Firenze. Le pensiline per le fermate di tram e autobus. La sovrintendenza e il ‘Coso Nero’

Le opinioni sul “Coso Nero” (Moloch costruito sulle ceneri del teatro Comunale, destinato ad affitti brevi e che svetta tra i palazzi storici della zona) hanno ricordato che talvolta nella città di Firenze, le decisioni urbanistico-estetiche-pratiche vengono prese un po’ come capita… “capita” sembra che stia per come tira l’aria politica in quel momento.
Il nostro “Coso” dicono che è in regola con le leggi. Ma più di qualcuno ci ha ricordato che la Sovrintendenza, che ha dato via libera al “Nero”, non decide sempre così. Per esempio, è stata drastica nei confronti delle pensiline alle fermate del tram (e non solo): alla Stazione SMN non se ne parla perché, pur nella selva di pali e fili che danno l’idea jungla, le pensiline sarebbero un’offesa nei confronti del bello. Altrettante offese, per esempio, alla Fortezza, ma non in viale Lavagnini, etc.
I residenti sopravvissuti all’overtourism in zona Stazione si lamentano, tra l’altro, anche degli utenti in attesa del tram che quando piove si rifugiano nei loro palazzi, ormai dedicati a funzione di servizio pubblico.
Siamo certi che altrettante problematiche ci sono ovunque. Così come siamo sicuri che - cambiamenti climatici in corso - la somiglianza di Firenze a Londra per la frequenza di pioggia è quotidianità…. e quindi… meglio prevenire che accogliere male (alla Stazione, suvvia…).
Ci domandiamo perché le autorità amministrative, di concerto con quelle di una sovrintendenza magari un po’ ravveduta e meno di parte economica-politica, non prendano in considerazione di rimediare a questa carenza di pensiline. Non è mai troppo tardi, Anche per le prossime linee in costruzione.
Non è che un provvedimento del genere farebbe dimenticare il “Coso Nero” (trattativa -nota ai politici - tipo: non ti dico nulla sul “Coso” se mi dai le pensiline), ma potrebbe essere l’inizio di una nuova era di Sovrintendenza e Urbanistica che non c’è.
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