Venerdì 5 giugno 2026
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La finanza che calpesta i diritti umani. Dossier

Articolo · Redazione ·
C’è un lato della finanza che non vediamo quasi mai, nascosto tra sigle, prodotti, indici e contratti. Eppure incide profondamente sulla vita delle persone: può sostenere regimi che reprimono il dissenso, alimentare la violenza ai confini, finanziare filiere che sfruttano lavoratrici e lavoratori, o persino far salire il prezzo del pane che compriamo ogni giorno.
 
Non è un effetto collaterale: è il risultato di decisioni precise, prese da attori che gestiscono enormi quantità di denaro. Un denaro che, in gran parte, è il nostro. I risparmi che depositiamo in banca, le polizze che sottoscriviamo, i fondi pensione in cui versiamo ogni mese. È da lì che parte una parte rilevante del potere della finanza globale.

Per questo capire come funziona è fondamentale. Perché possiamo scegliere di non alimentare modelli che calpestano i diritti umani e di affidare le nostre risorse a chi li rispetta. La finanza non è lontana da noi: siamo noi. E le nostre scelte possono cambiarla. 

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