Giovedì 4 giugno 2026
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Dopo il PNRR, che ne sarà della ricerca?

Articolo · Redazione ·
Il PNRR volge al termine, e con esso molti incarichi a dottorandi e ricercatori.

L’ossigeno d’emergenza a università e centri di ricerca sta dunque finendo.

Stiamo facendo qualcosa per evitare che una nuova schiera di giovani prenda la via dell’emigrazione? I segnali non sono incoraggianti.

Una lettera al governo e al parlamento firmata da 115 società scientifiche vede sempre più concreto il rischio di un ritorno al passato e chiede di mantenere per i prossimi anni lo stesso investimento pubblico alle università garantito dal PNRR, pari allo 0,7% del prodotto interno lordo: 15 miliardi di euro.

Il Patto trasversale per la scienza chiede invece di raddoppiare i fondi destinati ai bandi competitivi PRIN, fermi da tempo a quota 150 milioni di euro all’anno, una cifra davvero bassa se pensiamo alle migliaia di ricercatori che competono per i loro progetti. Non mi sembra che nella discussione sulla legge di bilancio il tema del futuro dell’istruzione superiore e della ricerca, e quindi dello sviluppo del nostro paese, abbia lo stesso rilievo riservato alla tassa sugli affitti brevi.

Ma forse qualcuno pensa che sia meglio campare di pigioni piuttosto che di innovazione e brevetti.

(Luca Carra su Scienza in Rete del 28/11/2025)


 
 
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