Lunedì 8 giugno 2026
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L'importanza dell'euro digitale

Articolo · Redazione ·
 La principale minaccia alla sovranità finanziaria europea oggi non è né l’inflazione, né la recessione, né tantomeno il debito pubblico, ma la proliferazione delle stablecoin private. Il voto della scorsa settimana negli Stati Uniti sul Genius Act, che crea un quadro giuridico per le stablecoin denominati in dollari ed emessi da entità private, dovrebbe far scattare un campanello d’allarme in Europa. Al di là dell’innovazione o dell’efficienza del mercato, è in gioco il controllo dell’Europa sul proprio sistema monetario in un mondo sempre più digitalizzato.

Le stablecoin vengono spesso presentate come innovazioni tecnologiche: pagamenti più rapidi, portata globale, integrazione fluida tra piattaforme digitali. Ma le stablecoin non sono strumenti neutrali. Come strumenti di influenza monetaria per Paesi terzi, vengono sempre più spesso emesse da entità non regolamentate e garantite da valute non europee.

Di fatto, queste stablecoin private fanno parte del sistema bancario ombra, offrendo valuta digitale senza le garanzie di capitale o la supervisione normativa richieste alle istituzioni finanziarie tradizionali.

Se le stablecoin ancorate al dollaro dovessero diventare il mezzo di transazione prevalente – per i pagamenti transfrontalieri, al dettaglio e persino per il risparmio domestico – l’euro rischierebbe la marginalizzazione. La politica monetaria europea perderebbe efficacia e i regolatori si troverebbero a sorvegliare un sistema in gran parte fuori dal loro controllo. Delegando il cuore della nostra sovranità finanziaria, comprometteremmo le possibilità dell’euro di affermarsi come valuta internazionale di riserva e di scambio.

Anche le implicazioni per la privacy sono rilevanti. Dopo tanti dibattiti sui diritti digitali e sul potere delle big tech, siamo davvero pronti a cedere il controllo della nostra moneta alle stesse entità che già conoscono tutto di noi e influenzano le nostre vite quotidiane? Senza contare gli altri rischi: volatilità, manipolazione del mercato e persino frodi vere e proprie.

Una conclusione è chiara: l’emissione di moneta – digitale o fisica – deve restare una prerogativa sovrana, rispondente a istituzioni democratiche e integrata in un sistema finanziario regolamentato.

Piuttosto che temerla, l’Europa deve abbracciare la trasformazione digitale – ma alle proprie condizioni. Blockchain, tokenizzazione e finanza decentralizzata offrono vantaggi concreti in termini di trasparenza ed efficienza. È qui che entrano in gioco le valute digitali delle banche centrali (Cbdc), come l’euro digitale. Per definizione, sono moneta a corso legale e pronte per l’infrastruttura del futuro. Possono operare su reti digitali di nuova generazione, come blockchain e tecnologia a registro distribuito (Dlt), rimanendo però sotto il controllo delle autorità monetarie pubbliche.
Tra i principali vantaggi dell’euro digitale: introdurrebbe funzionalità avanzate come gli smart contract all’interno del sistema finanziario regolamentato, favorirebbe la concorrenza e l’innovazione nei servizi bancari e contribuirebbe a prevenire la diffusione di sistemi decentralizzati anonimi che agevolano attività illecite. Preserverebbe inoltre la capacità dello Stato di individuare e contrastare i crimini finanziari.

La buona notizia è che non partiamo da zero. L’iniziativa dell’euro digitale della Banca centrale europea è già avviata, e il regolamento europeo Markets in Crypto-Assets (MiCa) ha posizionato l’Ue come leader globale nella regolamentazione della finanza digitale.

Alcuni temono la disintermediazione delle banche commerciali o la concentrazione eccessiva dei dati nelle mani della Bce. Queste preoccupazioni sono comprensibili, ma affrontabili. Sarà necessaria una maggiore vigilanza da parte delle autorità per la concorrenza e la privacy. L’esplosione degli asset digitali e dei dati personali richiede una supervisione robusta per evitare concentrazioni di potere.

I costi per lo sviluppo dell’euro digitale e di un sistema europeo di pagamento globale sono spesso citati dalle banche, ma restano sostenibili – soprattutto se consideriamo le centinaia di miliardi di profitti attualmente realizzati dalle banche europee. Sono addirittura necessari per ridurre la nostra dipendenza da pochi sistemi di pagamento globali fuori dall’Europa.

Di fronte alla crescita delle stablecoin, l’Europa deve agire con urgenza e accelerare lo sviluppo, il lancio e l’adozione dell’euro digitale, per mantenere il controllo del nostro futuro finanziario e proteggere un pilastro vitale delle nostre libertà.

(Corrado Passera su Les Echos del 30/07/2025, tradotto da Linkiesta del 12/08/2025)

 
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