Venerdì 16 ottobre 2026
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Felicità felina

Articolo · Redazione ·

Recenti ed estese ricerche hanno rilevato un inatteso legame tra i livelli di felicità nazionale in 93 paesi del globo e il possesso di gatti. Dal punto di vista statistico il risultato è forte e impeccabile, ma il fenomeno resta senza una spiegazione convincente.

 

Gli economisti conoscono da tempo i forti legami tra il senso di benessere nazionale e fattori come i livelli di reddito e il Prodotto Interno Lordo (cioè il PIL, in inglese GDP - Gross Domestic Product). Per vedere se potessero essere presenti altri fattori più complessi, si è deciso di dedicare uno studio al rapporto tra la ricchezza nazionale, la densità della popolazione felina e la prevalenza di Toxoplasma gondii, un parassita comunemente presente tra i gatti.

 

I ricercatori hanno raccolto dati nazionali da 93 paesi, compresi anche gli Usa, il Regno Unito, l'Australia, il Canada, la Cina e la Russia, rilevando una correlazione molto forte tra il numero di gatti ogni 10.000 abitanti e i livelli di felicità riferiti dalla popolazione.

 

Il risultato è per ora senza una precisa spiegazione. Si è ipotizzato, senza molta convinzione, che il fenomeno potrebbe dipendere dalla maniera in cui la presenza dei felini riduce il senso di solitudine dei loro padroni, offrendo compagnia, riducendo lo stress e in generale migliorando l'umore.

 

Rimane però il dubbio che la densità della popolazione felina sia invece solamente un indicatore di altri fattori che portano nei fatti alla felicità generalizzata. Uno dei ricercatori, il Dr. Indrikis Krams, dell’Università della Lettonia, ha osservato che: “Le società in cui la popolazione dispone delle risorse e delle condizioni di vita necessarie per tenere animali da compagnia potrebbero già presentare caratteristiche associate a un maggiore benessere…”.

 

(Nota Diplomatica di James Hansen del 16/10/2026)

 

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