Etichette alimentari. Nutriscore ‘ammazzato’, cosa ci aspetta?
Gli interessi elettorali hanno avuto la prevalenza sulla salute dei consumatori, grazie anche all’opposizione dell’Italia che, sull’etichettatura alimentare unica, è riuscita a spostare la decisione a fine 2024, dopo il rinnovo del Parlamento europeo. Ne va fiero l’europarlamentare Paolo De Castro che parla di “famigerato” Nutriscore e del maggiore tempo che gli italiani avranno per convincere gli altri ad abbandonare questa etichettatura, già in vigore in diversi Paesi Ue (1).L’on. De Castro, come tanti altri nel governo e non, sono i portavoce della più potente lobby alimentare italiana, Coldiretti, che di questa vicenda si è fatta alfiere insieme ad altre forme di opposizione contro tutto quello che la scienza possa prendere in considerazione per salubrità e novità del nostro cibo (2).
Il tentativo è per cercare di imporre l’etichettatura italiana del cibo, basata sull’elenco degli ingredienti: Nutriform battery, contro l’indicazione di un valore standard di salubrità: Nutriscore.
La dizione che ha assunto il nuovo ministero dell’Agricoltura con l’aggiunta di “sovranità alimentare”, dovrebbe essere il fiore all’occhiello di questa politica, basata sulla valorizzazione per qualità e salubrità del “made in Italy”. A nostro avviso si tratta essenzialmente di una valorizzazione, a prescindere, della produzione italiana: un prezzo che si fa pagare alla salute dei consumatori per mantenere alti i livelli produttivi dell’agroalimentare italiano. Stigmatizzando, anche con allerta al complottismo anti-italiano, qualunque informazione (Nutriscore, per l’appunto) che metta sull’avviso rispetto ai potenziali problemi sanitari della stessa quando il consumo è senza equilibrio.
Non ci piacciono le “cacce alle streghe” di tutti i tipi e questa ci sembra più pericolosa della caccia medievale: non si ammazzerebbero solo le streghe (le aziende non italiane e quelle italiane sulla ricerca agroalimentare innovativa) ma anche i consumatori, visto che si parla di divieti e non di valorizzare le eccellenze.
E’ pleonastico ricordare che la nostra alimentazione, senza la scienza e le innovazioni, non ci avrebbe portato oggi in regimi dove le problematiche sanitarie sono meno dannose del passato.
1 – IlSole24Ore del 25/11/2022
2 – è in corso una petizione per vietare quello che chiamano cibo in provetta, i cui toni di propaganda sono del tipo “caccia alle streghe”
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