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DPCM 25 Ottobre 2020: Lockdown mascherato, disastro assicurato
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Articolo di Sara Astorino
28 ottobre 2020 11:10
 
Il 25 Ottobre 2020 è stato emesso un nuovo DPCM che espressamente, art. 12 denominato disposizioni finali, sostituisce sia le previsioni contenute nel DPCM del 13 Ottobre 2020, che quelle contenute nel DPCM del 18 Ottobre 2020.

Le previsioni di questo nuovo decreto dovrebbero, il condizionale è d’obbligo stante le proteste che ha scatenato, rimanere in vigore sino al 24 Novembre 2020.

Un decreto scarica barile.

Il DPCM è sgradito sia ai cittadini, commercianti e non, sia alle Amministrazioni Locali.

È inviso ai cittadini poiché le limitazioni, alcune maggiormente evidenti rispetto ad altre, incidono negativamente sull’organizzazione e la gestione del proprio lavoro e della propria vita.
Si pensi ai ristoratori, ricomprendendo anche i gestori di bar e pub, che hanno subito l’obbligo di chiudere le proprie attività alle 18.
Si pensi a quei genitori che debbono nuovamente gestire la dad, didattica a distanza o didattica digitale integrata, e che non sanno come affrontare le nuove regole, assolutamente confusionarie, destinate a gestire scuola e trasporto pubblico.
Si pensi anche ai professori e ai maestri, che stanno affrontando questa emergenza senza ricevere i necessari aiuti, che risultano insufficienti, e dovendo ripartire da zero nell’organizzazione della didattica e dell’insegnamento.
Questo è un decreto “scarica barile”.
Il Governo scarica le proprie responsabilità ad altri.
Non sarà imputabile allo stesso alcuna colpa se un commerciante rischia il default poiché ha dato la possibilità di lavorare sebbene sino alle 18.
Non sarà imputabile allo stesso alcuna colpa se alcune aree della città potranno essere chiuse alle ore 21 poiché questo è necessario per la salvaguardia e la tutela dei più.
Non sarà imputabile allo stesso alcuna colpa se il trasporto pubblico non funziona come dovrebbe perché sono le Regioni che si debbono occupare dello stesso.
E’ un DPCM odiato dalle Regioni poiché alle stesse sono delegate le scelte più delicate come appunto quella di individuare le zone da chiudere, disciplinare il trasporto o aggiungere misure ulteriormente restrittive.
Lo scontro tra Amministrazione Centrale e Amministrazione Locale si sviluppa in tema di responsabilità.
Chi è responsabile?
La risposta determina l’assunzione del rischio di eventuali cause connesse alla gestione dell’emergenza.

Il contenuto del decreto
Il DPCM si compone di 12 articoli ma alcuni di essi costituiscono la mera ripetizione di quanto dedotto nei precedenti decreti, e il sospetto è che per alcuni articoli sia stata utilizzata la tecnica del copia/incolla.
Come di consueto l’articolo 1, denominato misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale, si sviluppa in numerosi commi a loro volta contenenti molteplici disposizioni, indicando ognuna di questa con una lettera diversa.
Molte previsioni sono identiche a quelle contenute nei precedenti DPCM pertanto evidenziamo solo le novità.

Le novità
Al comma 4 viene contenuta una forte raccomandazione, prima si parlava di raccomandazione dopo, secondo alcuni, si parlerà di divieti.
Il sospetto nasce dalla formulazione dell’articolo.
Lo stesso, infatti, dopo aver fortemente raccomandato di non spostarsi, né con mezzi pubblici né con mezzi privati, precisa che gli spostamenti in alcuni casi possono ritenersi liberi.
I casi predetti sono gli stessi che durate il lockdown consentivano gli spostamenti.
Posto che non esiste alcun divieto di spostarsi, ma solo un consiglio a non farlo, sicuramente nulla potrà essere contestato, anche bonariamente, a chi si sposta per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Al comma 9 Lett. C vengono sospese le attività dei parchi tematici e di divertimento.
E’ garantita, tuttavia, la prosecuzione delle attività ludiche, ricreative e educative svolte in favore di bambini e dei ragazzi a patto che i minori siano affidati a personale specializzato e che siano rispettate le misure di sicurezza.

