testata ADUC
Elezioni fino alla vittoria del capo turco. Accetterà Erdogan la vittoria dell’opposizione?
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Redazione
13 aprile 2019 14:45
 
 In Turchia non basta solo vincere le elezioni. Bisogna anche, dopo, sorvegliare le urne elettorali. Non so in quale Paese si siano mai visti dei deputati che passano la notte sui sacchi pieni di schede elettorali. In Turchia questa immagine assurda fa assolutamente parte proprio della quotidianità.
Dalle elezioni precedenti sappiamo già che in case abbandonate erano state registrate 250 persone in un unico appartamento; che proprio durante il conteggio dei voti era mancata la corrente e, durante questo blackout, erano state rubate le urne.
Nonostante queste vessazioni, alle ultime elezioni l’opposizione ha vinto. In teoria ha fornito il sindaco a Istanbul, ad Ankara, ad Antalya. Il partito di governo annuncia: “Non riconosciamo il risultato, avete fatto degli imbrogli”, fa ricontare da capo i voti ed esercita pressioni sulla Commissione elettorale. La parola d’ordine di Erdogan sembra essere questa: scrutinate di nuovo finché io sia il vincitore. Ogni scrutinio dà come risultato più voti all’opposizione.
Il governo sa perfettamente di avere perso, ma, per diversi motivi, fa ritardare la comunicazione dei risultati definitivi.
Innanzitutto nelle città controllate per anni dal governo, soprattutto a Istanbul, ci sono una quantità di documenti che devono essere eliminati, di gare d’appalto che devono essere assegnate all’ultimo istante, di impiegati che devono essere sostituiti. Inoltre si cerca di comunicare alla base che non si è sconfitti, che gli altri sono avanti per mezzo di brogli. Si vuole anche soffocare il clima di trionfo nell’opposizione. Benché questo clima non ci sia affatto stato. L’opposizione non è scesa nelle strade, non ha neppure fatto dimostrazioni contro il governo. Preoccupati di come si pensava potesse reagire Erdogan e che si potesse arrivare a delle provocazioni, la vittoria è stata festeggiata in casa e nel proprio quartiere.
Molti stanno facendo scommesse su cosa succederà adesso. Io suppongo che Erdogan, che finora è riuscito a impressionare le masse facendo la parte della vittima, non voglia concedere questa opportunità al nuovo sindaco di Istanbul. Perciò, sarà obbligato, forse dopo una qualche resistenza, a consegnargli a denti stretti le chiavi di questa città che è considerata la porta della Turchia. Poi farà ogni cosa per ostacolarlo nell’amministrazione del Comune. E farà di tutto per impedire in futuro ulteriori successi elettorali dell’opposizione. Il che è un’impresa difficoltosa, perché, con l’acuirsi della crisi economica, Erdogan ha perso da tempo l’asso nella manica rappresentato dal fatto che a lui non ci fossero alternative.

(Articolo di Can Dündar, in “Die Zeit” n. 16/2019 del 10 aprile 2019)
Pubblicato in:
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori