Euro non ancora pronto come alternativa al dollaro. Meglio l’oro
Cinque citazioni chiave1. Bini Smaghi descrive la massiccia diversificazione delle riserve da parte dei paesi emergenti, con Cina che acquista 800-900 tonnellate d’oro all’anno e quota globale oro salita al 25% contro calo dei titoli USA al 25%: “Negli ultimi dieci anni la quota dell’oro nelle riserve delle banche centrali è salita dal 10 per cento a quasi il 25 per cento mentre quella del debito in dollari del Tesoro Usa è scesa dal 35 al 25 per cento”.
2. L’aumento del debito pubblico USA al 125% del PIL rende i titoli in dollari più rischiosi, spingendo i paesi emergenti a ridurre la dipendenza e preferire l’oro: “C’è una manifesta volontà dei paesi emergenti di non dipendere troppo dai titoli in dollari, che diventano sempre più rischiosi, anche per effetto dell’aumento del debito pubblico statunitense, dal 104 per cento del pil nel 2015 al 125 nel 2025”.
3. Il Genius act USA mira a rafforzare il predominio del dollaro attraverso stablecoin, garantendo domanda di titoli americani e accelerando la diversificazione emergenti verso l’oro: “Il Genius act, ad esempio, mira a favorire lo sviluppo di monete private come gli stablecoin, emessi contro riserve denominate principalmente in titoli di debito statunitense. Se gli stablecoin in dollari domineranno il sistema di pagamenti mondiale, garantiranno la domanda di titoli americani per i prossimi anni”.
4. La frammentazione del mercato finanziario europeo e regolamentazioni nazionali disomogenee impediscono all’euro di diventare alternativa credibile al dollaro, favorendo l’oro: “Fin quando il mercato finanziario europeo rimarrà frammentato e soggetto a regolamentazioni troppo vaghe e interpretate in modo diverso dalle autorità nazionali, l’euro non riuscirà a imporsi come alternativa credibile”.
5. Le previsioni FMI indicano avanzi correnti asiatici e mediorientali oltre 400 miliardi annui, che sosterranno acquisti d’oro se il debito USA continua a deteriorarsi: “i paesi emergenti dell’asia e del medio oriente dovrebbero continuare a registrare avanzi delle loro partite correnti, il che dovrebbe determinare un accumulo di riserve a un ritmo di oltre 400 miliardi all’anno. Una buona quota di queste riserve potrebbe finire in metalli preziosi”.
(Il Foglio Quotidiano, Lorenzo Bini Smaghi, 1 novembre 2025)
(da il commercialista di Bari del 01/11/2025)
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