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Diamanti Idb e Dpi: De Profundis per i 'tavoli di conciliazione'. Urge ritirare i diamanti
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Articolo di Anna D'Antuono
16 aprile 2018 14:04
 
 Abbiamo ricevuto venerdì scorso la convocazione per il prossimo incontro del "Tavolo di lavoro sul mercato del diamante" indetto dalla Idb. L'appuntamento, cui come tutte le altre volte Aduc non sarà presente, è per martedì 8 maggio.

L'intero testo della lettera verte sulla procedura avviata dall'Agcm e sul comunicato della Banca d'Italia del 14 marzo. Prosegue poi:
"A questo punto, il quadro normativo, nell’ambito del quale ci si dovrà muovere perché possa riprendere la vendita dei diamanti attraverso il canale bancario, è definito". Ancora:
"In tale situazione il Tavolo può dare avvio ai lavori per la redazione del Codice di condotta per il mercato del diamante da investimento ai sensi dell’art. 27 bis del Codice del Consumo.
Sulla base di tali presupposti, il Tavolo di lavoro sul mercato del diamante da investimento è convocato per il giorno 8 maggio 2018 alle ore 10.30 (…) per discutere sul seguente ordine del giorno:
1.- avvio dei lavori per la redazione del codice di condotta per gli operatori del mercato del diamante, da elaborare sulla base dei principi enunciati da CONSOB, AGCM, Banca d’Italia".


Eppure… non so… manca qualcosa…
...Ecco! I clienti!
Dove sono i clienti cui avete sbolognato diamanti a prezzo doppio, triplo e pure oltre rispetto al valore di mercato? Dov'è la "Commissione per la creazione dell’Organismo di Conciliazione delle controversie relative al mercato del diamante da investimento"? Il "Protocollo"? Il "Regolamento"? Che fine ha fatto tutto l'apparato a "tutela" dei clienti?


2.- comunicazioni in merito alla risposta degli Istituti di credito all’invito a partecipare all’organismo di conciliazione: deliberazioni conseguenti.

Eccoli, i clienti! Una riga e mezza alla fine della pagina, e senza aver toccato l'argomento prima!

Cosa potrà mai essere accaduto? I clienti non erano da "tutelare"?


Qualcosa ci dice che "la risposta degli Istituti di credito all’invito a partecipare all’organismo di conciliazione" sia stata… una bella pernacchia!
I comportamenti delle banche, del resto, erano talmente difformi l'uno dagli altri da rendere impossibile una loro armonizzazione. Non solo. I segnali che pervenivano non mostravano propriamente un atteggiamento conciliativo.

Alcuni giorni fa, ad esempio, una cliente di Banca Mps è stata convocata in agenzia per discutere con "due signori della Dpi che mi hanno insultata dandomi dell'ignorante che non rispetta dei seri professionisti con esperienza decennale come loro. Mi hanno urlato contro, non sto scherzando".

Il Premio per la peggiore nefandezza, tale da sfociare nei reati di usura ed estorsione, spetta al dipendente del Banco Bpm che, in fase di rogito, ha presentato alla cliente un modulo per l’accettazione dell’importo di 1.950 euro, a fronte dell’esborso di 6.500, come condizione imprescindibile per consegnare gli assegni necessari per l’erogazione del mutuo.

Cosa succede ora, senza tavoli?

Senza la partecipazione delle banche, Intermarket Diamond Business (Idb) e Diamond Private Investment (Dpi) non possono ipotizzare alcun intervento, ed anzi il rischio di contraccolpi irrimediabili per le due società aumenta parecchio. Rinnoviamo pertanto il suggerimento di ritirare i diamanti lasciati in custodia presso Idb e Dpi.

I tavoli di conciliazione, con tempistiche lunghissime solo per impostarne le basi erano una trovata al solo scopo di perdere tempo.
Il tutto è stato possibile con "l'amichevole partecipazione" di molte associazioni di consumatori, il cui elenco non fa male ripetere:
Adusbef
Aeci - Associazione Europea Consumatori Indipendenti
Casa del Consumatore
Codacons
Codici
Confconsumatori
Mdc - Movimento Difesa del Cittadino
Udicon

Tutte queste associazioni hanno avallato la strategia adottata da Idb, Dpi e dalle banche complici consapevoli: la strategia di perdere tempo ed assopire la clientela.
La cosa divertente è che ora queste stesse associazioni si propongono ai clienti per fare causa.

Aduc è immediatamente partita nella giusta direzione, invece, e i risultati -seppur per adesso parziali- di rimborsi del 100% presso Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banca Mps stanno a dimostrarlo.
 
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