testata ADUC
 FRANCIA - FRANCIA - Francia. "Senza la legge sulla bioetica, la ricerca francese non sara' piu' competitiva"
Scarica e stampa il PDF
Articolo di a cura di Rosa a Marca
16 ottobre 2003 19:28
 
Estratto da un'intervista del quotidiano "Le Monde" (2 ottobre 2003) a Christian Bréchot, direttore generale dell'Inserm (Istituto nazionale della sanita' e della ricerca medica).


D. Ancora non si sa quando l'Assemblea Nazionale esaminera' in seconda lettura il disegno di legge relativo alla revisione delle norme di bioetica del 1994. Doveva essere votata nel 1999. Che pensa di questa situazione?
R. Ritengo che la situazione attuale imponga all'Inserm di manifestare, in un modo o in un altro, le proprie convinzioni e volonta'. Da parte mia ho deciso di prendere pubblicamente la parola nell'ambito di una petizione dei ricercatori dell'Inserm, molto critica verso l'atteggiamento dei poteri pubblici. Ci tengo a dire alcune cose molto semplici e concrete a proposito del futuro della ricerca francese in materia di biologia e ricerca medica.

D. Quali?
R. Dall'inizio dell'anno, il paesaggio internazionale della ricerca biologica ha avuto un'evoluzione straordinaria, in particolare per quanto concerne le cellule staminali umane. Dodici Paesi partecipano oggi a un Forum internazionale su questo tema, organizzato dal Medical Research Council britannico. Il progetto coordina gli sforzi delle équipe specializzate nello studio delle diverse linee di cellule staminali esistenti e quelle a venire attraverso procedure e strumenti standardizzati. Esiste dunque una volonta' internazionale tesa all'evoluzione di questo settore. Si sta per creare un club internazionale di ricerca composto dalle équipe migliori, le quali definiranno i riferimenti internazionali. In breve tempo, al di fuori di questo spazio la ricerca non potra' piu' esistere.

D. Quali sono i Paesi oggi aderenti al club?
R. Ovviamente Gran Bretagna, Stati Uniti, Australia, Canada, Israele, Singapore, Paesi Bassi, Finlandia e Svezia. C'e' anche la Germania. In quanto a noi, io mi sono battuto perche' l'Inserm sia presente a nome della Francia, malgrado che la Francia, in questo gruppo, possa avere solo un ruolo di osservatore visto che la nostra legislazione proibisce le ricerche sulle cellule staminali embrionali umane. Noi siamo, e rischiamo sempre di piu', di rimanere esclusi.

D. La situazione dei tedeschi qual'e'?
R. L'esempio tedesco e' interessante. A causa del suo passato, la Germania si era opposta, fin dal 1990, a qualsiasi forma di ricerca sull'embrione umano. Poi c'e' stata un'evoluzione. Quest'estate la Germania ha aperto uno spazio alla ricerca, autorizzando i propri biologi ad importare cellule staminali embrionali e a condurre ricerche sugli embrioni soprannumerari, ossia concepiti in vitro e non piu' utilizzati per la fecondazione.
Considerato il nuovo contesto internazionale, e tenuto conto della volonta' espressa nella petizione firmata dai ricercatori dell'Inserm, ho deciso di prendere la parola, anche se e' ovvio che noi non possiamo sostituirci al legislatore.

D. Potrebbe ricordarci il contenuto del disegno di legge?
R. Il testo attuale prevede un'interdizione di principio alle ricerche sull'embrione, integrato da deroghe circoscritte e temporanee che permettono di condurre alcune attivita' sugli embrioni soprannumerari. L'Inserm non desidera affatto rilanciare il dibattito e la controversia sulla questione del trasferimento nucleare e della clonazione, effettuato in un'ottica di ricerca fondamentale o di applicazioni terapeutiche.
Noi siamo di fronte a due urgenze. La prima -pur restando nei termini restrittivi del disegno di legge votato dal Senato- e' di fare tutto il possibile perche' la legge sia votata e promulgata al piu' presto. La seconda scaturisce dalla volonta' del ministro della Sanita' Jean-François Mattei, di creare un'Agenzia di biomedicina, associata all'Istituto francese dei trapianti. La creazione di una struttura nuova e indipendente, in grado di assumere un certo numero di decisioni, e' senz'altro un'iniziativa interessante.
La rapidita' nella pubblicazione dei decreti attuativi e della messa in opera di questa Agenzia e' l'elemento chiave della nostra partecipazione a questo tipo di ricerca. Un ulteriore ritardo sarebbe un vero dramma per la ricerca francese. Per questo, l'Inserm propone che, appena pronta la legge, si crei una sorta di Comitato dei saggi in prefigurazione delle istituzioni che avranno un seggio in seno all'Agenzia. Quest'istituzione potrebbe esaminare velocemente le richieste dei ricercatori e autorizzarli a portare avanti il loro lavoro.

D. Pensa che il voto in seconda lettura dell'Assemblea nazionale corrispondera' al testo votato in prima lettura?
R. Me lo auguro. Quello che esprimo corrisponde alla convinzione profonda di una larga maggioranza dei ricercatori dell'Inserm. Si tratta, a me pare, di un compromesso ragionevole. Senza una legge sulla bioetica, la ricerca francese non potra' piu' essere competitiva.
Pubblicato in:
 
 
ARTICOLI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori