sottoculture criminali, il post e i video ritraevano il traffico di droga come un'attività quotidiana, ambita o persino divertente.
Di conseguenza, molti adolescenti divennero suoi seguaci anche nella vita reale, attratti dalle corse motociclistiche illegali che organizzava e dai regali di telefoni, armi e motociclette che era solito distribuire.
"I giovani che subiscono l'esclusione trovano in queste narrazioni un modo per legittimare il traffico di droga come mezzo efficace di mobilità sociale", avverte Wilches.
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Non sono solo i narcotrafficanti colombiani a usare i social media per glorificare una vita criminale.
L'anno scorso abbiamo analizzato come i mafiosi italiani stiano usando TikTok per rinnovare la propria immagine.
(Occrp)