Lett. F sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, sociali e ricreative.
Nonostante ciò sono garantite le attività sportive di base e le attività motorie svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici o privati a patto che siano rispettate le norme connesse al distanziamento e che si eviti l’assembramento.

Lett. L sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Lett. M sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

Lett. MM sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici, ma sono aperti gli impianti per gli sciatori amatoriali a patto che vengano adottate apposite linee guida.

Le restrizioni nascoste
Lett. N questo articolo contiene le maggiori novità che possono incidere sulla vita privata di ogni cittadino.
Le restrizioni sono nascoste poiché dapprima si parla di discoteche e sale da ballo ma subito dopo si chiarisce, in riferimento alle abitazioni private, che:
1. Non esistono più i congiunti ma solo i conviventi, il che costituisce una restrizione poiché madri, padri, fratelli e nipoti sono congiunti ma non sempre conviventi quindi non si potrebbe stare seduti allo stesso tavolo con loro se in più di quattro;
2. Tutte le feste sono vietate mentre prima in casa potevano essere svolte e in occasione dei matrimoni almeno 30 persone potevano partecipare ai festeggiamenti;
3. E’ fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità o urgenza.
Si evidenzia che siamo passati da una raccomandazione - ove comunque le feste potevano essere fatte e si potevano invitare, sebbene sconsigliato, almeno 6 persone non conviventi - ad una forte raccomandazione ove le feste sono vietate e non è indicato alcun numero di persone da poter invitare.
L’assenza del numero unitamente alla forte raccomandazione inducono a credere che non si possa parlare di un alleggerimento, ma di una ulteriore restrizione che apre la strada ad un divieto.

Il nodo scuola, lett S
Si auspicavano delle previsioni più chiare, più tutelative, ed invece... nulla.
Si ribadisce che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, ma le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado dovranno adottare forme flessibili nell’organizzazione della didattica ovvero dad, per una quota pari almeno al 75%.
Si prevede di modulare ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani, e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9,00.

Ristorazione, Lett. EE
Come sappiamo tutte le attività di ristorazione possono essere svolte dalle 05,00 fino alle 18.00.
Quello che non sappiamo, perché non adeguatamente sottolineato, è che il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi.
Le precedenti statuizioni in tema di consegna a domicilio, asporto e divieto di permanenza nei pressi del locale sono state integralmente riportate.

Il nodo trasporti, Lett. II
Si prevede che il Presidente della Regione disponga la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, la cui erogazione deve essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti.
Le aziende di trasporto pubblico, anche a lunga percorrenza, sono tenute ad adottare gli interventi straordinari di sanificazione dei mezzi, ripetuti a cadenza ravvicinata.

Osservazioni conclusive
Come anticipato, questo decreto non convince.
Lo stesso contiene delle contraddizioni.
Vieta alcune attività salvo poi consentirle in alcuni casi, si fa riferimento alla chiusura dei parchi divertimento pur consentendo di portare i bambini in ludoteca oppure si chiudono gli impianti sciistici ma si consente lo scii amatoriale.
I nodi e i problemi che da più parte sono stati sollevati ed evidenziati sembrano essere trattati con superficialità.
Non sono state prese decisioni forti e centralizzate al fine di gestire la problematica dei trasporti ed appare insufficiente anche la previsione connessa alla scuola.
Non si comprende perché si sia deciso di colpire così duramente solo alcuni settori.
Sebbene sia chiaro che il timore sia legato agli assembramenti, sicuramente sarebbe stato più opportuno attivarsi al fine di controllare il rispetto delle regole.
Sarebbe stato più opportuno sanzionare duramente chi non rispetta le regole piuttosto che continuare ad emanare decreti contenenti sempre maggiori restrizioni.
Il timore è che, stante l’incremento dei contagi, sembra che per il Governo sia più semplice chiudere tutto piuttosto che agire sanzionando e intervenendo nei settori della scuola e dei trasporti.
 
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