Germania. Il mondo politico si spacca sugli embrioni sovrannumerari
Due importanti dirigenti di Union (Cdu, Unione Cristiano-Democratica Tedesca /Csu, Unione Cristiano-Sociale) hanno accolto con soddisfazione il piano della Commissione Europea di finanziare la ricerca sugli embrioni, e sono pronti a battersi per riformare la blindata legge nazionale.Katherina Reiche, portavoce del gruppo parlamentare per la Ricerca, e Peter Hintze, responsabile della politica europea, si sono messi di traverso rispetto alla maggioranza del proprio gruppo e alla loro presidente Maria Boehmer.
Reiche apprezza il provvedimento di Bruxelles, che da' piu' forza ai ricercatori e ne riconosce la responsabilita' etica. E' anche convinta che la legge tedesca l'anno prossimo dovra' essere riesaminata, in modo da ridefinire lo spazio di manovra degli studiosi. La legge cosi' com'e' li ha resi insicuri ed e' per questo che hanno avanzato poche domande di sperimentazione. "Non so come andra' a finire, so solo che e' necessario riavviare la discussione", ha commentato Reiche. Al suo gruppo chiede una maggiore apertura: "Servono segnali. I nostri ricercatori devono sentire che stiamo dalla loro parte, che non sono lasciati soli a decidere degli aspetti etici del loro lavoro".
Analogo l'atteggiamento dell'ex Segretario generale della Cdu, Peter Hintze. L'attuale legge tedesca e' "per lo meno problematica" quando stabilisce che si possono utilizzare solo embrioni gia' esistenti al primo gennaio 2002. Ne auspica percio' l'abolizione o una modifica.
Altra voce favorevole, quella della presidente della Commissione Ricerca del Bundestag, Ulrike Flach (Fdp, partito liberal democratico). Molti malati gravi sono in attesa di nuove terapie che potrebbero venire dalle sperimentazioni con le cellule staminali embrionali; la proposta Busquin va in questa direzione e risponde al precetto di tutela della vita e della dignita' umana -e' il suo commento.
Di tutt'altro segno la reazione di Maria Boehmer. Critica il provvedimento, lo giudica scandaloso e trova inaccettabile che si possa dare via libera alla distruzione di migliaia di embrioni.
Non e' la sola. Il segretario di Stato del ministero per la Ricerca, Wolf-Michael Catenhusen, afferma che la Germania cerchera' di bloccare il piano Busquin al Consiglio dei ministri della Ue. E' riprovevole che si adoperino i soldi della Comunita' per continuare a distruggere e fare esperimenti con embrioni umani. Le risorse comuni dovrebbero essere distribuite seguendo i criteri della legge tedesca, e cioe' di impedire che si distruggano altri embrioni per ricavare tessuti dalle cellule staminali. I ricercatori si limitino a usare quelli disponibili. Catenhusen ha poi annunciato che nelle prossime settimane elaborera' una controproposta insieme ai Governi irlandese, italiano e austriaco. Anche Portogallo e Spagna potrebbero essere della partita. Sarebbe davvero clamoroso se con il denaro dei contribuenti tedeschi si finanziasse un'attivita' scientifica suscettibile di mandare in galera un loro ricercatore.
Anche il responsabile per la Ricerca della Spd (Partito Social-Democratico Tedesco ), Jörg Tauss, commenta che la regolamentazione prevista da Bruxelles penalizza gli studiosi tedeschi, i quali non potrebbero partecipare a progetti che autorizzino la distruzione di embrioni. "Sarebbe un fallimento nella sfida europea per progetti di eccellenza e una distorsione della concorrenza".
Il settimanale tedesco Der Spiegel ha sentito Spiros Simitis, presidente del Consiglio Etico Nazionale. Che cosa pensa del piano di Bruxelles? Che la Commissione Europea ha deciso in modo precipitoso e sbagliato, preferendo puntare sugli aspetti economici anziche' considerare la linea emersa nel Consiglio dei ministri, di attenzione ai principi etici. Le perplessita' di alcuni Stati dovrebbero indurre a valorizzare di piu' le staminali adulte e quelle animali. L'avere stabilito di utilizzare gli embrioni sovrannumerari disponibili fino al 27 giugno 2002 serve solo per dare l'impressione di avere tenuto in qualche conto le posizioni tedesca e spagnola. Ma non e' cosi'. La proposta contraddice la legge tedesca, la quale autorizza solo l'importazione di cellule staminali ricavate da embrioni non piu' utilizzabili nella fecondazione assistita. Non e' soltanto una questione di date. Che cosa propone Simitis? L'Europa avrebbe la possibilita' di promuovere ricerche alternative a quella con le cellule staminali, anziche' risvegliare aspettative che non potranno essere onorate, giacche' fino a oggi nessuno puo' sostenere che con le staminali embrionali si possono guarire determinate malattie. Come si andra' avanti? Tutto dipende dal Consiglio dei ministri della Ue, che entro la fine dell'anno dovra' prendere una decisione. E' improbabile che riterra' convincente la proposta della Commissione. Non puo' essere che gli esperimenti sugli embrioni, vietati in alcuni Stati membri, siano espressamente favoriti in altri.
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