Venerdì 5 giugno 2026
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Firenze. Ristori per i rider ma non per i turisti?

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·
 Palazzo Vecchio - assessore al Lavoro e quello al Patrimonio non abitativo - vuole creare spazi fisici che costituiscano riparo e ristoro per i rider mentre attendono le chiamate per le consegne, con un bagno a disposizione e maggiore dignità lavorativa. Trattative in corso con chi dà lavoro ai rider e che, siccome sarebbe a loro carico, temporeggiano.

Buona iniziativa che ci fa venire in mente uno dei maggiori deficit del maggiore polmone economico della città, il turismo e l'assenza di servizi gratuiti di ristoro. Bagni e spazi di ristoro per turisti non esistono. Li vediamo ovunque: in terra, seduti su gradini e marciapiedi e non solo, mangiando schiacciate e con bottigliette di plastica che spesso sono abbandonate; per i “bisogni” sono costretti a pietire un bagno a recalcitranti esercizi pubblici. Non solo, ma pare sia in arrivo un’ordinanza che dovrebbe vietare di mangiare per strada.

E allora? I turisti non sono importanti come i rider? Per questi ultimi si farebbe un servizio di supporto al lavoro, per i turisti sarebbe un supporto per tutta la città.

Non ci sono spazi pubblici da dedicare a queste esigenze dei turisti mentre ci sarebbero per i rider? Va bene che la nostra Costituzione è fondata sul lavoro, ma se qualcuno crede che questo significhi priorità al lavoro dei rider rispetto al lavoro che segue la presenza turistica… diciamo che è uno che ha capito poco…

Si dirà: ma gli spazi per i rider sarebbero pagati dai loro datori di lavoro…. e noi aggiungiamo: gli spazi per i turisti sarebbero pagati dalla città, ché dall'economia turistica ne trae giovamento in tutti gli ambiti.
 
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